Bianca

Sulle “eterne pagine” non mi è ancora caduta la “stanca mano”, e tuttavia il ricordo continuo di tanti che ci lasciano comincia a pesarmi emotivamente in misura sempre maggiore.

Questa volta si tratta di Bianca Bracci Torsi, una compagna fantastica che ho conosciuto in più di una occasione. Conosciuta è un eufemismo, nel senso che la mia vita e le mie esperienze hanno più volte (e marginalmente) incrociato la sua splendida vita di militante di donna impegnata nelle istituzioni, nella lotta politica, nel diuturno impegno civile per l’emancipazione e la costruzione di una società migliore, più giusta.

Fra breve vi racconterò della mia conoscenza di lei, brevi attimi, frattaglie insignificanti di vita che pure però ricordo con estrema vividezza. Le farò precedere da alcuni scritti comparsi sulla stampa alla sua morte.

“Bianca Bracci Torsi è stata una auto­re­vo­lis­sima diri­gente comu­ni­sta e una mae­stra di vita per coe­renza, pas­sione, finis­sima curio­sità intel­let­tuale, amore per la for­ma­zione cul­tu­rale di ragazze e ragazzi. Resi­stenza anti­fa­sci­sta e Costi­tu­zione erano i suoi para­digmi fon­da­tivi, sem­pre pro­iet­tati nella mate­ria­lità della lotta ope­raia e popo­lare. Ha curato il par­tito come comu­nità e come “intel­let­tuale col­let­tivo”. Non ho mai cono­sciuto un diri­gente “sto­rico” comu­ni­sta così attento alla con­di­zione delle dete­nute e dei dete­nuti, dei migranti, delle per­sone e dei viventi tutti. Sem­pre in lotta con­tro la repres­sione e l’autoritarismo. Le dicevo, scher­zando, che era la comu­ni­sta orto­dossa più ere­tica che avessi mai cono­sciuto. La ricordo con infi­nita gra­ti­tu­dine e dol­cezza.” (Giovanni Russo Spena).

“Ora che anche tra noi va dila­gando il proi­bi­zio­ni­smo, per fumare sono costretta a uscire all’aperto, per­fino quando fa così freddo. Ed è per­ciò che sof­fro di bron­chite. Prima non sapevo cosa fosse, cre­dimi!”. Così mi diceva Bianca, e con una certa iro­nia, un giorno d’inverno mentr’era in corso non ricordo più quale riu­nione o assem­blea. E io, taba­gi­sta acca­nita quanto lei, assen­tivo viva­mente, la siga­retta fra le dita intor­pi­dite dal gelo. Ora che non c’è più, la imma­gino, Bianca, in qual­che dimen­sione ignota ove è sem­pre tie­pida pri­ma­vera, a fumare con sod­di­sfa­zione, ancor più appa­gata per la pre­senza, intorno a lei, di gatti e cani e altre crea­ture.
Sì, per­ché Bianca Bracci Torsi, intel­let­tuale, gior­na­li­sta, ex par­ti­giana e comu­ni­sta in appa­renza tutta di un pezzo, era anche ani­ma­li­sta, per­fino anti­spe­ci­sta, si potrebbe dire, anche se lei non usava que­sto voca­bolo.
Era, Bianca, un felice ossi­moro vivente: orto­dossa ed ere­tica, fedele al par­tito e irri­ve­rente, con­ser­va­trice quanto all’ideologia e aperta a ogni novità nega­trice dello sta­tus quo, mili­tante di ferro e per­sona profondamente tenera. La chiave per com­pren­dere il para­dosso appa­rente della sua per­so­na­lità, mi sem­bra, è pro­prio la tene­rezza coniu­gata con la gene­ro­sità. Che si asso­ciava, a sua volta, con la gioia di vivere, il senso radi­cale della libertà, la compassione verso le oppresse e gli oppressi, non da ultimi i non umani.
A ottan­ta­tre anni, Bianca Bracci Torsi ci ha lasciati, umani e non umani, la sera di dome­nica 14 dicem­bre. Toscana per ori­gine, romana per ado­zione annosa, da ado­le­scente era stata staf­fetta par­ti­giana. Diri­gente dell’Anpi, pra­ti­cava, come impe­gno fon­da­men­tale della sua vita, un anti­fa­sci­smo non ossi­fi­cato, capace di com­pren­dere le meta­mor­fosi del fasci­smo fino alle più attuali. Era stata co-fondatrice del Par­tito della Rifon­da­zione comu­ni­sta, in cui fino alla fine aveva svolto ruoli diri­genti. Da ultimo si era impe­gnata attivamente anche in favore dell’”Altra Europa con Tsi­pras”. (Annamaria Rivera).

“Il 16 dicem­bre daremo l’ultimo saluto alla com­pa­gna Bianca Bracci Torsi. Rin­gra­ziamo tutti i com­pa­gni e le com­pa­gne, le per­so­na­lità della poli­tica e delle isti­tu­zioni, le realtà di movi­mento e della sini­stra che stanno in que­ste ore ren­dendo omag­gio alla memo­ria di Bianca. Bianca non era solo una com­po­nente della Dire­zione Nazio­nale del Prc e una con­si­gliera nazio­nale dell’Anpi ma un pezzo di sto­ria della sini­stra e dei comu­ni­sti di que­sto paese. Nella pre­si­denza del Col­le­gio Nazio­nale di Garan­zia del Pci fu nel 1989 immediatamente tra coloro che si oppo­sero alla liqui­da­zione del Pci e tra i pro­mo­tori della mozione di Natta e Ingrao. La sera del 3 feb­braio 1991, al ter­mine del con­gresso che segnava lo scio­gli­mento del Pci, Bianca fu una dei 7 com­pa­gni che si reca­rono dal notaio per dare vita a Rifon­da­zione Comu­ni­sta. La sua lunga bio­gra­fia di staf­fetta par­ti­giana, di gior­na­li­sta, fun­zio­na­ria di par­tito (pre­fe­riva dire “rivo­lu­zio­na­ria pro­fes­sio­nale”)  non le ha impe­dito di incro­ciare le gene­ra­zioni più gio­vani, nel par­tito e nei movi­menti, tra­smet­tendo i valori dell’antifascismo e l’esempio vivente di cosa debba essere la mili­tanza comu­ni­sta.” (Paolo Ferrero).

Questi alcuni dei necrologi ufficiali riportati sulla stampa.

Io vorrei aggiungere qualcosa di molto più personale, oserei dire intimo.

A Foggia era stata convocata la Conferenza Agraria Nazionale del PCI. Per la precisione essa si teneva a Pugnochiuso, sul Gargano. Era una piovosa sera dell’aprile 1976, ed io fui incaricato di andare alla stazione ferroviaria di Foggia, prendere alcuni compagni che arrivavano da Roma ed accompagnarli a Pugnochiuso.

Il treno arrivava intorno alle dieci di sera; io avevo a disposizione una 127 rossa (la chiamavamo “Ninetta”). Dal treno scesero tre compagni, uno di questi era Bianca; io li caricai in macchina e partimmo. Io, conoscitore di tutte le strade del Gargano, tratturi compresi, quella notte mi persi. Non riuscivo ad orientarmi, né tantomeno a trovare indicazioni utili. Persi tempo prezioso tra valli e boschi senza riuscire a raccapezzarmi. Per di più la macchina era senza acqua nel radiatore e ben presto il motore cominciò a lamentarsi mentre una luce rossa fissa mi segnalava che “Ninetta” non ce la faceva più.

Io imprecavo, smadonnavo e bestemmiavo a più non posso; forse ero arrabbiato per la mia incapacità e i miei errori, forse con chi mi aveva dato l’auto senza controllare le condizioni della stessa. Certo che ero intrattabile all’una di notte, al buio, con il motore in ebollizione, sotto la pioggia, su una strada deserta, in mezzo ad uno dei tanti boschi del gargano. E Bianca, lì in auto che cercava di calmarmi, di rassicurami come una madre premurosa, di darmi consigli.

Alla fine, giunti fortunosamente in un centro abitato (probabilmente era Vieste, ma non ricordo bene), aggiunta acqua nel radiatore, raggiungemmo Pugnochiuso. Erano probabilmente le tre di notte, ma Bianca (a differenza degli altri due viaggiatori dei quali non ricordo nulla), volle salutarmi e ringraziarmi prima di raggiungere la sua camera alla fine di un viaggio che avrebbe sicuramente ricordato.

Io dormii all’ingresso del villaggio, in un sacco a pelo, prima di rientrare, alle prime luci dell’alba, a Foggia.

Bianca la reincontrai nel Comitato Centrale del PCI, durante le convulse riunioni che precedettero lo scioglimento del Partito e la sua malaugurata trasformazione in PDS.

C’era anche lei ad Arco a sostenere, insieme a tanti di noi, le ragioni della costituzione di un nuovo partito comunista. Ma Pietro si rifiutò ostinatamente di fare quella scelta.

Non ho più rivisto Bianca.

Ho letto della sua morte.  Non è stanca la mia mano, ma il mio cuore affaticato è assai.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...