A patto che ….

stoprazzismo

Sono d’accordo con Salvini.

I criminali rom che hanno ucciso con la loro auto una giovane donna e ferito molti altri passanti sono dei criminali e vanno puniti adeguatamente così come i loro connazionali (?) e quindi occorre mandare le ruspe a spianare il campo rom in cui vivono.

Ben detto.

Facciamolo subito e diamo una punizione esemplare !

A patto che…..

E sì, qui viene il bello.

A quel giovane italiano che mesi or sono, ubriaco e forse anche “impasticcato”, ha ucciso, alla guida della sua auto, una anziana signora (che peraltro attraversava sulle strisce pedonali), fuggendo via senza esitare e rintracciato solo dopo alcuni giorni dalla polizia, invece che una esemplare condanna, …… gli radiamo al suolo la casa.

A quell’italiano (membro dell’ Esercito italiano), che ha ucciso la moglie, ha depistato per settimane le indagini a suo carico e si è dovuto infine arrendere all’evidenza dei fatti che gli sono stati contestati, oltre a togliergli l’aggravante (sic !) dei dieci anni per crudeltà, togliamogli anche la condanna a venti anni, ma, in compenso, …… gli muriamo l’accesso all’appartamento, anzi nel cesso gli facciamo una colata di cemento (armato, ovviamente, trattandosi di militare).

A quel tale (italiano), che per una lite condominiale, in un eccesso d’ira, al coinquilino (anche lui italiano) che lo aveva minacciato, ha risposto imbracciando il fucile ed uccidendolo, ovviamente, “mutatis mutandis”, …. spianiamo il condominio (tanto sono tutti delinquenti !).

Ancora, per tutti gli affaristi, gli intrallazzatori, gli uomini dei partiti invischiati in faccende di malaffare, che rubano i soldi della collettività, che spendono denaro pubblico per loro interessi personali, che rubano, che truffano, che danno e prendono tangenti a detrimento della società in cui vivono (tutti italiani, ovviamente), invece di perdere tempo con leggi e leggine che si prestano ad interpretazioni, discussioni, dibattiti e via discorrendo, ho una proposta più radicale. No, non dico di tagliar loro le mani, sarebbe una crudeltà e ci avvicinerebbe a comportamenti arretrati e non conformi alle norme di civiltà.

Facciamo che sono obbligati, ventiquattro ore su ventiquattro a tenere le mani imbrattate di marmellata; pensate, se devono andare a passeggio tutti li riconoscono perché gli cola dalle mani quello zuccheroso impasto; se debbono mangiare, ci rinunciano dopo essersi abbondantemente sporcati; se debbono vestirsi sono costretti ad imbrattarsi tutti gli abiti; se vogliono andare al ristorante o solo prendere il caffè in un bar, troveranno gestori pronti a rifiutar loro il servizio e clienti che si allontanano schifati. Lascio alla vostra immonda fantasia cosa succederebbe quando volessero andare in bagno.

Una domanda mi suscita il cosa fare di quei leghisti che hanno “approfittato” durante il loro sodale governo, unitamente all’altra bell’anima dell’allora presidente del consiglio. E già perché alla “virtù” e alla forza prorompente delle magnifiche parole spese da Salvini e dai tanti suoi imitatori, piccoli e grandi, espliciti o ipocritamente acquiescenti, bisognerebbe aggiungere una punizione ancor più esemplare (si può dire in italiano ?), quando qualcuna di queste malefatte viene compiuta proprio dagli artefici stessi di questi ragionamenti.

In questo caso, punizione doppia: prima gli spianiamo le case, poi gliele facciamo ricostruire e poi gli passiamo di nuovo le ruspe sopra. Oppure devono abbattere loro le proprie case a mani nude e pure senza le ruspe. Che ne dite?

E potremmo continuare in questo modo, pensando, inventando, fantasticando di come e cosa ci piacerebbe o sarebbe possibile fare per tutti quelli (italiani s’intende), colpevoli di qualsiasi atto, azione crimine, contrario alla libertà individuale, personale o direttamente proprio contro le persone (stupri, omicidi, etc, etc.).

Possibile che esistano persone così irragionevolmente presi nella spirale di una progressiva demenza, che in buonafede prestino orecchio a queste assurde ed incredibili (oltre che razziste) affermazioni?

Possibile che qualcuno (responsabili della scuola e giornali), all’indomani della morte di uno studente diciannovenne in una situazione assai poco chiara, invece di cercare di abbattere il muro di palese omertà esistente tra coetanei e amici del ragazzo (tutti italiani) che con lui hanno trascorso una notte di baldoria a base di alcol e di chissà cos’altro, riesca ad inventarsi che c’era uno slavo nei corridoi dell’albergo?

Ma questa è roba da fantascienza!

E’ imbecillità pura, altro che razzismo!

Pensare che abbattere un campo rom con le ruspe elimini il problema del degrado e della malavita, significa non fare propaganda politica, ma raccontare frottole (cosa che se non si è capito, considero ancor più grave ovviamente). E credere a queste fandonie, significa credere ancora alla Befana e Babbo Natale (che peraltro sono cose più serie)!

Siamo ormai alla imbecillità dilagante; senza più argini, senza più limiti.

Ma come un criminale si distingue per razza, età, sesso, appartenenza etnica e quant’altro, oppure per il crimine che ha commesso?

Ormai siamo alla confusione dilagante, alla ipocrita e colpevole scelta della menzogna sacrificata sull’altare dell’interesse e dello scopo che si vuole raggiungere: meschinità, e non oso dire altro.

E adesso che il nostro beneamato (si fa per dire) “capo” del governo si è inventato quest’altra bella idea di andare a bombardare i barconi dei migranti, tutti a discutere di come e in che modo riuscire nell’impresa!

Una europa incapace di affrontare la crisi greca, ma ben disposta a regalare milioni di euro ai nazifascisti ucraini, invece di ragionare sui danni che la sua politica ha provocato nelle aree africane e del medio oriente, si abbraccia a questa mirabile alzata di ingegno del genio italiota e discute (con il contorno di pseudo opinionisti e pseudo giornalisti) sul mandare droni, navi, militari, subacquei e chissà cos’altro per affondare i barconi dei migranti, a fermare una marea di disperati, che fuggono da fame o da guerre.

In alcuni momenti di disperazione, io penso che abbiamo mandato il cervello all’ammasso. Nel senso letterale del termine.

E non abbiamo fatto neppure la raccolta differenziata.

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