L’estate è finita

Lo scorso fine settimana (mi ostino a non usare l’espressione “week end”), siamo andati a San Menaio a “chiudere la casa al mare”. La locuzione “chiudere la casa al mare”, significa, in verità, che abbiamo trascorso (io e mia moglie), due tranquille giornate al mare.

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Certamente, al termine di queste due giornate, abbiamo fatto una serie di attività. Dopo il lungo periodo di vacanze estive, abbiamo portato via la pasta, il riso, la farina, tutto ciò che si può deteriorare durante la lunga assenza nel periodo autunnale ed invernale; portiamo via ciò che si è accumulato durante la nostra prolungata presenza, spegniamo il frigorifero, diamo una ripulita generale alla casa, sistemiamo e mettiamo in ordine.

Sicuramente torneremo nel corso dei prossimi mesi, e soprattutto in primavera, ma saranno ritorni occasionali ed episodici, non prolungati come durante questa estate.

E che sia stato prolungato il nostro soggiorno estivo è assolutamente vero: era da più di vent’anni che non restavo così a lungo nel piccolo ma grazioso appartamento, la cui proprietà condivido con mia sorella. Venti giorni filati tra la fine di luglio e la prima metà di agosto e quattro o cinque fine settimana tra giugno e settembre. Le nostre presenze (mia e di mia moglie), si sono alternate ed intrecciate con quelle di mia sorella, di mia zia, di Vittoria e Tommaso, di Andrea, Thais e di Arianna, la nostra nipotina.

Questo è stato il fine settimana che ha concluso la nostra estate, un fine settimana durante il quale le nuvole hanno cominciato a rubare il cielo al sole, e il sole lottava per apparire tra le nuvole incombenti; mentre il caldo torrido di questa estate comincia a cedere, non senza lottare, ai venti più freschi della prossima stagione fredda.

Credo proprio che questa sarà ricordata come una estate davvero torrida: durante tutto il mese di luglio e ancora al principio di agosto il mare piatto, l’aria ferma e calda, era persino difficile trovare ristoro in acqua, la quale forniva solo un parziale compenso al caldo e all’afa. Le turbolenze di metà agosto hanno solo parzialmente intaccato le temperature, le quali si sono comunque mantenute ad un livello elevato, anche se leggermente limitate da qualche benefica brezza rinfrescante.

Ed ancora in questi giorni le temperature continuano a tenersi ad un livello piuttosto sostenuto.

Insomma una bella estate.

Che io ho salutato con un ultimo bagno di stagione e con le altre “attività” che rendono piacevole il mio soggiorno a San Menaio. Fra queste la rituale “paposcia”. La “paposcia” è un prodotto tipico di Vico del Gargano; è un pezzo di pasta per pizza, preparato a forma di grosso panino e cotta in forno (meglio se di legna). La “paposcia” viene poi aperta e condita a piacere, io la preferisco con olio, pomodoro, mozzarella e prosciutto. La particolarità, la differenzia rispetto ad un normale panino, risiede tutta nella abilità di cuocerla rendendola croccante e praticamente priva di mollica.

Ormai da tempo, noi andiamo a mangiarla “da Tony”, una pizzeria di Vico del Gargano che ci fece conoscere, ormai oltre trenta anni fa, un caro amico, una simpatica persona scomparsa improvvisamente da alcuni anni. Massimo Zobel era il suo nome, una persona gioviale e di grande compagnia, allegro come pochi, di ottimo carattere, con il quale ci incontravamo saltuariamente e, soprattutto, durante l’estate. Massimo era direttore della locale filiale di una banca, e conosceva quasi tutti i locali della zona, le loro qualità, i loro piatti migliori.

Così, andare in quella pizzeria, che merita comunque, è anche ricordare un caro amico che non è più con noi.

E poi la grigliata di pesce. Pesce che compero dal mio pescivendolo di fiducia: Felice, conosciuto oltre venti anni fa, quando mi occupavo di cooperazione agricola (e quindi anche di agro-turismo e di allevamenti ittici). Ogni anno, ed ogni volta che compero pesce, è da lui che vado; sempre fornito di prodotto fresco, in grado di suggerirmi e consigliarmi al meglio.

Questa volta è toccato a due cefali finire sulla graticola, a sera, accompagnati da un buon vinello bianco della Murgia. Non senza aver prima apprezzato un troccolo allo scoglio, debordante di scampi, gamberoni e cicale freschissime. Il tutto così saporito e gustoso, che non ho potuto esimermi, dopo aver gustato la pasta, i crostacei e i frutti di mare, dal farmi una “scarpetta” con il delicato sughetto cucinato da mia moglie.

Con questo, abbiamo salutato l’estate.

Gli amici sono già tutti partiti per rientrare nelle loro città; molti esercizi commerciali hanno già abbassato le loro saracinesche o si apprestano a farlo; alcuni lidi hanno già chiuso e altri sono intenti alle pulizie di sdraio ed ombrelloni prima di metterle al riparo dalle intemperie.

Restano pochi extracomunitari, sulla spiaggia, a contendersi i turisti rimasti che, per quanto ridotti rispetto all’assembramento estivo, mi sono sembrati comunque presenti in numero maggiore rispetto allo stesso periodo degli altri anni.

D’altra parte sia i numeri ufficiali che le “chiacchiere” degli esercenti della zona che conosco, confermano che quest’anno si sono registrate presenze decisamente superiori a quelle registrate negli anni precedenti; e la soddisfazione risultava evidente dalle affermazioni di questi miei conoscenti.

Per quanto mi riguarda, questo è il periodo che io apprezzo maggiormente: settembre, ma anche giugno, con una limitata presenza di persone, permettono di godere maggiormente dei panorami, degli scorci, e, più in generale, del soggiorno in luoghi di villeggiatura come questi.

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Fuori dalla frenesia del periodo estivo, lontani dalla calca e dalla folla che si riversa sulle spiagge e nella pineta, è estremamente piacevole passeggiare lungo le strade, sulle quali si registra un traffico decisamente ridotto, lungo i viottoli dei boschi che si estendono dintorno, lungo la sabbiosa riva del mare; oppure semplicemente oziare, in spiaggia o sul terrazzino di casa, leggendo il giornale o un libro interessante.

Un’altra bella estate è trascorsa, un’altra riposante esperienza abbiamo alle spalle.

Davanti un autunno ed un inverno altrettanto carichi di conoscenze, iniziative ed esperienze nuove.

Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi non resterò certamente chiuso in casa ad aspettare la prossima estate: ho già programmi almeno per i prossimi due mesi. Viaggi, vacanze, rapidi spostamenti che mi porteranno in giro per l’Italia e l’Europa; viaggi di piacere e viaggi per partecipare ad incontri e manifestazioni nazionali e internazionali, coniugando, come è mia abitudine, il divertimento con l’impegno politico e sociale.

Alla prossima, dunque!

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