L’incidente

Il sogno è, per sua natura, evanescente; non lo è stato il mio di questa notte.

Forse non lo è per i sogni di Natale e potrei citare (al netto di inesistenti paragoni con il mio), i sogni di natale di Mr. Scrooge (tutti tratti dal libro “A Cristmas Carol” di Charles Dickens). A questo proposito bisogna dire che le pubblicazioni, i films, i cartoni animati ispirati a questa opera di Dickens sono davvero innumerevoli e alcuni di questi anche capaci di suscitare vivaci emozioni.

Ma non divaghiamo e veniamo all’oggetto di questo scritto: il mio sogno di questa notte.

Più probabilmente il prolungato ed abbondante pasto serale, unito ad una cospicua libagione è stata la causa di questo lungo e tormentato sogno che mi accingo a raccontarvi. Non a caso separato dai racconti dei miei altri sogni perché ritengo che faccia, appunto, storia a sé.

E’ il sogno di un incidente stradale e delle sue conseguenze.

Io sono in macchina, alla guida di un’auto della quale non ricordo alcun particolare degno di nota; la cosa che è significativa, nel ricordo del sogno è solo che sono alla guida di questo mezzo, quando sopraggiunge un altro veicolo che si scontra con il mio. Ricordo vagamente che proveniva lateralmente, non so dire se da destra o da sinistra.

La storia potrebbe finire qui. Conosco amici che hanno sognato di cadere da alti dirupi, la loro caduta si è prolungata per lungo tempo (quantomeno nel loro ricordo del sogno), ma alla fine il sogno si è concluso con il fatto di precipitare (con o senza spiaccica mento al suolo a seconda dei casi).

Invece il mio sogno (tormentato, come vi ho detto) non si è concluso così. Probabilmente i numerosi antipasti (cito a memoria): pizze fritte, pizze fritte con baccalà, pizze fritte con lampascioni, pizza con pomodorini e formaggio, pizza con soli pomodorini, barchette di zucchine ripiene, frittata con ricotta patate e zucchine, olive nere (due diverse qualità), olive verdi, rape rosse, melanzane grigliate, zucchine grigliate, funghetti sott’olio, peperoni arrostiti hanno determinato una seconda fase del mio sogno.

Peraltro a questi antipasti è seguito un piatto di farfalle con salmone. Per cui, nel sogno, sono rientrato a casa (dopo l’incidente), e qui ho dovuto raccontare quanto accaduto a tutti i presenti. Badate bene: non un singolo racconto fatto a tutti gli ospiti, bensì un singolo racconto a ciascuno degli ospiti: a partire da mia moglie per finire alla figlia di mio nipote di anni uno !

Tenete conto che ieri sera eravamo in quindici, e vi renderete subito conto che il mio sogno aveva cominciato a trasformarsi in un vero incubo; peraltro, devo dire che mi è andata bene, perché ieri sera eravamo soltanto in quindici. Infatti, a partire da oggi, il numero degli invitati aumenterà gradualmente per tutto il periodo delle feste e quindi immaginate voi cosa sarebbe accaduto se avessi dovuto raccontare l’incidente ai presenti al pranzo di capodanno, che dovrebbero essere venticinque !

Io temo che sia stato il sugo di capitone (pulito e cucinato da una amica), con cui mia moglie ha condito un piatto di spaghetti, aggiungendo, ovviamente, la mollica fritta; e soprattutto i cinque pezzi di capitone che mi sono gustato a determinare questa lunga fase del sogno.

Un sogno agitato, durante il quale erano a me evidenti momenti di “emersione” vera e propria, che si traducevano, a livello fisico, in agitazione, cambio di posizione nel letto, momenti di vera e propria percezione del disagio fisico, consapevolezza dei lampi di luce e delle vibrazioni emanate dai tre telefonini che tra me e mia moglie teniamo in camera da letto.

Insomma ogni tanto, durante il sogno, credo di essermi svegliato e poi riaddormentato, forse solo per continuare questo sogno.

Infatti la storia non finisce con il racconto del fatto a tutti i miei commensali.

Infatti una volta completata la narrazione, è cominciata la fase della preoccupazione e della cura delle conseguenze dell’incidente. Questa è sicuramente stata la fase più complicata e confusa del sogno.

Per alcuni attimi mi sono visto come Gesù deposto dalla croce nel celeberrimo e bellissimo quadro di Caravaggio (la “Deposizione”, attualmente conservato alla Pinacoteca Vaticana), un quadro di una plasticità e vividezza unica, che esprime un livello di partecipazione e di coinvolgimento appassionato da parte delle figure rappresentate in quel grandioso dipinto. Un quadro che si potrebbe tranquillamente definire monumentale sia perché “cita” monumenti della sua contemporaneità, sia perché riesce a rendere le figure presenti all’interno del dipinto in una dimensione volumetrica unica ed inarrivabile per un dipinto.

Bene io mi vedevo così e con tutto il coro dei presenti a lamentarsi intorno a me; però io non ero morto.

In altri momenti ero seduto al tavolo e sorseggiavo acqua (acqua ?), affermando di star bene e di aver bisogno di qualche attimo di tranquillità.

La cosa che ricordo con maggiore intensità è che qualcuno voleva tagliarmi le unghie dei piedi (chissà poi perché questo particolare assurdo) e lo faceva invece che con delle forbicine o con gli appositi tagliaunghie, con un marchingegno complicato (per un attimo ho pensato ad uno strumento di tortura) che stringeva un dito del piede e poi passava sopra l’unghia eliminandone le asperità e rendendo le unghie lisce.

Il particolare mi ha così interessato che nel sogno ho visto l’alluce e l’azione di questo strano attrezzo, come se fosse sotto una lente di ingrandimento, un binocolo, un aggeggio insomma che ne aumentava la visibilità e l’osservazione.

Probabilmente, a questo punto del sogno erano le conseguenze del salmone al forno e del baccalà alla messinese che stavano facendo il loro effetto. Ma io non ho mangiato questi due piatti: il salmone perché troppo pesante e il baccalà perché non lo mangio mai per abitudine.

Molto più probabilmente saranno stati i dolci cui ho attinto senza parsimonia alcuna: mandorle atterrate, salame di cioccolato e castagne, cartellate (nelle due versioni con vincotto e con miele), struffoli, nocciole con il cioccolato, mandorle con il cioccolato fondente, biscotti di mandorle ed anche una fetta di pandoro.

Però prima avevo mangiato due mandarini per alleggerire il pasto.

E sicuramente avrà pesato l’aver bevuto alcuni bicchieri di Ballantinès invecchiato dodici anni, portato da mio cognato, sulla conclusione di questo lungo sogno.

Infatti è stato a questo punto che, mentre da un lato sentivo tutta l’angoscia e insieme tutto l’affetto dei miei commensali e mentre al contempo cominciavo a crogiolarmi in questo duplice sentimento che mi procurava piacere e soddisfazione mi sono svegliato definitivamente.

Alle sette del mattino, dopo neppure sei ore di sonno agitato e convulso.

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