Mafalda

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Simpaticissima “striscia” di Mafalda, “postata” su Facebook da mia moglie. Nel primo riquadro Mafalda, vicino ad un mappamondo parla con il suo orsetto di peluche e gli dice: “Guarda, questo è il mondo. Lo vedi?”. Secondo riquadro, Mafalda prosegue sorridente verso l’orsetto: “Sai perché è bello questo mondo, eh?”. Terzo riquadro, Mafalda, l’espressione triste, conclude: “Perché è una riproduzione! L’originale è un disastro!”.

Questo il ragionamento e l’amara conclusione di Mafalda, che si offre con un agrodolce sapore “noir”. Come sempre, quando si usa l’arma dell’ironia, non si coglie forse la “verità”, ma il verosimile sicuramente.

Del resto non è forse verosimile la situazione prospettata da Mafalda nella sua “striscia” ?

Nella stucchevole Europa (intendo l’Unione Europea), dominata dai sepolcri imbiancati di una ottusa ed inefficace “politica di austerità”, Tzipras e il suo governo continuano a combattere da soli una dura battaglia per riaffermare per loro e per tutti i popoli europei una alternativa valida ed efficace, in gado di offrire una alternativa possibile ad un popolo danneggiato e vilipeso da scelte sbagliate dei governi nazionali che lo hanno preceduto ed affossato in modo tragico dai diktat della troika. Una battaglia che, in attesa di una auspicata, ma difficile affermazione di Podemos e dei suoi possibili alleati in Spagna, avrebbe dovuto trovare un ampio movimento di sostegno in tutta europa, a difesa di politiche economiche di segno diverso e contrario a quelle che invece si sono andate progressivamente affermando nei singoli paesi dell’unione e che vedono nel pavido (nei confronti dell’europa) comportamento di Renzi la sua migliore rappresentazione (seguita peraltro dai governi di spagna, portogallo, francia, etc.).

Nel vicino medio oriente guerre sanguinose di intrecciano tra loro, originate da una dissennata politica colonialista del secolo scorso e sostenuta oggi da logiche altrettanto dissennate che intendono cercare, individuare e combattere il “cattivo” di turno, il nemico, il diavolo, senza accorgersi di mortificare irreparabilmente le ragioni profonde di un dissenso e la ricerca di possibili strade diverse da quelle della globalizzazione, anzi volendo perpetuare assurdamente dipendenza e soggezione di intere popolazioni alle logiche dei grandi monopoli economici e finanziari. Così facendo, le potenze dell’occidente sono arrivate ad allearsi proprio con i più fulgidi esempi dell’autoritarismo, con gli epigoni orientali delle monarchie più assolutistiche e con gli scherani del fascismo più ottuso. Queste sciocche e miopi politiche hanno portato alla tragica situazione attuale, con milioni di morti, di profughi, di diseredati che hanno rimpolpato masse di popolazione che premono alle frontiere dell’occidente spinte dalla esigenza di sopravvivere alla fame e alla morte.

Né si intravedono soluzioni a questa situazione tragica, che solo il realismo di un papa (le cui posizioni non sono certo da me condivise), è riuscito a delineare nella sua drammatica dimensione; mentre, ancora una volta, con servile stupidità, il presidente del consiglio in carica chiede un altro “piccolo sforzo” al contingente militare italiano inviato in Afganistan. Ridicolo, se non fosse tragico.

Nello stesso momento il mare mediterraneo, da grande occasione di promozione e di positiva collaborazione tra popoli diversi, culture diverse, saperi diversi (cosa che è sempre stata persino durante il periodo medievale, comunemente definito “barbarico”), è diventato un grande cimitero, che inghiotte continuamente vite umane spinte dalla disperazione e dal bisogno, che chiedono di partecipare alle briciole del grande banchetto dell’occidente ricco; centinaia di migliaia di persone che, quando sbarcano sulle spiagge ricche dell’occidente, vedono schiudersi un futuro fatto di marginalità e miseria, di vite da passare in bidonville o in quartieri malfamati, condizioni di lavoro ai limiti della schiavitù, oppure fatto di coinvolgimento nella malavita e in fenomeni delinquenziali.

Mentre tutto questo accade si discute del futuro climatico della terra; quest’anno il summit mondiale si terrà a Parigi e intanto si parla di cosa potrà accadere nei prossimi decenni. Ho letto previsioni (forse eccessivamente catastrofiste) che parlano di uno scenario per il 2050, di territori pianeggianti sommersi dalle acque, di ghiacciai ridotti progressivamente ai poli, di correnti oceaniche che modificano drammaticamente i loro percorsi e di sconvolgenti conseguenze per la fauna, la flora, la vita sulla terra. Anche in scenari meno catastrofici, la prospettiva permane segnata da grandi preoccupazioni, così come viene disegnata da scienziati ed esperti della materia, mentre governi, imprese, aziende monopolistiche, continuano a premere l’acceleratore per ottenere i maggiori utili e i proventi più cospicui per i propri interessi, continuando a danneggiare ambiente, natura, popolazioni.

Il segno più recente di questo demenziale processo di autodistruzione (ma di grande profitto per le oligarchie economiche mondiali), lo possiamo ravvisare nella recentissima (è del 4 giugno) decisone di approvare il piano per le perforazioni marittime nell’adriatico deciso dal ministero, in conseguenze di quella assurda legge definita “SbloccaItalia”, che altro non è che un regalo di Renzi ai monopoli del petrolio e del cemento. Qui la codardia che dimostra verso l’europa, il capo del governo la trasforma in autoritarismo e imperio, negando ogni spazio di confronto democratico ed ogni intervento partecipativo delle istanze territoriali, imponendo e decidendo in sfregio alla salute dei cittadini, alla tutela del patrimonio ambientale, alle scelte di una equilibrata economia territoriale. E, per il combinato disposto di altra leggi, anche queste rapidamente approvate in dispregio a quanto prima detto, tali perforazioni (dalle coste emiliane a quelle pugliesi) potranno essere realizzate con le pratiche dell’ “air gun”, una pratica che rappresenta quanto di più pericoloso e dannoso si possa realizzare e si è realizzato (vedi le tragiche conseguenze dei disastri che si sono determinati nel golfo del Messico, proprio di recente).

Sarà un caso ma l’azienda che ha ricevuto l’autorizzazione si chiama Spectrum s.p.a. Un nome, un programma!

E qui salto a piè pari le vicende italiche del nostrano “conducator”, dal Jobs Act, alle modifiche istituzionali (Italicum e legge sul senato), fino al disegno di legge sulla scuola. Le salto non perché poco importanti, ma perché su di esse già ho detto e scritto lungamente e costituiscono la palmare rappresentazione di una diabolica congiunzione realizzata mettendo insieme da un lato la mera arroganza derivante da un autoritarismo avventuristico e radicalmente conservatore negli obbiettivi, dall’altra, una cialtronesca incapacità di gestire la cosa pubblica se non utilizzando un linguaggio pseudo modernista  che nasconde soltanto metodi propagandistici d’altri tempi.

In questo senso, credo rimarrà lungamente nella mente di molti l’immagine di Renzi ed Orfini che, mentre i risultati elettorali indicavano una progressiva perdita di consensi al proprio partito nel corso delle ultime elezioni regionali, ed un discredito nei confronti delle iniziative portate avanti dal suo segretario ( e contemporaneamente capo del governo), nonché un minor appeal del personaggio (Renzi) nei confronti dei cittadini, giocavano alla play station. Un atteggiamento che non indica fair play, come si è voluto ridicolmente tentare di giustificare, bensì una sufficienza ed anzi una palese forma per sfuggire alle proprie responsabilità, ai propri doveri ai propri impegni.

Una immagine che avvicina Renzi al comandante della Concordia mentre la nave affondava: l’immagine della fuga, ingenerosa, irresponsabile.

Mafalda, è proprio vero, l’originale è un disastro!

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