Cronache dall’orto – 2

Siamo a metà dicembre (per la precisione al giorno 13), una leggera zappatura tra i filari e un’oretta di irrigazione. Il terreno è ancora “pesante”, anche se continua a non piovere e la temperatura durante il giorno arriva fino a venti, ventidue gradi. Fa troppo caldo perché le colture invernali si sviluppino adeguatamente. Oggi ho raccolto solo una insalatina, giusto per portare in tavola domani qualcosa proveniente dall’orto.

Le bietole piantate a settembre non sono ancora pronte per il secondo taglio, come pure quelle piantate un mese dopo ancora non sono pronte per il primo. Qualche fiorellino delle cime di rapa è spuntato, ma occorre aspettare ancora qualche giorno per il taglio. Un cavolo ha cacciato un frutto grande quanto il pugno di un bambino e quindi deve ancora crescere; così pure tutte le altre piante. Adesso c’è solo da continuare ad aspettare.

Siamo a Natale. Due piccole raccolte di cime di rapa. Le altre colture crescono, ma occorre ancora tempo perché possiamo raccoglierle. I finocchi crescono bene, così come le cicorie e i cavoli. Qualche preoccupazione per le cipolle che non sembrano aver attecchito bene. Purtroppo non piove e il clima, di giorno, si mantiene ancora caldo. Speriamo che piova nei prossimi giorni.

Sabato 3 gennaio. Dopo la neve caduta l’ultimo dell’anno siamo andati a vedere la situazione dell’orto. Abbiamo fatto un taglio alle bietole e uno di cime di rapa, oltre ad aver raccolto due insalate ricce. Cavoli e cavolfiori stanno crescendo bene; così anche le altre colture, anche se molto lentamente. Credo che tra altri dieci-quindici giorni potrò tagliare il primo cavolo di stagione. Il terreno è (ovviamente) molto “pesante”, e quindi non c’è bisogno di acqua; peraltro è prevista pioggia nei prossimi due-tre giorni, dopo il sole di questi primi giorni dell’anno.

L’esperienza della semina fatta ad ottobre in un metro quadro di terreno non sembra positiva: molte erbacce e i semi di cime di rapa fanno fatica ad emergere ed a svilupparsi. Credo che dovremo insistere sulle piantine che danno sicuramente una maggiore soddisfazione in termini di resa.

Penso che se fossi un contadino, se dovessi vivere dei prodotti dell’orto, bestemmierei. Siamo al 10 gennaio, l’aria è calda, oggi abbiamo toccato i ventidue gradi e nei prossimi giorni sembra che le temperature si manterranno ad un simile livello. In queste condizioni le piante invernali non maturano, l’escursione termica provoca una situazione di forte disagio per le colture, e, infine, è più facile il pullulare di insetti e che le piante marciscano, piuttosto che crescere.

Oggi sono andato nell’orto, ho tolto un po’ di erbacce e ho raccolto un cavolo cappuccio, piccolo, non arriva a mezzo chilo. Ricetta L’ho cucinato secondo una ricetta svizzera (così perlomeno la definisce una rivista di cucina che ho letto). Se volete provarla, è la seguente: si affetta il cavolo e si mette in un tegame dopo aver fatto soffriggere una cipolla affettata e uno spicchio di aglio tritato in un poco di burro; si bagna con il vino (o con il sidro), si uniscono due bacche di ginepro, una foglia di lauro, un chiodo di garofano, una mezza mela grattugiata; si aggiunge acqua fino a coprire il tutto. Si copre il tegame con un coperchio e si cucina a fuoco lento per due ore, aggiungendo acqua se occorre. Quindici minuti prima del termine della cottura, si aggiunge una patata grattugiata. Salare a piacere.

Devo dire che è stata molto apprezzata a tavola, soprattutto da parte dei vegetariani.

Per quanto riguarda le altre coltivazioni, un paio di cavoli stanno crescendo; in settimana raccolgo le altre cime di rapa e poi tolgo le piante che sono ormai sfruttate (anche se con soddisfazione non adeguata alle aspettative); penso di fare anche un taglio di bietole; per le cicorie ci vuole tempo, mentre tutte le altre piantine fanno fatica a crescere. I finocchi, che sembravano crescere bene, ora sembrano rinsecchiti e la parte erbacea superiore sembra quasi bruciata; le cipolle, le piante di cavolo nero e di verza sono ben lontane dalla maturazione.

In questi giorni mi sono impegnato soprattutto nella ripulitura dell’orto. Siamo esattamente a metà gennaio e il clima non accenna a cambiare. Ho tolto erbacce e fogliame secco ed ingiallito, foglie “attaccate” dagli insetti. Ho anche raccolto: un po’ di bietole e di cime di rapa e, finalmente un cavolo; per la precisione un cavolo verde di circa mezzo chilo che oggi cucino con la pasta e un filo di “olio santo”.

Entro la settimana penso di fare un’altra raccolta di cime, l’ultima, decisamente: le piante sono state abbondantemente “sfruttate”, e di bietole. Probabilmente sarà pronto anche qualche cavolo verde e qualche cavolo cappuccio e in questo caso vi proporrò un’altra ricetta.

Fine gennaio. Non sono tornato prima in campagna, come avevo preventivato, perché nel corso della settimana ha piovuto abbondantemente, ma a giorni alterni, rendendo assai poco praticabile il terreno.

Ha piovuto per alcuni giorni ed ora fa freddo. Le colture (un po’ tutte) sono sostanzialmente ferme, le piantine messe in ritardo hanno una crescita decisamente lenta, anche se abbondantemente bagnate. Ne traggo quindi alcune indicazioni: le bietole possono essere tranquillamente piantate a fine settembre, insieme alle cicorie; cavoli, cavoli cappucci, cavoli neri, verze vanno piantati entro il mese di ottobre (al massimo entro la prima metà di novembre) e, se non piove, vanno comunque sostenuti con l’irrigazione. Seminare dopo il mese di novembre significa arrivare troppo in avanti con la crescita delle piante e mettere in discussione la preparazione del campo per la nuova semina primaverile.

I finocchi crescono, ma molto lentamente, le bietole sono quasi pronte per l’ultimo (credo) taglio; le cicorie crescono molto lentamente; i cavoli neri e la verza hanno cominciato appena appena a crescere, “cacciando” qualche rara fogliolina, ma, temo, abbiano bisogno ancora di molto tempo per una piena e completa maturazione.

Ad ogni modo, oggi ho raccolto quattro cavoli verza, un cavolo e una manciata di cime di rapa (le ultime della stagione), che domani cucino con un po’ di pasta (magari dei troccoli di pasta fresca).

I cavoli verza li cucinerò in due modi differenti: una parte secondo la ricetta vegetariana che ho già descritto in questo scritto (vedi sopra), l’altra metà con una nuova Ricetta. Si lascia imbiondire una cipolla tritata in una padella con il burro; si unisce un pezzo di pancetta tagliato a dadini e il cavolo, dopo averlo privato delle foglie più esterne e tagliato a listarelle. Si fa insaporire il tutto mescolando; si aggiungono semi di cumino (10 grammi), zucchero (10 grammi), un bicchiere di aceto bianco e uno di acqua. Aggiungere infine sale e pepe e lasciar cuocere il tutto a fuoco moderato per almeno un’ora e mezza, aggiungendo acqua calda se necessario.

I troccoli con le cime di rapa erano molto buoni.

Anche i due piatti di cavolo verza hanno avuto un buon risultato. Ambedue sono stati gustati ed apprezzati adeguatamente, quindi posso consigliarveli senza problemi.

In questi giorni piove a giorni alterni. Appena smetterà per qualche giorno penso di tornare a raccogliere qualcosa. Proseguirò con le Cronache dall’orto nel prossimo racconto !

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