Sicilia: Palermo (1)

Da quando la Sicilia ci ha prima interessato e poi affascinato, questo è il quarto viaggio che io e mia moglie facciamo nell’isola. In verità la fase di interesse e di fascinazione aveva coinvolto mia moglie prima di me, in quanto lei aveva avuto già precedentemente due occasioni per andare in Sicilia per ragioni di lavoro.

Nel corso degli ultimi cinque anni, abbiamo visitato prima la zona occidentale, successivamente la punta nord-orientale, poi quella centrale e sud orientale; questa volta abbiamo attraversato tutta la costa settentrionale, da Palermo a Messina. Insomma abbiamo visitato la gran parte dell’isola: da Erice a Messina, da Palermo a Ragusa, da Trapani a Siracusa. Siti archeologici, musei, chiese, castelli sono state le mete del nostro ampio giro. Abbiamo attraversato i territori della intera regione, visitato le città, conosciuto tanti luoghi ed fatto esperienze diverse. Come pure abbiamo conosciuto gli scavi delle antiche città greche e romane, le “villae” imperiali, le eredità arabe, le costruzioni normanne, le chiese barocche e le opere di artisti di tutte le epoche.

Con questo scritto vi darò conto dell’ultimo viaggio. Per non appesantire il racconto e per evitare semplificazione che non riescano a darvi pienamente conto della portata delle conoscenze e delle esperienze fatte, dividerò quest’ultimo viaggio in più puntate che spero siano utili a trasferirvi le conoscenze fatte; ma cercherò anche di darvi indicazioni circa eventuali programmi di viaggio e anche indicazioni sui ristoranti, sul cibo, sugli alberghi.

Insomma cercherò di darvi conto delle mie esperienze, ma anche di proporvi alcuni suggerimenti.

Questo ultimo viaggio lo abbiamo fatto in compagnia dei nostri con-suoceri, i genitori di Tommaso. E’ stato con loro che abbiamo condiviso dieci giorni di viaggio; è stato con la loro auto che ci siamo imbarcati a Napoli, in una indecisa (dal punto di vista climatico) serata di fine settembre, sul traghetto “Vincenzo Florio”, che ci ha sbarcati a Palermo di buon mattino. Quello del trasporto marittimo mi sembra, al momento, il miglior vettore per giungere in Sicilia, evitando un lungo viaggio per via terra (anche se ormai i più grossi problemi della Salerno – Reggio Calabria sembrano in gran parte superati), oppure utilizzando il trasporto aereo che, però, comporterebbe l’uso di una auto a noleggio per gli spostamenti all’interno dell’isola. Ho utilizzato il vettore marittimo sia per raggiungere Palermo, che per sbarcare a Catania, e l’esperienza è stata oltremodo positiva.

IMG_20150919_082139Siamo subito partiti per un giro del capoluogo isolano, ed ovviamente la prima tappa è stata la meravigliosa cattedrale, frutto di interventi che si sono succeduti nel tempo con impronte e stili diversi, senza tuttavia intaccare, anzi aumentando e rafforzando la qualità, la forza, la maestosità dell’opera. I rimaneggiamenti che si sono succeduti (la basilica iniziale, l’intervento arabo, le modifiche normanne, i lavori del ‘400 e quelli ancora successivi), hanno arricchito la bellezza singolare di questa cattedrale che, al suo interno, conserva la tomba di Federico II.

IMGP0004Subito dopo, al Palazzo dei Normanni, dopo essere passati sotto la mole di Porta Nuova. Il Palazzo dei Normanni, che è attualmente sede dell’Assemblea Regionale, è anche questa una costruzione che si è progressivamente trasformata nel corso del tempo. In origine probabilmente roccaforte punica e romana, furono gli arabi a realizzare il nucleo fondamentale, poi rimaneggiato dai normanni (la quadrangolare, massiccia “Torre Pisana”), e poi ancora riutilizzato, ampliato e riorganizzato durante il dominio spagnolo. Al suo interno una perla dell’arte: la famosa e bellissima Cappella Palatina, una gemma dell’arte ed al contempo un fulgido esempio della possibilità di fondere conoscenze, saperi, creatività dei diversi popoli che si incontravano, si scontravano, convivevano nel mediterraneo durante i secoli a cavallo del mille.

Una convivenza vera, frutto non solo dell’accettazione di culture diverse, ma di una capacità reale di fondere insieme queste culture e di esprimere, appunto, opere che restano imperiture nella loro magnificenza. Magnifica, non c’è altro modo di definire la Cappella Palatina.

Qualcuno ha osservato che i miei scritti sull’argomento “viaggi” sembrano delle semplici cronache. Sicuramente vero, non ho la penna di Goethe o di Stendhal, e neppure quella di un delicato Leopardi, mi debbo accontentare di ripetere parole e definizioni già usate da altri, non sapendo inventarne delle nuove. E, nel caso della Cappella Palatina, ogni parola aggiuntiva rischierebbe di essere persino dannosa.

Ma la città di Palermo riserva anche altre sorprese e altri luoghi, il cui incanto non è modificato dal tempo, anzi è il tempo trascorso che le rende oggetto di una attenzione, di un rispetto e di un apprezzamento sempre maggiori.

IMGP0016A pochi passi dal Palazzo dei Normanni, è indispensabile visitare San Giovanni degli Eremiti, un monumento (ex chiesa) voluta dai normanni, ma di evidente impostazione architettonica araba. Le nude e quasi intatte pareti della chiesa, e ancora di più il piccolo, delicato chiostro da cui si occhieggiano le cupole che sovrastano la costruzione induce ad una tenerezza estrema, motivata dalla semplicità ed insieme dalla raffinatezza dell’insieme. Positivo che all’interno del chiostro e nel piccolo orto che circonda la costruzione, vengano tenute in vita alberi ed essenze che crescono rigogliose a rendere ancora più suggestivo l’intero complesso.

Le medesime cupole (questa volta sono tre) sovrastano la piccola chiesa di San Cataldo, nella zona più centrale di Palermo. La costruzione, attualmente sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, fu, molto probabilmente, voluta da Maione da Bari, influente personaggio della corte normanna; anche questo un segno della notevole integrazione tra territori e culture diverse che si sviluppò positivamente in quei secoli nient’affatto bui, come si suole definirli. L’interno, completamente nudo, è assai suggestivo, con le sue colonne classiche provenienti da costruzioni antiche, che reggono archi arabeggianti.

Fiancheggia la Chiesa di San Cataldo un’altra chiesa, anch’essa una delicata gemma dell’architettura realizzata nel periodo normanno: la Martorana. Alla struttura originaria, più volte rimaneggiata, si è aggiunta una facciata barocca ed alcuni inserti, sempre barocchi, all’interno. Intatti tuttavia sono rimasti, oltre alla struttura originaria, il campanile, il pavimento e soprattutto il ciclo di mosaici che decora in alto e nell’abside la chiesa.

IMG_20150919_181312Questi mosaici, il cui punto focale è il Cristo Pantocratore benedicente e, al di sotto della sua immagine, la Madonna, gli arcangeli ed i santi, sono tipici dell’arte bizantina, e probabilmente, insieme ai mosaici realizzati nella Cappella Palatina, direttamente da maestranze bizantine o, comunque, sotto la loro stretta direzione. Al di là di chi materialmente le abbia realizzate, resta il fatto che sono semplicemente stupende e raffinatamente meravigliose.

Siamo dunque arrivati nel cuore di Palermo, all’incrocio di strade, quello voluto dagli spagnoli nel XII secolo e che modificò la struttura urbana della città, arricchendola, al contempo di una serie di interventi barocchi, a cominciare proprio dalle costruzioni e dalle statue che troviamo all’incrocio tra Corso Vittorio Emanuele e Via Maqueda. Proprio lì nei pressi, si apre Piazza Pretoria con l’omonima fontana, opera della metà del cinquecento.

Sorvolo sulle altre chiese, comunque assai interessanti, generalmente di impostazione barocca, ma una pur breve illustrazione sarebbe comunque eccessivamente lunga. Mi limiterò a citarne alcune che mi sono parse sicuramente interessanti: San Domenico, il pantheon palermitano; San Giuseppe dei Teatini, con la sua originale torre campanaria; Santa Maria della Catena, in stile gotico-catalano.

Un cenno all’Orto Botanico, che in questa occasione non siamo riusciti a visitare, ma che costituisce una meta di sicuro interesse. Su una superficie di circa dieci ettari sono coltivate piante appartenenti a tutte le zone del mondo: una varietà e ricchezza di esemplari che pone questo luogo come sicura meta ed oggetto di una visita, non fosse altro che per passeggiare tranquillamente lungo i suoi viali, lungo le siepi, le aiuole e i giardini che lo compongono.

(1 – continua)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...