Mare Nostrum

In questo mare, azzurro e bellissimo sulle rive del quale presto molti di noi andranno a trascorrere le vacanze estive si sta determinando la fine dell’Europa.

In questo mare che ha visto nascere e crescere civiltà importanti (dai fenici, ai greci, ai romani) per lo sviluppo successivo della cultura dell’occidente si sta consumando definitivamente il sogno di un futuro migliore per le genti che lo abitano e lo attraversano.

Due sono le questioni che mi portano a queste amare considerazioni. La prima è riferita alle vicende greche, dove permane una posizione dell’Europa drasticamente e assurdamente contraria ad ogni spirito, o ipotesi di accordo circa il suo destino economico; una posizione miope ed intransigente, dettata non da scelte razionali e propulsive, ma da un miserabile spirito di vendetta rispetto alla volontà manifesta del governo e del popolo greco a non sottostare a scelte e a politiche che hanno visto peggiorare progressivamente le loro condizioni sociali e materiali. Una politica (quella dell’Europa) dettata dalla volontà politica di punire i greci per aver rifiutato logiche aberranti e scelte contrarie ad un possibile riscatto delle proprie condizioni economiche e al voler sottrarsi alle logiche aberranti del capitalismo predatorio che imperversa indisturbato nelle “corti” europee.

La seconda è data dalla miserabile immagine di sé che l’Europa sta dando circa la vicenda dei migranti. Un fenomeno che possiamo definire ormai tranquillamente (si fa per dire) di dimensioni bibliche visto che le stime che leggiamo sui giornali, riferite al numero di persone che sono coinvolte, per ragioni diverse, in questa gigantesca migrazione, raggiungono la cifra di sessanta milioni nel mondo, una popolazione simile a quella dell’intera Italia. Una posizione miserabile dettata dallo sfrontato riemergere di posizioni apertamente razziste e fasciste in larghe fasce della popolazione, contro le quali nulla si è fatto per arginarle e per sconfiggerle. Al contrario esse sono il frutto (purtroppo ormai maturo) di una ignavia e di una incapacità politica dell’Europa e dei suoi governi, di affrontare il problema dell’immigrazione non in termini emergenziali, bensì quale recupero di risorse, di conoscenze, di saperi e con la conseguente necessaria predisposizione di politiche di accoglienza e di reinserimento di questa immensa massa di persone.

Non è che manchino, o io voglia sottovalutare altre questioni e altre responsabilità dell’Europa. La vicenda Ucraina, massimo punto di frizione con la Russia, che ha visto progressivamente avvicinarsi ai suoi confini una politica aggressiva in campo economico (con il progressivo fagocitare dei mercati dei paesi dell’est europeo dalle dinamiche economiche dettate dall’export dei paesi occidentali, in primis dalla Germania) e in campo militare (portando sempre più verso est, armamenti, uomini e mezzi militari). Come pure il fatto che per raggiungere questi obbiettivi sia stato dato spazio, sostegno e finanziamenti a politiche interne a quei paesi (quelli dell’est europeo) di chiara matrice reazionaria, fascista e addirittura direttamente ispirata a figure del recente passato nazista.

Nemmeno dimentico le responsabilità dell’Europa, dentro e fuori dal fardello della Nato, nel compiere azioni di guerra, variamente mascherati da interventi umanitari, che, invece di riuscire a superare momenti di conflittualità politica e sociale, si sono semplicemente accodate al ruolo di gendarme degli Stati Uniti, riuscendo addirittura a fare in proprio scelte tragiche per il destino di uomini e popoli in Europa o in aree adiacenti. E qui il pensiero non può non andare alle vicende dei Balcani, agli assurdi e ingiustificati interventi in Iraq, in Afganistan e alle guerre in atto in Siria, o alla situazione dell’Iraq e della Libia. Il tutto acuendo e inasprendo conflitti, invece che pacificarli, sostenendo capi e rais della peggior specie, affiancando in azioni repressive o direttamente di guerra stati e governi per i quali il concetto di democrazia equivale (al meglio) ad un epiteto.

Nemmeno è possibile dimenticare la straordinaria incapacità dell’Europa e dei singoli governi nazionali nell’individuare strategie economiche alternative a quelle dell’austerità; scelta quest’ultima che determina ulteriori e gravi fratture nelle compagini sociali, impoverisce i più deboli, colpisce gli strati più deboli della popolazione, ruba risorse alle popolazioni e ai territori, tutto a favore di ristrette oligarchie che governano le banche e i movimenti del capitale finanziario. Una polita dell’economia che deprime le ragioni di ciascun territorio, impoverisce complessivamente ed ulteriormente uomini, donne, giovani, pensionati, rapina le ultime risorse rimaste e le convoglia secondo strade utili solo all’arricchimento di pochi, senza alcuna attenzione alle questioni della salute, dell’istruzione, della natura, del progresso civile.

Ho scritto abbondantemente ed ho espresso con dovizia di citazioni quella che è la contraddizione esistente e che ancor più si aggrava tra gli obbiettivi costituzionali di ciascun paese, mirati al miglioramento delle condizioni economiche, sociali e civili delle rispettive popolazioni, e gli obbiettivi di mero raggiungimento della parità di bilancio, iscritti come principi fondamentali dell’Unione europea in contrasto con quei dettati derivanti dalle singole carte costituzionali, in primis di quelli contenuti nella Costituzione Italiana (https://michelecasa.wordpress.com/2015/04/29/europacostituzione-1a-parte/; https://michelecasa.wordpress.com/2015/04/29/europacostituzione-2a-parte/).

Ho il timore, però, che quelle preoccupazioni siano sopravanzate dagli eventi, dalla tragica e “ineludibile” deriva cui la politica intransigente e velleitaria dell’Europa e dei suoi governi ci sta conducendo con una improvvida pigrizia mentale e con la totale incapacità di operare scelte diverse da quelle che registriamo quotidianamente nei notiziari che ci vengono impudicamente sciorinati da giornalisti prezzolati e spesso incapaci di svolgere una reale attività di informazione.

Persino le parole del papa, capo di una religione che nel corso dei secoli ha segnato (a volte in maniera profondamente negativa) il corso della storia dell’occidente europeo, e che oggi si alza per invocare il perdono sulle ideologie e le pratiche razziste che impunemente imperversano; che dichiara quanto improvvide siano le logiche dell’immiserimento del territorio, della privazione delle terre, dello sfruttamento indiscriminato dell’ambiente, e denuncia l’arricchimento delle banche contro l’aumento delle condizioni di miseria, di fame e di povertà, restano inascoltate, se non addirittura irrise.

La crociata condotta contro le ideologie, che è servita ad affermare l’ideologia vincente del capitale contro quella di un ribaltamento dell’ordine economico mondiale, che è servita a frantumare l’idea di cambiamento, di rinnovamento, di socialismo nel mondo e a portare sulle ali della vittoria l’ideologia capitalista alle soglie di una completa globalizzazione del pianeta, è riuscita ad imporsi. Anche se invece di volare sulle splendide ali di una Nike, ha piuttosto le forme di quelle di un rapace predatore.

La sinistra è stata battuta, sconfitta, in alcuni casi è stata asservita e inglobata, in altri si è ridotta a fare da serva sciocca delle decisioni e delle scelte della destra conservatrice, in altri ancora si è trasformata in uno stupido scolaretto ridotto a fare i compiti in nome e per conto di chi gli detta lo spartito; vive ormai ai margini di un conflitto geopolitico di dimensioni planetarie nel quale potenze economiche diverse configgono fra loro con una forza superiore a quella delle masse tettoniche del pianeta e, comunque, ad una velocità assai superiore.

Ma proprio per tutte queste ragioni il conflitto non è eludibile, non è rinviabile, non si può procrastinare. Se vogliamo costruire una alternativa a questa europa miserabile: “Hic Rhodus, hic salta”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...