Le rondini

Le rondini sono andate via.
Mi spiego. Da alcuni anni, le rondini hanno preso l’abitudine di fare il proprio nido nel cassettone dell’avvolgibile del soggiorno della mia abitazione. Così, all’inizio della primavera, arrivano e fanno il loro nido nel mio cassettone, al terzo piano di un condominio di nove piani.
Perché abbiano scelto il terzo piano, non ho modo di saperlo. Forse perché quella è la loro altezza preferita per nidificare ? Vallo a scoprire. E poi perché nel cassettone del soggiorno e non in quello dello studio o della camera da letto ? Non lo so. Tutte domande da porre a qualche valente ornitologo.
Certo che a cercare informazioni e notizie sulle rondini si scoprono molte cose. Se poi queste siano più o meno interessanti lo lascio decidere a voi.
Anzitutto le rondini che noi conosciamo sono della specie Hirundo rustica, che comprende delle specie di uccelli migranti diffusa in Europa, Asia, Africa e America. Con il nome di rondini, in realtà, noi indichiamo degli uccelli che appartengono ad una categoria assai vasta e molto differenziata in quanto a caratteristiche ed abitudini, quella che in ornitologia è classificata come la famiglia “Hirundinidae”.
In questa grande famiglia vi sono specie diverse tra loro con caratteristiche ed abitudini assai differenziate.
Come ho già detto, le rondini hanno una distribuzione cosmopolita, praticamente sono presenti in tutto il mondo tranne che nell’Antartide. Tuttavia, mentre alcune specie, (alle quali appartengono le rondini che vengono a nidificare nel mio cassettone, evidentemente), sono specie migratorie a lunga distanza, e vivono essenzialmente in Europa e in America; ci sono altre specie che in Oriente o in Africa non sono migratorie. Alcune specie di rondine sono minacciate di estinzione dalle attività umane, anche se altre specie hanno beneficiato (beneficiato mi pare eccessivo, forse sarebbe meglio dire che si sono adattate) dell’ambiente degli esseri umani e dai cambiamenti che questi hanno apportato all’habitat aturale.
Le rondini si cibano essenzialmente di insetti volanti e quindi sono assai comuni nei pressi dei corsi d’acqua e dei laghi, ma possono essere trovate in qualsiasi ambiente aperto come prati, boschi, savane, paludi, mangrovie e boscaglie, dal livello del mare alle aree alpine. Molte specie vivono in habitat alterati dagli esseri umani come i terreni agricoli e anche le aree urbane.
Le specie che nidificano nelle regioni temperate migrano durante l’inverno, quando la densità di popolazione degli insetti di cui si cibano cala. Le specie che nidificano in zone più tropicali sono spesso più sedentarie, anche se alcune specie tropicali sono migratrici parziali.
La rondine che in genere noi conosciamo, è un uccello migratore: da aprile a ottobre nidifica nell’emisfero settentrionale, poi si sposta nell’emisfero meridionale per svernare. Da noi, In Italia, solitamente arriva intorno al 21 marzo e vi resta fino ai primi di ottobre (la data del 21 marzo è riportata da wikipedia alla voce “Hirundo rustica”).
Un noto proverbio dice appunto: “San Benedetto, la rondine sotto il tetto”, proprio perché tradizionalmente san Benedetto si festeggia (o festeggiava ?) il 21 marzo, giorno che peraltro coincide con l’inizio della primavera, cioè il giorno dell’equinozio di primavera.
Breve digressione. Ho letto, fra l’altro, che la data dell’equinozio di primavera, a causa del continuo e progressivo riallineamento temporale delle sfere celesti (sole e pianeti, fra cui, ovviamente, anche il nostro), rispetto alle convenzioni del calendario civile, verrebbe progressivamente ad anticiparsi, tanto che ad oggi dovrebbe ricadere il 20 di marzo, ed anzi, saltuariamente, per alcuni anni, addirittura al 19 di marzo.
Tuttavia, sempre in materia di proverbi, c’è da citare anche quello che recita: “Una rondine non fa primavera”, probabilmente nel senso che le rondini possono eventualmente anticipare il loro arrivo, ovvero arrivare in un periodo nel quale la stagione primaverile (e cioè l’affacciarsi del primo sole, la fioritura, i prati verdi e quanto ancora nel nostro immaginario collettivo si definisca come primavera) ancora non arrivi.
Non ho trovato fonti, riferimenti o particolare attenzione verso questi due proverbi.
A me sembra che questi due proverbi siano un po’ antitetici, se non nel contenuto almeno nelle emozioni che suscitano in me. Il primo, mi offre l’idea di felicità, di gioia, con la natura che “si riprende” dopo la pausa invernale, il sole che torna a splendere, la natura che rivive il suo ciclo con la fioritura, l’erba verdeggiante; tutti aspetti che inducono all’impressione di una ripresa della vita, o quanto meno di un fermento dopo il freddo e il grigio dell’inverno. Il secondo proverbio mi dà il sapore dell’ammonimento, del freno a quella felicità, a quella ripresa di vitalità di cui prima parlavo.
Come a dire: rallegrati, ma non troppo. O si potrebbe tradurre anche con “adelante Pedro, ma con juicìo”. Insomma espressioni che mi piacciono poco; che senso ha inneggiare, invitare alla gioia e poi reprimerla ?
Ma torniamo alle rondini.
Mi ha incuriosito leggere che nell’antichità si pensava che le rondini durante l’inverno si ibernassero in uno stato di torpore, o che si ritirassero addirittura sotto la superficie dell’acqua (anche queste notizie come le successive sono tratte da Wikipedia). “Aristotele attribuisce l’ibernazione non solo alle rondini, ma anche alle cicogne e ai nibbi. L’ibernazione delle rondini è stata considerata una possibilità anche da un osservatore acuto come Gilbert White, nella sua The Natural History and Antiquities of Selborne (1789, opera che si basa su decenni di osservazioni). Queste idee venivano supportate dall’abitudine di molte specie di cambiare il nido durante il periodo freddo dell’anno e di passare molto tempo all’interno di esso.” (cit.).
Sempre alla stessa voce di Wikipedia “Prima della diffusione di costruzioni umane, le rondini comuni nidificavano sulle scogliere o nelle caverne; oggi nidifica soprattutto sotto sporgenze in costruzioni umane, quali tetti di case, fienili, stalle: in luoghi – quindi – dove sia più agevole reperire insetti. Anche se la presenza della rondine non è più comune come accadeva fino a qualche decennio fa, il suo nido può essere ancora individuato con relativa facilità dalla quota del mare fino ad aree montane medio-alte”.
E nel cassettone dell’avvolgibile del mio soggiorno.
A me la presenza delle rondini procura piacere. Certo ci sono alcuni inconvenienti da affrontare. Due sono i principali. Il primo è costituito dal frullare delle ali mentre sei seduto in poltrona a guardare la televisione.
Ora se ciò accade durante la trasmissione di un noioso e ripetitivo telefilm, nessun problema: il frullar d’ali aiuterà a star svegli e a procrastinare il momento del fatale “appisolarsi”. Ma se ciò accade durante la scena cult di Kill Bill II, un po’ di fastidio, è duro ammetterlo, lo senti.
Il secondo, e più complesso problema e dato dalla cacca che le rondini seminano prima di rientrare a casa (mia), nel loro nido. Gli escrementi restano sparsi un po’ dappertutto: dentro il cassettone, sulle tapparelle, sui vetri del balcone e, ovviamente, sul balcone stesso. Ciò implica le necessarie pulizie che, altrettanto ovviamente, non possono essere procrastinate dal 21 marzo fino alla loro partenza (quest’anno il 1 ottobre), a meno di non far diventare il balcone un osceno tappeto di escrementi (e ricettacolo di chissà quali altre conseguenze).
Devo dire che questa cosa dà molto fastidio a mia moglie, mentre io la considero solo una inevitabile conseguenza, senza tuttavia drammatizzare troppo. E mi approccio, senza eccessiva solerzia, ma con il dovuto e regolare impegno alla bisogna.
D’altra parte, mi risultano assai più sgradevoli i colombi e gli escrementi che questi ultimi lasciano senza vergogna e con incredibile impudicizia dappertutto. Non voglio prestarmi a valutazioni sulla qualità degli escrementi, ma mi pare indubbio che rispetto al fastidioso tubare dei piccioni che sporcano in maniera intollerabile finestre e davanzali di tutta la casa e di tutti le case del condominio, la presenza circostanziata e limitata delle tenere rondinelle, e della relativamente più limitata quantità di escrementi, sia assolutamente più tollerabile.
Tutto ciò detto, le rondini sono partite; io vado a fare le pulizie.

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