Cronache dall’orto – 3

Ho deciso che in queste Cronache, anche al fine di renderne più agevole la lettura agli interessati, d’ora in poi procederò mettendo le date ai capoversi. In tal modo i lettori potranno seguire l’evolversi della situazione e valutarne l’utilità per i propri interventi. Le ricette saranno inserite nel testo con appositi capoversi, nelle date in cui le realizzerò, con i commenti sulla loro accettazione e valutazione da parte di quelli che le avranno assaggiate (ovviamente sarà un panel familiare).

5 febbraio

Ho raccolto due cavoli cappuccio, un cavolo verde giunto a maturazione, tutte le foglie di bietola che sono cresciute dall’ultimo taglio (circa un mese), e tre finocchi. I due cavoli cappuccio e il cavolo verde sono di circa mezzo chilo ciascuno. Le bietole sono in tutto circa mezzo chilo; piccoli i finocchi, ma ho preferito raccoglierli, perché le foglie esterne cominciavano ad ingiallire.

Non ho effettuato lavori, sia perché non avevo molto tempo, sia perché il terreno era ancora “pesante”; ma al più presto, passati i giorni di pioggia che si prevedono prossimamente, sarà necessaria una “pulizia” generale ed anche una zappatura leggera, almeno delle zone rimaste incolte dopo la raccolta dei prodotti, in particolare la zona dove avevo piantato le cime di rapa che ormai sono state ampiamente sfruttate e non producono nient’altro.

Le altre piantine (cicorie, cavolo nero, verza) continuano a crescere, seppure molto lentamente. Spero in una accelerazione del prodotto con le piogge dei prossimi giorni.

Le bietole le cucinerò domani: lessate, con la pasta e un pomodoro leggero. I finocchi, lavati e ripuliti, li mangio crudi: sono ottimi (sia crudi che cotti) per coloro che hanno problemi ai reni. Il cavolo lo faremo gratinato; mentre per il cavolo verza utilizzerò una ricetta polacca della quale vi do subito conto.

Ricetta

Spaccare il cavolo verza (un chilo circa) in quattro parti; lessarlo in poca acqua, salata e con un poco di aceto. Preparare la besciamella(farina, burro, latte, sale, pepe e noce moscata). Tagliare la verza in pezzi grossolani, amalgamare con la salsa besciamella e aggiungere cento grammi di formaggio tipo emmenthal. Ungere una pirofila da forno, versare una metà del composto e spianarne la superficie; sistemare sopra quattro uova sode tagliate in pezzi (o a fettine larghe); coprire il tutto con la verza rimasta. Spolverare la superficie con del pangrattato e aggiungere qualche fiocco di burro. Mettere in forno caldo, far gratinare e servire.

L’ho portata in tavola la domenica ed è ha avuto successo, anche se …. ho dimenticato di aggiungere l’ emmenthal. Comunque era buono e penso di ripetere l’esperienza.

13 febbraio

Dopo quasi una settimana sono tornato all’orto. In verità, contro ogni previsione, abbiamo raccolto ancora qualche cima di rapa, ma abbiamo anche estirpato alcune piante ormai rinsecchite. L’esperienza di quel metro quadro seminato, ha dato risultati del tutto negativi; non ripeterò l’esperienza, ma utilizzerò unicamente piantine. Abbiamo raccolto anche altri cinque cavoli che ci siamo divisi tra me e mio genero. Io li cucinerò lessati e gratinati al forno.

I finocchi continuano a crescere, seppur molto lentamente, così i cavoli neri, le verze e le cicorielle; queste ultime ancora non sono pronte per essere raccolte.

Ancora più lentamente procedono le piantine seminate a dicembre: cipolle, verza e cavolo sono ancora a livello di germogli. Domani, se non piove, tornerò all’orto per fare qualche lavoretto di manutenzione leggera.

14 febbraio

Sono tornato all’orto. I cavoli cappucci rimasti erano piuttosto piccoli e leggeri, con le foglie che tendevano ad aprirsi; pertanto ho deciso di raccoglierli e di cucinarli prima che potessero rovinarsi sulla pianta. Li ho cucinati con una ricetta semplificata per farne un contorno a qualche piatto di carne, niente di particolare: penso di essermi sbizzarrito abbastanza con le ricette dei cavoli cappucci per quest’anno.

Poi, con il forcone, quello con i quattro rebbi in acciaio, ho cominciato a vangare il terreno laddove era pieno di erbacce e privo di colture: un paio di filari in tutto, un’oretta di tempo, giusto per rivoltare la terra, lasciarla respirare in attesa delle colture primaverili. Ovviamente bisognerà fare una preparazione più accurata in primavera, con una adeguata zappatura dell’intero campo.

Nei prossimi giorni, se non piove, prevedo di tornare nuovamente a zappare nello stesso modo un altro pezzetto di campo.

20 febbraio

Sono tornato nell’orto, ho raccolto tre cavoli ormai maturi, anche se piuttosto piccoli. Li ho puliti e lessati appena tornato a casa, li mangerò a cena, saltati in padella con un po’ di olio e di peperoncino.

Ho anche continuato a rivoltare il terreno lungo un altro filare ormai vuoto (la zona dove avevo piantato i cavoli appunto); se domani il tempo si mantiene buono, estirperò anche le radici delle cime di rapa che sono ormai diventate infruttuose. I finocchi sono ormai giunti alla giusta crescita e credo che la prossima settimana comincerò a raccoglierli; ancora un po’ di pazienza per un ulteriore taglio di bietole e per raccogliere le prime cicorie.

Adesso le altre piante (cavolo nero, verza, insalate), cominciano a crescere più velocemente: probabilmente la minore escursione termica della notte produce un effetto benefico. Aspetterò fino a che potrò, poi se non dovessero essere pronte per il tempo dei lavori primaverili, lascerò perdere e rinuncerò alla raccolta.

21 febbraio

Di ritorno dall’orto.  Approfittando del clima non troppo freddo, sono tornato all’orto.

Come programmato ho estirpato le piante di cime di rapa, ormai infruttuose, che erano rimaste, ho rivoltato la terra per un altro filare (quello lasciato libero appunto dalle piante di cima di rape), ho irrigato la restante parte del campo ancora coltivata per circa un’ora; ho anche tolto un po’ di erbacce che spuntavano qui e là.

Adesso aspetto qualche giorno: è prevista pioggia e questa, insieme al rialzo delle temperature notturne e alla minore escursione termica tra giorno e notte, dovrebbe procurare una crescita più accelerata delle piante.

Nel prossimo racconto vi darò i risultati.

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