Istantanee da Budapest (2)

Voglio provare a reiterare questo stile di racconto. Legato invece che alla mera descrizione dei miei viaggi, a immagini particolari che ho fissato nella mente e che mi ricordano luoghi, situazioni ed emozioni diverse. Quindi non itinerari, ma appunto delle “istantanee” (o magari “filmati”) di esperienze particolari.

Ho parlato di Secessione nel precedente racconto, in particolare del Gresham Palace. Qui comincerò raccontandovi della Casa di Bedo.

La Casa di Bedo. E’ una perla nascosta (racchiusa tra due altri grandi costruzioni) dell’architettura della Secessione ungherese a Budapest. Anche questa è una struttura mirabilmente e positivamente recuperata alla conoscenza e alla visita.

Palazzo Bedo (che era costituito da appartamenti privati e spazi comuni), è stato splendidamente ristrutturato e riportato ai precedenti splendori. E’ un misto di museo (nel senso che si possono ammirare le strutture e gli arredamenti dell’epoca, a cominciare dalle grandi porte di legno e vetro con le modanature puramente Liberty, agli arredi e agli oggetti (anche in vendita) accatastati nell’ampio locale del pianterreno. C’è anche una ricca “caffetteria”, dove consumare qualche bevanda (calda o fredda secondo le stagioni), accompagnandola con la lettura di libri o riviste di arte disponibili all’interno.

Insomma è un posto dedicato alla proposizione di un mondo raffinato (quello del Libery) e insieme uno spaccato, un assaggio della atmosfera dell’epoca, una raffinata “proposta” della vita e dei piaceri della borghesia colta e raffinata dei primi anni del ‘900.

Lo stinco di maiale. Non vi paia forzato l’accostamento di una esperienza culturale, come la visita alla Casa di Bedo con lo stinco di maiale. La tradizione e la cultura eno-gastronomica costituiscono, a mio parere, un aspetto importante per conoscere e comprendere complessivamente un popolo, una nazione. E quindi deve rientrare, sempre a mio parere, a buon diritto, in quelle “istantanee” di viaggio di cui parlavo all’inizio.

Uno dei piatti più buoni che ho assaggiato a Budapest è stato lo stinco di maiale, in un ristorante del centro, che adesso è diventato rinomato e molto frequentato, che si chiama Fàtal e si trova sulla Vacy Utca, una delle strade principali nel centro di Budapest, per essere più precisi a Pest, nella città “nuova”, sulla riva sinistra del Danubio.

Lo stinco viene servito dentro una recipiente simile ad una sfera di metallo, la cui metà superiore funge da coperchio. Quando lo sollevi, già il profumo ti inebria. Lo stinco viene servito cucinato con la pelle ed un contorno di verdure che ne esaltano e allo stesso tempo ne mitigano il sapore: patate, carote rosse, cetrioli.

Una bontà in assoluto.

Terme di Szècheny. Budapest è particolarmente ricca di acque termali, conosciute, apprezzate ed utilizzate sin dall’antichità per la loro utilità e capacità terapeutica (si tratta di acque sulfuree particolarmente utili per problemi agli arti e alle articolazioni. Si contano innumerevoli fonti, con il tempo (soprattutto a partire dalla dominazione turca) organizzati in terme e bagni pubblici. Oltre a quelle di Szècheny, delle quali vi racconterò tra poco, ci sono le Terme Gellert (le cui acque sono particolarmente utili per infiammazioni articolari, per malattie dell’apparato respiratorio, per la circolazione); le Terme Lukàcs (artriti e malattie reumatiche); le Terme Kiraly (il Bagno turco per eccellenza).

Sono tutte molto belle ed interessanti. Io ho preferito le prime che sono le più grandi d’ Europa e coniugano la possibilità di una esperienza nuova, con la visita ad un luogo interessante anche dal punto di vista artistico.

Le Terme hanno piscine coperte, ma ne hanno anche altre tre (con differenti temperature dell’acqua) all’aperto. L’ultima volta ci sono stato d’inverno. La temperatura esterna era di  -11° ! Dovevate vedermi in ciabatte e costume, un piccolo asciugamano con il quale non sapevo quale parte del corpo coprire, sotto una pioggerella leggera e sottile, correre (cercando di non scivolare), verso una di quelle vasche per potermi infilare rapidamente dentro ! Che freddo! E’ vero che è un freddo secco, ma in quelle poche decine di passi il freddo ti entra dentro fino al midollo. Entrare in acqua è invece piacevolissimo; sentire il tepore dell’acqua ti inebria e non fosse stato per la fastidiosa pioggerellina che mi rigava gli occhiali, ci sarei rimasto a lungo.

L’interno delle Terme è grandissimo, ed è sempre affollato; chi lo frequenta per cure e chi per diletto. Ci sono vasche con acqua calda, tiepida e fredda. In successione tra di loro o inframmezzate nelle diverse grandi stanze piastrellate. Ci sono le vasche dove si svolgono gli esercizi terapeutici per la riabilitazione e quelle nelle quali si può semplicemente godere di un buon bagno rilassante e curativo. Ci sono tre tipi diversi di sauna. Dicono che le saune facciano bene, ma io non riesco a resistere a quel caldo insopportabile. Le ho provate per curiosità, ma da tutte e tre sono uscito rapidamente dopo pochissimo tempo, anche meno di un minuto: ho l’impressione che mi manchi l’aria, l’atmosfera arida e rarefatta entra nei polmoni e sembra quasi bloccare il respiro. No, ho preferito continuare a girovagare per il grande impianto, facendo esperienza delle varie vasche esistenti; godere delle acque temperate e distendermi (in acqua ovviamente) lungo i loro bordi.

L’altra ragione per cui ho scelto le Terme di Szèceny, è che offrono un interessante osservazione sulla Secessione. Soprattutto l’atrio, la biglietteria e i corridoi di accesso sono caratterizzati dalla diffusa presenza del Liberty (anche se da questo punto di vista, le Terme Gellert sono ancor più ricche). Lo stile neoclassico della struttura è vivacizzato dalla presenza di lunette, intarsi, inserti, arredi, pavimenti e mosaici in puro stile Liberty; persino le grate metalliche delle prese d’aria sono disegnate nello stesso modo !

Dunque, esperienza da non perdere da nessun punto di vista !

Il Danubio blu. Per finire il Danubio. Come ho detto a Budapest il Danubio è veramente blu. E passeggiare lungo le sue rive, di giorno, come di notte, è veramente un piacere dolce.

Le imbarcazioni che si inseguono nei due versi, i ponti, l’isola Margherita, costituiscono occasioni di rilassanti passeggiate, mentre ammirate i monumenti e gli scorci della Budapest storica.

Di notte poi, lo spettacolo induce ad una visione estremamente romantica: da Pest le luci illuminano la collina di Varhegy e la cittadella di Buda, i ponti illuminati segnano una continuità tra le due parti della città, le luci delle imbarcazioni indugiano dolcemente sulle acque del grande fiume.

Anche questo uno spettacolo da non perdere !

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