OXI

Da dove cominciare ?

Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Si potrebbe cominciare dall’incomparabile balbettio del primo ministro italiano (tal Renzi da Firenze), subito trasformatosi in acquiescente e totale subordinazione al “nein” formulato dalla cancelliera tedesca, per dimostrare non solo la statura (bassa, anzi bassissima) del “nostro” impudico primo ministro che racconta a destra e a manca come lui abbia abbracciato amichevolmente Tzipras, ma forse solo per ricevere i trenta denari di ricompensa dai potenti europei e dai loro banchieri. Peraltro, a proposito del fatto che lui abbia regalato a Tzipras una cravatta, c’è da dire che dalle nostre parti circola una abitudine (dettata forse dalla superstizione, ma non ne sono del tutto sicuro), che è quella di non regalare cravatte ai propri amici: sembra che non sia di buon augurio e nemmeno di buon gusto !

L’atteggiamento assunto rispetto ai fatti della Grecia di quel tale Renzi, conferma ancora una volta che la sua collocazione non è certo quella di una sinistra, men che meno riformatrice e che tutti gli atti che ha compiuto, dal Jobs Act alla Legge sulla Scuola (denominata improvvidamente “Buona Scuola”), dallo SbloccaItalia (regalo a petrolieri e cementificatori) fino all’ Italicum (trasformazione antidemocratica della Cotituzione italiana), sono tutti atti logicamente coordinati e unicamente finalizzati all’asservimento del nostro paese e del suo popolo ai voleri e agli obbiettivi dettati dai poteri forti dell’Unione Europea e dai suoi rappresentanti politici nell’esecutivo dell’Unione stessa.

Si potrebbe cominciare anche dall’ineffabile volto (sembra quasi impagliato) del Ministro dell’Economia dell’attuale governo (sempre di quel tale Renzi), che da giorni dichiara che l’Italia ha fatto bene i suoi compiti, e mentre tutti (ma davvero tutti, compresi financo i cinesi) si dicono preoccupati della situazione che si è venuta a determinare in europa, mentre ministri, sottosegretari si telefonano tra loro, economisti di vario orientamento presentano scenari preoccupati di quanto possa o debba avvenire in un futuro più o meno prossimo, mentre dichiarazioni politiche si susseguono avanzando proposte e scenari di vario genere, lui (il Ministro Padoan, se non avete capito di chi sto parlando), seraficamente annuncia che nulla potrà accadere nel nostro paese, quasi che (forse come lui) fossimo in una campana di vetro, nel vuoto pneumatico dell’universo. Sembrerebbe quasi un cartone animato (o inanimato ?).

Ma si potrebbe anche cominciare dalla stampa e dai giornalisti che con impagabile cialtroneria professionale, ormai da giorni ci ammanniscono di notizie false e fuorvianti, menzogne incredibili che vanno dai greci che ricevono la pensione a cinquant’anni, al fatto che i greci sono un popolo di cicale, che sono degli scansafatiche, che sono incapaci di restare in europa. Ma possibile che nessuno si prenda la briga di andare a leggere i rapporti ufficiali della stessa Unione o degli organismi internazionali, o del governo greco che hanno ampiamente dimostrato come tutte queste siano solo e semplicemente fandonie ? Basterebbero che aprissero internet per leggere i dati, i numeri, le cifre dietro le quali si nasconde il disagio profondo e diffuso di un popolo che subisce da anni i ricatti della troika e le malvessazioni di governanti  che in questi anni si sono succeduti alla guida della grecia, degli scandali che li hanno coinvolti, delle tangenti erogate, degli interessi pagati alle banche dell’europa e ai creditori europei (in primis tedeschi), delle scelte inique adottate ed imposte dall’Unione e dai suoi organismi.

Ma questi giornalisti, non sembrano fare più informazione, ma sono invece impegnati in una attenta opera di “comunicazione” di informazioni abilmente preparate e sagacemente centellinate; propagatori e diffusori di “veline” confezionate da altri, in nome e per conto di quelli che hanno nelle loro mani il potere vero, la forza del denaro e la capacità di ricattare senza incertezze o dubbi.

Se poi volessimo fare un ragionamento serio e approfondito potremmo partire dalle infinite note che economisti di rango hanno scritto e diffuso in questi mesi e in queste ultime settimane e giorni; da Krugman, a Siglitz, a a Piketty, a Kador e a tanti altri. Tutti concordi nel ripetere che le ricette usate finora in Grecia hanno dimostrato la loro inefficacia rispetto alla soluzione del problema e che proseguire su questa strada porterebbe ad un ulteriore aggravamento della situazione. Qualcuno si è spinto ancora oltre, affermando che la politica dell’Unione Europea non solo non riuscirà ad affrontare i problemi dei greci, ma peggiorerà le condizioni stesse dell’economia di tutta l’europa e che, al contrario, vanno adottate strade e scelte alternative a quelle finora messe in atto per affrontare i problemi della stagnazione economica, della disoccupazione, della debolezza strutturale dell’economia dell’Unione.

Ma questi sarebbero ragionamenti troppo seri per persone (i vari Shaube, Desselboim, ecc) che non sono sedute ad un tavolo di discussione e di confronto, ma intendono, in maniera miope, ottusa e cinica, soltanto riproporre una ricetta che gli è stata somministrata, un diktat che hanno ricevuto dai loro attenti burrattinai: da qui non si passa, l’unica strada è piegarsi al volere del capitale finanziario che tutto ordina e governa secondo proprie logiche e proprie finalità, e cioè aumentare sempre di più il proprio ruolo di dominio e di controllo sui governi e sui popoli. A qualsiasi costo.

Il mito del pareggio di bilancio e dell’austerità, politiche assunte dall’esecutivo dell’Unione e imposto dal grande capitale finanziario, hanno dimostrato il loro pieno e totale fallimento sia in Grecia, che in Italia, in Spagna, negli altri paesi dell’Unione, dove disoccupazione, precarietà, ingiustizia sociale sono ormai realtà esistenti, diffuse e in continuo aumento. E persino nella stessa Germania, aumentano sempre più aree di economia arretrata, “zone d’ombra”, condizioni di sussistenza precaria per alcune parti della popolazione, segnali preoccupanti anche sul fronte occupazionale. Eppure personaggi di “alto livello” continuano a ripetere fino alla noia che questa è la strada da percorrere, che non ci sono alternative, che chi si rifiuta di seguire questi dettami è fuori, “out”, finito. Resa politica o caos economico, questa l’alternativa.

Spudorati mentitori !

Mentono sapendo di mentire !

Ma potremmo anche cominciare dalla dignità con cui Alexis Tzipras si è rivolto ai suoi connazionali, invitandoli a non piegare la testa di fronte a tali viltà e a tali ricatti.

Potremmo partire dal lavoro attento, scientificamente corretto e consapevole che Varoufakis e gli altri ministri hanno tentato di proporre ad una controparte ostile, sorda e ottusa.

Potremmo partire dalle parole di Tsakalotos (il capo negoziatore greco), che ha affermato che “le proposte dei creditori non avrebbero risolto nè la crisi greca, né la minaccia di Grexit ma avrebbero semplicemente acuito la prima e posticipato la seconda”.

Potremmo anche cominciare dalle tante iniziative che in questi giorni si vanno prendendo a sostegno del popolo greco, a cominciare da tutti quegli appuntamenti che ci saranno in Italia e in europa domani 3 luglio. Iniziative di sostegno e solidarietà che, ahimè, arrivano forse un po’ in ritardo rispetto alle necessarie azioni che avremmo dovuto intraprendere per tempo al fine di scongiurare una sconfitta della lotta che la Grecia ha affrontato per sé, ma anche per dare un futuro ai popoli di tutta l’Europa.

OXI, per il futuro dei popoli dell’Europa !

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