Bruges (Brugge)

Appena scesi dalla stazione, attraversato il trafficato viale antistante e imboccata la strada che porta verso il centro, vi troverete immersi in una dimensione di altri tempi.

La prima tappa, non appena vi sarete inoltrati nel placido boschetto che neppure i colori smorti dell’autunno inoltrato riescono a rendere banale, vi viene incontro il complesso delle beghine, il Begijnhof, con tutta la sua atmosfera di pace e di tranquillità.

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I beghinaggi, che ebbero origine intorno al XIII secolo, erano comunità di donne sole, vedove o abbandonate dai mariti, per la gran parte prive di mezzi di sussistenza, che si ritrovavano per condurre insieme una vita riservata e protetta, godendo di lasciti e donazioni. Si ritrovavano quindi in queste comunità, sotto l’ala protettrice della chiesa, e svolgevano vita ritirata e comunitaria. Quello di Bruges, è uno dei più antichi, perché fondato nel 1245.

Le mura del beghinaggio e le sue piccole casette dai tetti spioventi si riflettono nello specchio di acqua antistante: il Minnewater, il Lago dell’Amore, tra alberi e salici piangenti. Un impatto davvero romantico e di forte suggestione.

L’intelligenza degli amministratori locali, ha permesso che un patrimonio così interessante si arricchisse anche di più moderni inserimenti. Così, all’interno del grande parco del beghinaggio sugli alti alberi secolari, è stata realizzata una moderna installazione (credo di un artista giapponese): sono state costruite, molto in alto, delle casette di legno, che contribuiscono a rinnovare la suggestione del luogo.

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Superato l’ampio canale ci si avvia lungo le strade della cittadina, percorrendo viali che ora affiancano, ora attraversano la rete di canali presente a Bruges.

La prima visita è all’ ex Ospedale di San Giovanni, una tra le strutture più antiche d’Europa di questo genere, risalente, infatti, alla metà del XII secolo. La struttura, che si presenta nelle sue forme originarie, è stata ristrutturata e riorganizzata come museo. Quadri, disegni, strumenti medici illustrano come e con quali mezzi si esercitasse la medicina.

Al contempo conserva una piccola raccolta di opere d’arte, fra le quali spiccano le opere di Memlin, uno dei fiamminghi più noti. Le opere qui raccolte sono sicuramente tra le sue più conosciute: alcuni trittici, e alcuni ritratti, ma, soprattutto la cassa contenente le reliquie di Sant’Orsola, stupefacente per l’accuratezza dei dipinti che raccontano la storia della santa. In essi c’è una precisione del racconto e un gusto del dettaglio tali, che sembra quasi di leggere le pagine di un libro piuttosto che guardare delle tavole dipinte.

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Quasi di fronte al fabbricato dell’ex ospedale, è la gotica Chiesa di Nostra Signora (la Onze-Lieve-Vrouwkerk), contenente alcune preziose opere d’arte, fra le quali una Madonna con Bambino di Michelangelo. Purtroppo abbiamo potuto vedere solo l’esterno della chiesa, perché gli orari di apertura non coincidevano con le nostre disponibilità.

Ci siamo presto rifatti con la visita al Museo Groeninge, anche questo ricco di capolavori dell’arte dal duecento fino ai nostri giorni. Noi ci siamo particolarmente soffermati sui pittori fiamminghi e su alcune opere che sono dei veri epigoni della storia dell’arte. Tra questi, in particolare, l’opera di Van Eyck: Vergine, santi e donatore (detta anche Madonna del Canonino Van der Paele). Su un qualsiasi libro di storia dell’arte, trovate la foto di questo quadro. E’ particolarmente vibrante per una serie di motivi: anzitutto le splendore e i colori squillanti delle vesti dei vari personaggi; la vivida rappresentazione e l’espressione di estremo realismo della figura del prelato (il pittore ha disegnato persino gli occhiali da lui normalmente usati); la giocosità del bambino che gioca con il pappagallo.

Bruges ha molti musei, noi abbiamo preferito visitare solo questi due di cui vi ho parlato e proseguire la nostra passeggiata, godendo della naturale bellezza dei luoghi e di angoli dalla dolce bellezza realizzati dalla capacità e professionalità degli uomini.

Uno di questi angoli si trova proprio vicino all’entrata del Museo Groening, dietro la chiesa di Nostra Signora, dove un ponticello a schiena d’asino, scavalca uno dei tanti canali e si infila dentro un piccolo vano coperto, prima di sboccare sulla strada. Un piccolo angolo di pace, di grande dolcezza e tenerezza estrema.

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Più vivaci le vie del centro animate, oltre che dalla folla di turisti, anche da un simpatico mercatino all’aperto, che si tiene lungo le sponde di un altro canale. Ristorati brevemente, abbiamo ripreso le vie del centro, e abbiamo visitato le due importanti piazze di questa interessante e bella cittadina.

Burg e Markt sono vicinissime, unite tra loro da una breve stradina.

Sul Burg si affacciano il maestoso Palazzo di Giustizia, la Cancelleria, il gotico Vecchio Municipio, che è il più antico del Belgio, ed infine, seminascosti, quasi in un angolo, la Basilica del Santissimo sangue. La sua breve facciata gotico-rinascimentale, nasconde una chiesa costruita su due livelli. Quella inferiore, rimasta intatta, è di rara semplicità e potenza, con grosse colonne di pietra a sorreggerne le navate.

Questa della pietra è una particolarità su cui soffermarsi. Infatti a Bruges c’è poca pietra e, per la gran parte, palazzi ed edifici sono costruiti con mattoni. Anzi, si dice propprio che Bruges sia una città di mattoni. Ciò è dovuto al fatto che nella zona scarseggiano le cave di pietra e, per questa ragione tutti gli edifici sono costruiti in mattoni.

Di ciò si può avere una conferma visiva girando l’intera cittadina, ed in particolare guardando gli edifici dell’altra piazza, il Markt, la Piazza del Mercato, che è forse la piazza più conosciuta del Belgio.

Su questa splendida piazza quasi rettangolare affacciano numerosi edifici; il più importante è sicuramente il Palazzo del Mercato con la massiccia ed alta torre (un belfort di 83 metri di altezza), che si staglia verso il cielo. Il Palazzo della Provincia, in stile neo-gotico, è un altro importante edificio. Tutt’intorno alla piazza è un seguito di edifici, tutti ornati da graziosi frontoni triangolari, l’uno diverso dall’altro: un magnifico colpo d’occhio.

Quella delle costruzioni con i frontoni triangolari, è una caratteristica di molti altri edifici che abbiamo visto passeggiando nelle strade di Bruges, anche quelle meno centrali e più lontane dai flussi turistici.

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La cittadina ha saputo beneficiare della capacità di conservare un patrimonio edilizio ed urbanistico risalente al ‘600 e al ‘700, se non addirittura, in alcuni casi, ad epoche ancora precedenti. Le successive intromissioni sono state realizzate con competenza ed intelligenza preservando questo patrimonio e realizzando interventi che fossero in armonia con l’impianto preesistente. Il tutto rende oggi la cittadina di Bruges un vero gioiello di arte e di architettura, ma anche un luogo dove è piacevole camminare, passeggiare, guardarsi intorno, ammirare l’ambiente urbano, frutto di una naturale realtà (i canali, le acque, gli alberi), ma anche di una significativa capacità dell’intervento e della gestione umana nell’ utilizzo del territorio.

Bruges conserva ancora altri monumenti ed ancora altre bellezze che non siamo riusciti a vedere e a conoscere nelle poche ore del nostro soggiorno. Tuttavia, l’impressione che ne abbiamo ricavato, è quella di una cittadina dalla forte vivacità, dalla grande bellezza e con una forza grande di coinvolgimento nei confronti dei suoi visitatori.

Una visita a Bruges è davvero una occasione da non perdere !

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Una risposta a Bruges (Brugge)

  1. Rosalia Gatta ha detto:

    Un resoconto bello e dettagliato

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