Fine settimana a Roma

Dopo un inverno trascorso quasi tutto in casa per ragioni di salute, ed una estate vissuta in gran parte al mare, alternando bagni e letture amene; il tutto senza dimenticare affatto i piaceri della tavola (intesa come ben mangiare e meglio bere), mi sono recato a Roma per un fine settimana.

Cogliendo l’occasione (in verità parzialmente strumentale) di accompagnare a Roma mia zia e mia sorella, ho trascorso un paio di giorni tra Roma e alcune località del lazio.

La prima serata l’abbiamo trascorsa (io e Dora, mia moglie) sul lungomare di Anzio, località nota per lo sbarco degli Alleati durante l’ultimo conflitto mondiale, e per aver dato i natali ad uno dei più noti imperatori romani, Nerone, il quale vi fece erigere una grande e bella villa proprio sul litorale. Di quella grandissima villa restano alcuni ruderi messi in luce da diverse campagne di scavo, che però non riescono a dare conto del fasto e degli splendori di un tempo. Tuttavia una visita è estremamente utile ed interessante; inoltre vi sono pubblicazioni che danno conto, a chi magari non riesce in altro modo, delle dimensioni e della ricchezza che la struttura aveva ai tempi dell’imperatore. Fra le tante storie, sembra che l’imperatore si trovasse lì quando scoppiò il famoso incendio che distrusse gran parte della città eterna.

La piacevole passeggiata sul lungomare di Anzio è stata preceduta da una buona cena in un piccolo ristorantino, pulito e decoroso, dove si possono gustare buoni piatti a base di pesce: Acciughe & Pecorino il suo nome, che ha sostituito (ma solo nel nome) la precedente denominazione, Il Diavoletto. Invariati sono invece rimasti i gustosi piatti che si possono consumare a prezzi contenuti e, tutto sommato, giusti. Sfiziosi gli antipasti di mare: polpettine di cernia, alici fritte, alici marinate, parmigiana al sugo di pesce, spada in umido sono presenze costanti e gustose. I primi sempre di ottima qualità e di buona fattura: spaghetti alle vongole, linguine allo scoglio, maltagliati al “coccio”(pesce assai saporito), peraltro in razioni adeguate (non certo le quantità striminzite che nella maggior parte dei casi vengono presentate in tavola al giorno d’oggi). E infine i secondi: frittura, calamari o pesce fresco, secondo la disponibilità del pescato quotidiano. Vino, acqua e caffè; il tutto a venticinque euro, il che mi pare un prezzo più che oneto, soprattutto se rapportato alla qualità del cibo e alla sua buona preparazione.

Altra tappa d’obbligo della serata, è la sosta alla gelateria Treccioni che alla qualità del prodotto lega anche una buona fantasia nell’ assortimento dei diversi gusti.

Dopo un buon sonno, abbiamo dedicato la giornata del sabato alla visita di alcuni monumenti e musei che, da tempo, avevo intenzione di visitare (o rivisitare).

20150829_102254Assai bella ed interessante è stata la visita alla Basilica di San Clemente, una delle più singolari nel pur numeroso e notevole assortimento di queste strutture nella città di Roma. La Basilica si sviluppa infatti su tre livelli, ed offre, nel suo complesso, un compendio assai ricco delle diverse fasi architettoniche e decorative che si sono succedute nel corso degli ultimi duemila anni.

Il livello superiore, quello della chiesa attualmente “in uso”, è una pregevole costruzione dell’XI-XII secolo, un romanico asciutto, sobrio e deciso, che si arricchisce, al suo interno, di un pavimento cosmatesco, di una “schola cantorum” e di un transetto semisferico decorato a mosaico. Il tutto molto bello e raffinato; ci sono anche inserti successivi, perfino di età barocca, che, anche se a me piacciono poco, non diminuisce la qualità complessiva del monumento. Il livello inferiore (alto è il biglietto di ingrasso agli scavi: dieci euro!) è costituito dalla preesistente struttura ecclesiale, risalente al IV-V secolo; le colonne (di recupero) e ancora visibili che delimitavano le tre navate, sono parzialmente inglobate nei muri posti a sostegno della struttura superiore.

20150829_104703Infine gli scavi hanno portato alla luce (si fa per dire, perché l’illuminazione è piuttosto scarsa) un terzo livello, sottostante ai precedenti, costituito da un Mitreo (il luogo dove si ufficiavano i riti in onore del dio Mitra), ed una abitazione romana, probabilmente dedicata al culto cristiano; ambedue le strutture risalgono al primo secolo, conferma evidente della esistenza contemporanea dei due culti nella società romana nel tempo del primo impero. Ed anche, della successiva e progressiva assimilazione e sussunzione del culto di Mitra nella religione cristiana, attraverso le figure degli Arcangeli “militanti”, primo fra tutti San Michele. Forse quest’ultima affermazione può sembrare un po’ forzata, ma personalmente ne sono convinto.

La successiva visita alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini, non richiede commenti. La straordinaria raccolta di quadri e dipinti è assolutamente straordinaria e richiede una visita da parte di tutti coloro che soggiornano a Roma. Oltre ai capolavori in essa esposti, fra tutti la dolcissima Fornarina di Raffaello e il Narciso di Caravaggio (Giuditta che uccide Oloferne, sempre del Caravaggio, era temporaneamente spostata in altra mostra); il museo contiene alcune opere che sono certamente assai note perché molto spesso utilizzate come immagini nei libri di testo di storia: mi riferisco al ritratto di Enrico VIII e a quello di Erasmo da Rotterdam.

Da Palazzo Barberini alle Terme di Diocleziano e al rinnovato Museo Nazionale Romano, il passo è breve. Si tratta di una visita impegnativa perché il complesso è letteralmente “monumentale”, numerose le cose da vedere ed estremamente interessante il percorso proposto.

20150829_155743La recente riorganizzazione del Museo Epigrafico, permette una lettura dei reperti archeologici attraverso la scrittura, il modo di scrivere e il contenuto delle incisioni stesse, che procede dalle origini di Roma fino alla sua più matura dimensione imperiale. Le epigrafi, riportate in gran numero, ma bene ordinate, permettono la conoscenza della evoluzione sociale e politica di Roma, della sua struttura della sua amministrazione. Le ampie e puntuali didascalie, i numerosi video che si accompagnano alla esposizione dei reperti (alcuni bellissimi e comunque di grande interesse), aiuta molto nella lettura e nella comprensione della storia di Roma e della popolazione che la abitava.

Interessante anche il Museo Protostorico (del Lazio), che informa dei ritrovamenti e degli scavi eseguiti in vari siti della zona. Ma ciò che sicuramente più affascina è l’incredibile grandiosità delle rovine che, seppure grandemente saccheggiate, trasformate, distrutte o occupate da altre strutture, lasciano ampiamente immaginare quanto dovessero essere grandi e magnifiche quelle strutture, nel loro splendido fulgore di allora, ricoperte di marmi e impreziosite da affreschi e da statue. Bastano solo le dimensioni a dar conto di questa grandiosa opera risalente al terzo secolo: occupava tredici ettari di terreno e consentiva l’ingresso di tremila persone !

20150829_173905Particolarmente interessante è l’Aula X che contiene al suo interno (dove sono state trasportate dai loro originali luoghi di ritrovamento) ben tre monumenti sepolcrali dei quali la Tomba degli Stucchi e la Tomba dipinta suscitano particolare empatia.

Infine come non citare almeno la Certosa e il Chiostro di Michelangelo, quest’ultimo caratterizzato da una  straordinaria semplicità, che le dimensioni rendono magnifico: diecimila metri quadrati, con cento metri per ogni lato, ciascuno scandito da cento colonne monolitiche.

Una cena serale, consumata in casa, con prodotti di una locale friggitoria di pesce, ha concluso questa impegnativa, ma assai interessante giornata.

Il giorno successivo una interessante escursione nel territorio laziale ha completato il nostro fine settimana: l’ Abbazia di Fossanova, in provincia di Latina.

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L’Abbazia, come altre in zona, è una di quelle strutture realizzate dai Benedettini dopo l’anno mille. La chiesa (consacrata nel 1200), è uno splendido esempio del gotico che i benedettini importarono dal nord: semplice, lineare, essenziale; impreziosita nel portale da un grande rosone e da un superbo portale, quest’ultimo arricchito da una decorazione cosmatesca assai bella. Il complesso ecclesiale (chiesa, chiostro, convento, refettorio, capitolo) è assai ben tenuto e conservato ed offre una visione assai fedele della originaria struttura. Particolarmente il chiostro è, su di un lato, abbellito da una serie di colonnine scolpite diversamente l’una dall’altra con particolare grazia e delicatezza.

IMGP0039L’Abbazia (ove si dice sia per qualche tempo vissuto e poi morto S. Tommaso d’Aquino) è contornata da numerosi edifici, una volta destinati alla gestione delle attività produttive che vi si svolgevano e forniscono, seppure in modo approssimativo, una idea abbastanza chiara delle dimensioni e dell’importanza economica che il complesso ha avuto in passato.

La visita a questa Abbazia è un consiglio che sicuramente mi sento di fare a quanti programmano un viaggio in quelle zone: merita assolutamente una sosta.

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