Il mio cane – 2

Vi avevo promesso (https://michelecasa.wordpress.com/2014/09/15/il-mio-cane/) che avrei affrontato i problemi condominiali legati ai cani. E’ un grosso problema. Sia perché molte persone non sopportano i cani, sia perché i padroni dei cani si comportano, spesso, senza tener conto delle esigenze degli altri condomini.

Come sempre si tratta di una questione di convivenza sociale e di norme di buon comportamento (dei padroni dei cani e non dei cani, ovviamente).

La necessaria premessa è che in un condominio le occasioni per litigare non mancano mai. Anzi credo che il condominio sia una istituzione fatta proprio per litigare; se non ci fosse una buona parte di litigi non esisterebbero nella maniera più assoluta.  Si litiga su tutto: sul riscaldamento, su quanto tenerlo acceso, sulle pulizie del ballatoio, sulle piante e sulle chincaglierie che l’uno o l’altro degli inquilini vorrebbe avere sul ballatoio (o pianerottolo che dir si voglia), su come stendere i panni, su come e quando innaffiare le piante in modo che l’acqua in eccesso non fuoriesca e cada sul balcone della signora del piano di sotto, sull’uso dell’ascensore, sugli schiamazzi notturni, sul fatto che le feste non debbono protrarsi oltre una certa ora al fine di non disturbare il sonno o il riposo degli altri coinquilini, sul volume del televisore, sull’orario in cui è possibile o giusto inchiodare un quadro alla parete o fare dei buchi con il trapano per mettere su uno scaffale, su ogni altro piccolo o grande problema che la forzata vicinanza tra persone con abitudini, formazioni e comportamenti diversi, determina.

Spesso questi litigi danno sfogo a situazioni ridicole e vengono superate con il comune buon senso, scuse reciproche e camerateschi saluti. Purtroppo altre volte (e le cronache sono piene di questi avvenimenti) e sempre più spesso i litigi si trasformano in battaglie legali (estenuanti e dispendiose), in vivaci alterchi, in aggressioni fisiche e qualche volta anche in aggressioni ed omicidi.

Insomma il condominio è il luogo di litigio “per elezione”.

Quando c’è un cane è anche peggio. Perché il cane, si sa, non assume comportamenti dettati dalla circostanza e dalla situazione, non assume lo stesso codice di comportamento degli umani (non so, tuttavia, se ciò sia un bene o un male), ha dei comportamenti istintivi e, a volte senza controllo.

Un cane può anche essere bene educato, trattenersi dal fare i propri bisogni lungo le scale o in ascensore (così come viene abituato a non farli in casa), però capita che a volte stia male, o, diventato vecchio, molli qui e là i propri escrementi. Stabilito che un bravo padrone di cane debba provvedere immediatamente alla pulizia e al ripristino dello “status quo ante”, che non deve lasciare sporcizia in giro, si pongono problemi pratici di non facile soluzione: se il mio cane sporca mentre lo porto fuori, devo ripulire subito, o lo porto prima fuori, gli faccio espletare tutti i suoi bisogni, poi lo riporto a casa e quindi pulisco ? Non c’è soluzione che tenga.

Nel primo caso esiste il rischio concreto che continui a sporcare e quindi riproduca una situazione poco simpatica e che non deve avvenire, nel secondo che mentre voi siete fuori con il cane, qualche altro condomino passi e trovi lo sporco (con conseguenti invettive nei confronti vostri e del vostro cane). Vi sembra una alternativa di facile soluzione ?

E se il cane abbaia ? Qual è il livello di sopportazione per i guaiti o l’abbaiare del cane ? E’ facile dire di tenere a bada un cane. Ma se sul ballatoio passa un condomino e il cane comincia ad abbaiare, che fare ? E soprattutto che fare se voi non siete in casa ?

Tutti problemi e questioni di non facile soluzione, o meglio che richiedono buon senso e capacità di reciproca tolleranza (tra le persone, non con i cani).

Ma vedo che ormai ho debordato e, invece di parlare del mio cane, straparlo (come al solito) di altre questioni. Il mio cane è abbastanza tranquillo, riesce a stare solo in casa senza dare troppo fastidio, si lamenta quasi sempre solo quando è l’ora di scendere (tre volte al giorno) e quando è il momento di mangiare.

Per il resto sembra essersi abbastanza abituato alla vita “civile”, fatta essenzialmente di giornate che trascorre al mio fianco, steso vicino alla sedia dove lavoro al computer, oppure acciambellato sul divano del soggiorno, al lato opposto a quello che occupo io.

A volte si gira richiedendo tacitamente carezze, a volte la sua richiesta è più esplicita e, in piedi al mio fianco, con la zampetta mi tocca ripetutamente e sollecita che la mia mano lo accarezzi sulla testa o sul dorso. Poi, soddisfatto torna ad acciambellarsi vicino a me. Poche volte sollecita giochi più complessi: lancio di palline od oggetti di plastica; la maggior parte delle volte si limita a guardarmi e a sollecitare qualche coccola aggiuntiva.

Mi accorgo solo ora che non vi ho raccontato che il mio cane è un piccolo bastardo, un volpino certamente per taglia e dimensioni, che, probabilmente, deve aver incrociato tra i suoi antenati un collie, giacchè, a differenza della stragrande maggioranza dei volpini, ha un pelo lungo e candido. Un corpo abbastanza snello e piuttosto agile, anche abbastanza forte da trascinarmi violentemente in alcune occasioni, come quando rincorre i piccioni, animali che odia, così come il suo padrone (cioè me).

Devo dire che dopo tanti anni di convivenza mi sono ormai abituato alle sue necessità, al fatto che deve essere accudito, fornito di cibo e soprattutto portato a spasso tre volte al giorno. E’ come avere per casa un bambino piccolo che ha bisogno di essere accudito, ma che non cresce mai, che avrà sempre bisogno di cure e di attenzioni come un neonato.

Tuttavia ormai è uno stato che non mi pesa eccessivamente. Certamente mi limita in alcuni momenti, quando ho impegni particolari oppure ho fretta di sbrigare alcune incombenze urgenti. Se dovessi vivere più a lungo di lui, certamente non ne prenderei un altro (e rifiuterei un simile eventuale regalo).

Tuttavia, un pensiero che non mi è mai passato per la mente è stato quello di abbandonarlo; lascirlo per strada o peggio su una autostrada, né di regalarlo a qualche amico.

Penso che abbandonare un animale sia una vera bestialità, sia un comportamento stupido e meschino, assai poco responsabile; anzi è un comportamento che denota una assoluta mancanza di affidabilità da parte della persona che compie un gesto del genere.

Ovviamente non parlo minimamente della aberrazione mentale di quanti addirittura uccidono gli animali, compiendo verso di loro gesti ed azioni turpi e miserevoli, indegni di un essere umano; così come quanti, e purtroppo sono ancora molti, li addestrano per combattimenti e confronti sanguinari. Il mio giudizio è senza appello alcuno.

Ma per tornare all’abbandono, mi parrebbe davvero una azione miserevole, e considero chi si comportasse in questo modo, come assolutamente indegno di una qualsiasi forma di rispetto da parte del consesso civile.

A proposito, il mio cane si chiama Sirio.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...