Cronache dall’orto – 1

Ho deciso di dare un taglio diverso agli scritti sull’orto. Cercherò di trasformarli da racconti in vere cronache, in modo da descrivere il succedersi delle varie lavorazioni. Questo per segnalare le diverse esperienze ed anche per fornire una traccia di lavoro a quanti volessero misurarsi con attività di questo genere (orti sociali, occupazione di terreni abbandonati, coltivazioni in aree urbane, ecc.).

Oltre alle esperienze e alle indicazioni di tipo colturale, non mancheranno ricette per l’utilizzo dei prodotti coltivati.

Agli inizi di settembre ho cominciato a lavorare per le colture invernali. Ho estirpato le piante di pomodorini che mi hanno dato tanta soddisfazione in termini di quantità e qualità del prodotto durante tutta l’estate, ho zappato e concimato e piantato i primi due filari con bietola, cime di rapa e cavolo cappuccio.

Come ho detto nel precedente scritto relativo alla conduzione del mio piccolo orticello, ho ricevuto il concime (organico) da un amico, che me ne ha fornito una sacchetta intera.

Si tratta di humus di lombrico che è “(…) uno dei migliori emendanti naturali che si ottiene dalla trasformazione delle deiezioni di lombrichi allevati in lettiera e dal successivo essiccamento. La lettiera è prevalentemente costituita da letame bovino con possibile presenza di deiezioni di altri animali, tutti allevati in maniera non industriale. L’humus di lombrico è ricco di azoto totalmente organico e contiene elevate percentuali di carbonio di origine biologica, pertanto è adatto a tutte le forme di orto-floro-vivaismo così come per la fertilizzazione dei prati. Il prodotto è totalmente naturale e non ha alcun effetto fitotossico, pertanto lo si può utilizzare in qualsiasi momento ed anche in dosi massicce, dalla semina alla copertura, a diretto contatto con le radici o sui più teneri germogli.” (questa è la descrizione riportata sulla sacchetta di concime che ho utilizzato).

Dopo aver zappato un altro filare, ho piantato (a distanza di circa venti giorni dalla precedente semina), finocchi, altre bietole e alcune insalate. Ho alternato alla pioggia caduta in questi giorni, un po’ di irrigazione e una leggera zappatura.

Un vicino, che ha un altro pezzo di terra simile al mio, mi ha fornito una mezza bustina di semi di cime di rapa, e quindi ho preparato (zappando e rivoltando) un altro rettangolo (circa un metro quadro) di terreno, utilizzando questa volta il seme invece delle piantine. Sarà una esperienza nuova, vedremo cosa produrrà.

Adesso siamo ai primi di novembre. Le bietole, le cime di rapa e il cavolo piantati a settembre hanno già “cacciato” una discreta quantità di fogliame; per la verità ho già raccolto le prime bietole, e sembra che siano buone. Intanto le piante di melanzane, peperoni e peperoncini che non ho ancora estirpato, continuano a dare frutti, anche se in quantità minore rispetto a prima. Settimanalmente continuo a raccogliere, infatti, un po’ di prodotto che abbiamo mangiato con il gusto derivante dall’autoproduzione.

In questi giorni ho anche piantato una decina di piantine di cavolo nero, e un’altra decina di piante di cicoria; devo decidere fino a quando tenere melanzane e peperoni, valutando il tempo necessario per lavorare anche quei filari e preparali per la semina: non vorrei arrivare troppo tardi per piantare altri prodotti !

Ricetta, semplice e gustosa, per le melanzane. Lavate ed asciugate le melanzane, tagliatele in senso longitudinale (per il verso lungo, insomma); le fette non devono essere troppo doppie. Mettete una piastra sul fuoco e cucinate le fette di melanzana sulla piastra fino a che non siano ben cotte (devono scurirsi senza bruciarsi). Questa fase della preparazione richiede del tempo, le fette di melanzana vanno girate più volte per evitare che si brucino. Preparate in un contenitore una emulsione di olio e aceto, con la quale condirete le melanzane. Aggiungete qualche spicchio di aglio. Potete conservare il tutto anche per qualche giorno in frigorifero.

Siamo a novembre inoltrato, le visite all’orto si sono diradate, giacchè le piogge, anche se sporadiche ed intermittenti, rendono superflua la necessità di irrigare: il terreno è sufficientemente bagnato naturalmente. Ho raccolto le bietole ed ancora delle melanzane ed alcuni peperoni. Invece brutte notizie per quanto riguarda le cime di rapa; infatti ho dovuto estirpare quattro piante perché erano infestate da insetti e fradice alla base. Probabilmente le piantine non erano buone e le temperature eccessivamente calde per la stagione hanno influito negativamente per la crescita. L’anno prossimo dovrò seminarle più tardi.

Tra una cosa e l’altra siamo arrivati a dicembre: dopo un’ultima raccolta di peperoni e peperoncini (non molti in verità, ma sufficienti a prepararmi una cena sostanziosa), ho estirpato le piante, lasciando invece quelle di melanzane che qualche (sporadico) frutto ancora lo danno.

Ho zappato altri due filari e ho piantato verze e cavolo: dovrebbero essere pronte fra centoventi giorni (adesso il periodo perché fruttino si è allungato). Intanto ho raccolto per due volte cime di rapa e bietole. Le bietole danno soddisfazione, anzi, dove ho fatto un primo taglio, cominciano anche a dare il “ricaccio” per una successiva raccolta. Poco fruttuoso si conferma il bilancio delle cime di rapa.

Intanto le farmacie agricole non hanno più piantine. Venerdì andrò al mercato settimanale e vedrò se c’è ancora qualcosa. In caso contrario dovrò seminare, invece che piantare. Vedremo i risultati.

Come ho cucinato le cime di rapa ? Superfluo chiederlo: con orecchiette e olio fritto, uno spicchio di aglio e un po’ di peperoncino piccante. Rimane sempre un piatto delizioso! E se voi o vostra moglie non sapete fare le orecchiette in casa, niente paura: ormai si vendono in qualsiasi negozio di pasta fresca. E’ un piatto che vi consiglio, non delude mai !

Siamo alla prima decade di dicembre. Stamattina ho piantato cicorie, cipolle e broccoli; ho piantato anche qualche insalata (lattuga) ed ho estirpato le piante di melanzane rimaste. Quest’ultima operazione ha richiesto una grande fatica: non pensavo che le radici delle piante di melanzane fossero così saldamente ancorate al terreno. Un po’ la resistenza delle radici, un po’ l’umidità della mattinata, un po’ la compattezza del terreno, il certo che ho dovuto veramente sudare per riuscire ad estirparle. L’anno prossimo andrò più preparato. Adesso mi rimangono ancora delle piantine che metterò a dimora in questi giorni: il tempo di una rapida zappatura, un passaggio con il rastrello e poi concludo la stagione della semina.

Intanto ho potuto anche raccogliere le ultime melanzane (prima di estirpare le piante), ma sono poche (una decina soltanto), piccole e con la buccia rovinata. Ho raccolto anche qualche cima di rapa e qualche bietola: un paio di piatti usciranno sicuramente !

Dopo la mattinata di oggi mi sento proprio a pezzi !

Finito ! Stamane ho piantato altre piante di cicorie, cipolle e insalata. Ripulito il campo da qualche erbaccia cresciuta spontaneamente. Ora c’è da attendere che le piantine crescano e diano frutto; nel frattempo potrò raccogliere le cime di rapa e le bietole. Cavoli e cavolfiori sembra stiano crescendo bene: dovrebbero essere pronti per fine anno. Anche i finocchi crescono bene.

Alla prossima puntata !

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