Bruxelles

Data la stagione, l’autunno inoltrato, i colori che entrano dal finestrino dell’aereo che plana su Bruxelles, non sono tanto diversi da quelli lasciati, due ore prima, a Bari.

Non c’è il mare e diverse sono le abitazioni: invece che casermoni di cemento, casette disperse nella campagna con i tetti spioventi; ma per il resto imperversano i toni del marrone, il verde smorto della stagione, il grigio del cielo.

Dall’aeroporto di Charleroi a Bruxelles ci impieghiamo un’ora circa, poi, sotto la pioggia all’albergo; lasciamo i bagagli e ci dirigiamo verso la prima meta: il Museo di Arte Antica, una collezione prestigiosa di dipinti e di capolavori dell’arte fiamminga.

IMGP0001

Per capire il dipanarsi della pittura fiamminga nei tre secoli che videro la sua prepotente affermazione sulla scena internazionale dell’epoca, come conseguenza dell’arricchimento e del prestigio di una borghesia mercantile che aveva tempo e risorse economiche per finanziare arte ed artisti, dovete necessariamente visitare questo museo. Qui sono infatti esposti dei veri capolavori di artisti famosi, da Rogier van der Weyden, il precursore dell’arte fiamminga, a Memlin, delicato e tenero, da Bosh, a David, a Metsys; e poi ancora a Mabuse e a Cranach.

Una intera sala è dedicata ai Bruegel (il Vecchio e il Giovane) e ai loro dipinti. Segnalo, in particolare due tele, di identico soggetto (il Censimento di Betlemme), praticamente uguali, dipinte a cinquanta anni di distanza l’una dall’altra. La prima (quella di Bruegel il Vecchio) è caratterizzata da una luce chiara, quasi livida che illumina la complessa scena; nella seconda (quella di Bruegel il Giovane), la identica scena è trattata con un colore più caricato sul marrone, che la rende più calda, ma al contempo anche più cupa. Ma è soprattutto il Paesaggio con la caduta di Icaro, che trasmette il senso più profondo di una concezione della vita di questi artisti e di queste terre, evocando come la tragicità di singoli episodi (la caduta e la morte di Icaro) non sconvolge il naturale evolversi della vita, il suo continuo fluire (l’aratore, il pecoraio, la nave che solca il mare).

E infine i Rubens, i van Dyck, i Teniers. Un insieme di capolavori davvero impressionante.

Con un biglietto cumulativo (ed ovviamente anche scontato), si possono visitare anche altri due musei fisicamente annessi, il Fin de Siècle e il Magritte. Personalmente ho preferito effettuare visite disgiunte per evitare l’accavallarsi di immagini e sensazioni che sentivo profondamente diverse.

IMGP0001

Ed infatti molto diverso è il mondo di Magritte, in un museo che segue pedissequamente la sua biografia, ma è ricco di tele, di scritti, di manoscritti, di foto e di filmati realizzati da questo magnifico maestro dell’arte contemporanea. Alcune tele sono diventate delle vere icone: incredibilmente affascinante la colomba fatta di cielo che si ripete in tante sue opere; bellissima l’immagine classicheggiante de La magia nera, con la donna metà terra e metà cielo; volutamente provocatorie le varianti de L’impero delle luci dove, ad un luminoso cielo azzurro appena segnato da candide nuvole, si oppone un buio del reale, malamente rischiarato dalla luce di un fanale.

Bruxelles offre al visitatore anche altri luoghi di interesse e di arte; anche se, devo dirlo per amore di verità, la città mi ha interessato, ma mi ha poco affascinato. Certamente pochi giorni non bastano per farsi una idea completa di una città, né per conoscere e comprenderne i meccanismi, ma, a differenza di Bruges, della quale parlerò nei prossimi giorni, Bruxelles non mi ha coinvolto emotivamente, neppure mi ha conquistato. Sarà stato forse per gli innumerevoli negozi di souvenir e di gadget buoni per ogni palato e per ogni tasca; sarà stato forse per l’eccessiva concentrazione di turisti nel contenuto centro cittadino; sarà stato forse solo per la pioggia incessante che ha accompagnato la nostra visita.

Ad ogni modo, ho attraversato il centro cittadino in lungo e in largo, a cominciare dalla Grand Place, non a caso il centro per antonomasia della città. Su questa piazza rettangolare si affacciano edifici sia pubblici che privati, resi omogenei da una ordinanza pionieristica (in materia di urbanistica) del 1697, la quale imponeva che ogni intervento sui palazzi della piazza dovessero essere sottoposti all’approvazione dell’autorità cittadina. La conseguenza è stata quel miracolo che oggi ammiriamo: costruzioni realizzate pure in epoche diverse e per diversi fini, ma omogeneamente realizzate in stile rinascimentale.

IMGP0009

Molto belli i giochi di luce che a sera vengono attivati, i quali contribuiscono ad arricchire e a rendere ancora più calda l’atmosfera circostante. Se poi capitate in piazza al sabato mattina, potete gustarvi lo spettacolo dei tanti matrimoni che vengono celebrati all’ Hotel de Ville, e le festose accoglienze degli ospiti all’uscita delle coppie dal balconcino del piano terreno. Feste gioiose e assai diverse tra loro a seconda che si tratti di coppie belghe o di immigrati (c’è una forte comunità nord-africana e medio-orientale in città). Queste ultime, in alcuni casi, vedono la partecipazione di gruppi nei tradizionali costumi, canti, balli e distribuzione di dolciumi a tutti i presenti.

A proposito di dolciumi, le strade di Bruxelles, soprattutto le vie del centro e la Galleria coperta, sono piene di negozi del tanto decantato cioccolato belga; ne troverete per tutti i gusti e di prezzi anche assai diversi tra loro. Ne ho assaggiato molto e comperato altrettanto, tuttavia non mi è piaciuta tantissimo.

Ciò che mi è piaciuta è stata la gastronomia tradizionale (ovunque vada, cerco sempre di mangiare piatti della tradizione e secondo gli usi gastronomici del posto): un piatto di “carbonade”, il robusto piatto di carne di manzo tagliata a pezzi e cotta a lungo con la birra; lo stinco di maiale; l’anguilla cotta in salsa verde (e vino bianco). Mi hanno deluso invece le “moules”, le cozze, che non ho trovato particolarmente interessanti. Ottimo il pescato in generale che abbiamo gustato in due diversi locali, con un riscontro davvero positivo.

Buonissimi i “wafels”, caratteristiche schiacciate di pasta dolce, che si possono mangiare semplici, oppure ricoperte di cioccolato, o di panna, o di altri gusti a vostra scelta. Io le ho mangiate con una buona copertura di cioccolato fondente ed erano veramente gustose.

E poi, soprattutto, la birra. Disponibile in centinaia di varianti (una birreria ne aveva a disposizione cinquecento diversi tipi), buonissima, forte e di grande gusto e spessore. Il mio consiglio è di cercare un posto che vi aggrada e gustare una delle tante varietà disponibili.

Tornando alla visita della città, è piacevole passeggiare nelle strade e nelle stradine del centro, le quali, oltre alla visita dei monumenti storici, offrono al visitatore anche la vista di grandi “murales” dipinti sui muri vuoti delle abitazioni o di alcune costruzioni.

Nè bisogna dimenticare la visita di rito al bimbo che fa la pipì, personaggio diventato ormai il simbolo della città.

Visita d’obbligo anche quella alla Cattedrale, dedicata a San Michele e a Santa Godule. Un bel gotico fiammeggiante all’esterno che vi accompagna all’interno dell’edificio, dove strutture ed architetture gotiche si fondono con possenti colonne di tipo normanno e inserti di epoca successiva.

Meno importanti, ma comunque da visitare, Notre Dame au Sablon e Notre Dame de la Chapelle e, se avete tempo e il clima è gradevole il Parco di Bruxelles e il Parco del Cinquantenario.

Per gli amanti del Liberty, Bruxelles offre numerose costruzioni realizzate in questo stile: trovarle non è facile, perché disperse e lontane dal centro cittadino, ma vi consiglio almeno di visitare la Casa Horta, veramente interessante.

Ultime annotazioni per chi vuole programmare una visita a Bruxelles: la metropolitana ed in genere il servizio di trasporto è efficiente, ma in centro vi servirà assai poco; i musei hanno un orario di apertura abbastanza stretto (dalle 10 alle 17) e sono chiusi il lunedì.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Bruxelles

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...