Villa Adriana a Tivoli

La polvere di marmo brilla sulla terra del vasto parco ove sorgeva l’immensa villa dell’imperatore Adriano. La polvere di marmo che cosparge il terreno, è l’ultimo residuo dei magnifici marmi che ricoprivano le innumerevoli costruzioni della villa, i cui ruderi, grandi e magnifici, segnano ancora oggi, con la loro imponente dimensione, il territorio dove furono eretti quasi duemila anni or sono.

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I marmi, quelli originari che ricoprivano i magnifici edifici, furono riutilizzati direttamente o indirettamente (trasformati, per esempio, in calce), quindici secoli dopo, nella costruzione della villa d’Este, un’altra, magnifica, costruzione realizzata a Tivoli per volere del Cardinale Ippolito II d’Este (ma di questa vi parlerò in un’altra occasione).

Villa Adriana era una stupenda villa romana, costruita per volere dell’imperatore Adriano, e realizzata in stile alessandrino, lo stile artistico, ma anche di vita, che l’imperatore adottò durante i vent’anni del suo principato (dal 117 al 138 d.c.). Stile di vita, perché Adriano fu sempre estremamente vicino a quel territorio dell’impero che considerava la sua vera patria.

Non che per questo Adriano avesse dimenticato i suoi impegni e i suoi doveri che lo mettevano a capo di un immenso, grande impero. Anzi, a differenza di altri imperatori che trascorsero principalmente la loro vita nella città di Roma, egli viaggiò, e a lungo, nei diversi territori, sia nelle zone stabilmente pacificate, sino ai confini più lontani, riorganizzando, ristrutturando, rinsaldando opere, strutture, fortificazioni, ma anche impianti organizzativi, legislativi e amministrativi del regno.

Fu ai confini dell’estremo nord, in Britannia, dove fece erigere il famoso Vallo che porta il suo nome; fu ai confini orientali, dove rinforzò la sicurezza dei confini con la costituzione di un regno “cuscinetto” in Mesopotamia; fu in Gallia, dove rinforzò il fianco est dell’impero, fu in Giudea, dove affrontò una feroce rivolta ebraica. Ma fu anche nella tranquilla Muritania, dove riorganizzò le legioni che erano lì di stanza; e fu in Grecia, dove incontrò Antinoo, il giovinetto che lo seguì e che fu il suo amante per cinque lunghi anni, prima di morire, per cause non ancora del tutto note, affogando nel Nilo.

Questa di Antinoo è una storia dolce ed emozionante. Una storia d’amore tra l’uomo più potente del mondo di allora, l’imperatore di Roma, e un giovane adolescente di quattordici anni, questa l’età del ragazzo quando incontrò Adriano.

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Le circostanze della morte, a quanto ho potuto leggere, sono abbastanza certe; ciò che invece non è unanime, è la causa stessa della sua morte. C’è chi ha voluto sostenere una morte accidentale e casuale; chi si è soffermato, invece, sul fatto che il ragazzo si sarebbe suicidato perché temeva di non rimanere ancora a lungo nelle grazie dell’imperatore; c’è chi ha sostenuto che si sarebbe trattato di un suicidio, motivato dalla volontà di garantire prosperità e salute all’imperatore; chi, infine, come ho letto su alcune tavole illustrative presenti a Villa Adriana, che il ragazzo si sarebbe suicidato per concludere una relazione che procurava problemi ed imbarazzo all’imperatore.

Lascio al vostro personale sentire l’interpretazione di tali avvenimenti, non esistendo, al momento, alcuna fonte storica certa.

Ciò che è sicuramente vero, è invece che, dopo la morte di Antinoo, a lui furono dedicati, da parte dell’imperatore, onori degni di un dio: Adriano fondò una città in Egitto e le diede nome Antinopoli, in essa fece edificare un tempio dedicato al culto di Antinoo divinizzato, assimilandolo al dio egizio Osiride, e dopo anche a Ermes e Dioniso. Adriano commissionò inoltre “(…) centinaia, se non migliaia, statue di Antinoo, oltre che farlo ritrarre in busti, monete, gioielli ed altri oggetti di artigianato: tutta la passione e la profondità dell’amore di Adriano furono mostrate in queste opere, che sono tra gli esempi più alti dell’arte adrianea e rinvenute ovunque in tutto l’oriente ellenista dell’impero romano, raffiguranti un giovane uomo dal fascino malinconico, caratterizzato da un volto tondo con guance piene prive di qualsiasi peluria, labbra sensuali, e folta capigliatura a grosse ciocche mosse che ricoprono le orecchie.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Adriano).

In onore di Antinoo, Adriano fa erigere anche una costruzione, della quale sono state recentemente messe in luce le rovine proprio all’interno dei vasti spazi di Villa Adriana: una costruzione realizzata per ricordare e celebrare il giovinetto.

Ad essa si giunge subito dopo aver attraversato le alte mura del Pecile: una costruzione quadrangolare, di vaste proporzioni, circondata, al suo interno da un lungo porticato, per simulare il quale, oggi, sono state piantate una serie di essenze arboree che, opportunamente potete, danno il senso di quanto dovesse essere bello e grande questo luogo. E’ detto Pecile, perché è una riproduzione della Stoà Pecile (Portico dipinto), dell’Agorà di Atene, il centro politico e culturale della città greca che Adriano prediligeva. Al centro della grande costruzione un ampio bacino di acqua.

Queste sono solo le prime, grandi costruzioni, che potrete ammirare nel corso della visita a Villa Adriana. I ruderi che si susseguono lungo il percorso, dalle stanze dell’imperatore, agli alloggi per le truppe, alle costruzioni di servizio, fino ai luoghi di svago, testimoniano tutti della raffinatezza e della grandiosità del luogo.

Un momento di sicura delizia è certamente offerto dalla veduta del Canòpo, un ampio specchio di acqua circondato da statue e cariatidi, inquadrati tra colonne e archi. Il luogo doveva essere destinato a banchetti e a momenti di piacevole svago, essendo completato, su uno dei lati brevi, da alcuni edifici coperti, ma aperti verso il bacino d’acqua. Il posto rimane ancora così dolce ancor oggi, tanto da essere sicuramente lo spazio più frequentato, più apprezzato e più conosciuto dai visitatori.

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Ma, altrettanto mirabile è il complesso di costruzioni che va sotto il nome di Piazza d’Oro: sale di forma differenti, originariamente collegate ed adornate di pregiato marmo cipollino (il prezioso marmo che giungeva dalla costa sud-occidentale dell’isola di Eubea, in Grecia, talmente importante che le sue cave diventarono di proprietà imperiale), e granito egiziano.

Ed ancora, il cosiddetto Teatro Marittimo (chiamato così, ma che non ha nulla a che fare con le funzioni di un teatro). Un piccolo (a confronto degli altri della villa) edificio circolare, costituito da un doppio porticato a centri concentrici; tra i due porticati uno stretto canale di acqua (ovviamente circolare anch’esso. Al centro del cerchio minore una piccola aula (si pensa lo studio privatissimo di Adriano), cui si accedeva mediante passerelle mobili, a garantire la massima riservatezza del luogo. Quest’ultimo corpo è attualmente visibile solo da lontano, perché sono in corso lavori di recupero e di restauro, ma anche da lontano il suo fascino è grande.

Del grande complesso fanno parte (potevano mai mancare) anche due strutture termali che, per la loro diversa dimensione vengono distinti in Terme Piccole e Grandi. Ma sono tanti i luoghi e le costruzioni che incontrerete lungo il vostro cammino, fino a giungere al nucleo primigenio: alcune costruzioni di età repubblicana che costituivano certamente il gruppo insediativo originario che, acquisito poi dall’imperatore, doveva dar vita a quel complesso monumentale fantastico e grandioso che era la Villa di Adriano.

E quando stanchi del vostro peregrinare tra ruderi e rovine grandiose, tra statue e colonne, tra costruzioni e luoghi diversi, vi sarete avviati verso l’uscita, vi verrà incontro, quasi casualmente l’ultime delizia.

Al termine di un lungo e stretto viale ai lati del quale vi accompagna una fila di alti cipressi, troverete il grazioso e piccolo tempio di Venere. Cinque colonne poste, come di consueto, circolarmente, delineano l’antico e venerato luogo, la cui vista completerà degnamente la vostra visita a Villa Adriana.

L’imperatore Adriano era davvero uomo colto e raffinato, e tutta la sua cultura e la sua raffinatezza sono testimoniate ampiamente dai meravigliosi ruderi di questa splendida villa.

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