Cronache dall’orto – 16

Ormai quasi tutto è pronto. Gli ultimi frutti delle coltivazioni estive, l’impianto delle colture invernali. Continuo queste cronache con la descrizione delle attività in corso e con l’aggiunta, eventuale, di alcune ricette, man mano che le utilizzerò.

Venerdì 2 ottobre

Ieri ed oggi le previsioni annunciavano pioggia, che invece non c’è stata. Approfittando di ciò, ho anticipato il programma che mi ero dato ed oggi, nell’orto, ho estirpato tutte le piante di melanzane che ormai producevano assai poco. C’erano certo ancora dei fiorellini che preannunciavano la nascita di nuovi frutti, ma la crescita delle melanzane è ormai molto limitata e lenta. Facilmente marciscono e, comunque, non sono più nella loro piena stagionalità.

Ho preferito pertanto raccogliere i frutti rimasti (5-6 chili di melanzane), che cucinerò nei prossimi giorni, e liberare il terreno per le altre colture invernali. Nell’occasione, ho anche zappato in profondità con la forca; adesso ho a disposizione un filare e mezzo liberi, che devo zappare ulteriormente e lungo il quale posso mettere altre piantine.

Intanto vi propongo una ricetta con i peperoni che ho raccolto nei giorni scorsi (ne ho ancora tanti, anche se ne ho regalato, crudi e cotti, in quantità).

Ricetta (Peperoni a modo mio)

Lavare i peperoni asciugarli e tagliarli a listarelle grossolanamente, togliendo i semi e le parti più bianche all’interno. Lessare parzialmente delle patate, sbucciate e tagliate a dadini; tagliare una cipolla intera a fette; preparare un pomodoro leggero con pomodori freschi. In una padella larga ed alta, far appassire le cipolle in poco olio, aggiungere i peperoni, le patate, il pomodoro. Aggiustare di sale e lasciar cuocere con la padella coperta. Servire a fine cottura, o anche freddo. Il piatto è stato apprezzato da quanti lo hanno assaggiato.

Domenica 4 ottobre

Nuova visita all’orto. Con Tommaso abbiamo “ripassato” il terreno libero zappandolo nuovamente e preparandolo definitivamente per la semina. A giorni pianteremo e semineremo altre colture e completeremo così i lavori per l’inverno ormai imminente.

Martedì 6 ottobre

Oggi ho estirpato anche le piante di peperoncino. Ormai la stagione è davvero finita: dalle diciotto piante che ho tolto, ho ricavato non più di una ventina di peperoncini (friarelli), per di più alquanto malconci. Ho approfittato dell’occasione per zappare grossolanamente la zona. Domattina devo fare necessariamente un ripasso.

Ho anche piantato una ventina di piante di cime di rapa ed una ventina di cicoria, utilizzando in parte gli spazi che ho liberato dalle colture estive, ed in parte i “buchi” delle zone in cui avevo già piantato le colture invernali, laddove le piantine non avevano attecchito. Devo rilevare la non positiva riuscita soprattutto dell’insalata riccia, una qualità che è riuscita a “prendere” poco.

Mercoledì 7 ottobre

Giornata piena nell’orto. Tommaso ha piantato i semi di spinaci e cime di rapa; facciamo anche quest’anno un esperimento. Questa volta ha piantato i semi uno ad uno, a distanza, senza disperderli a casaccio come avevo fatto io lo scorso anno. Staremo a vedere.

Nel frattempo io ho nuovamente zappato la zona che avevo ieri liberato dalle piante di peperoncino (friarelli). Lì ho piantato cime di rapa (venti piantine), e varie insalate (altre venti piantine).

Abbiamo innaffiato tutta la zona seminata di fresco. L’irrigazione l’abbiamo lasciata chiusa: è prevista pioggia per le prossime ore, e, in ogni caso, il clima è mutato. Le temperature ancora non sono fredde, ma le condizioni atmosferiche lasciano presagire un presto abbandono delle temperature sostenute che finora abbiamo registrato. Quindi mi appresto ad una attesa della maturazione delle verdure e delle altre colture piantate in questo periodo.

Lunedì 12 ottobre

Ho già cominciato a raccogliere i frutti della semina autunnale! Due bei cespi di cicoria, raccolti e cucinati con un filo d’olio e aglio. Non c’è molto altro da fare nell’orto; la pioggia rende difficile e saltuaria ogni altra attività, ma contribuisce alla positiva, naturale crescita delle produzioni.

Lunedì 26 ottobre

Solo oggi, dopo due settimane, sono tornato nell’orto. La mia prolungata assenza è stata dovuta prima al fatto che sono stato fuori sede per alcuni giorni, poi, al mio ritorno, alcune giornata dei pioggia hanno reso impraticabile il terreno.

Oggi, dopo alcuni giorni di sole e di vento, ho potuto rimettere piede nell’orto. Le colture hanno potuto ampiamente beneficiare del clima dei giorni scorsi: la pioggia, il sole, hanno fatto crescere tutte le piante, proficuamente. Ho raccolto quattro cespi di cicoria (lavata e cucinata immediatamente); un cespo di insalata (radicchio); un bel cespo di sedano (che ho lavato e conservato per successivi utilizzi).

Ho strappato anche un po’ di erbacce che erano cresciute prepotentemente, sistemato canne ed altre attrezzature, diradato una pianta di salvia che si era eccessivamente estesa sul sentiero. Le piante di cavolo crescono bene, come anche le cime di rapa e le altre insalate. Credo che a giorni potrò raccogliere alcune di queste ultime.

Per quanto riguarda la pianta di topinambur, i fiori sono appassiti, devo ora attendere che anche la pianta cominci ad appassire e quindi programmare il momento dello scavo e della raccolta delle radici.

Complessivamente, insomma, ad oggi posso stimare un buon risultato. Conferma di quanto sia necessario piantare per tempo le diverse colture.

Ricetta (Radicchio alla piastra)

Una semplice ricetta, da me rielaborata. Eliminare le foglie esterne (verdi) del cespo di radicchio. Le foglie più rosse, ben lavate ed asciugate, vanno poste su una piastra ben calda, fino a diventare croccanti. Disporle su un piatto e condirle con sale, pepe e olio.

Lunedì 2 novembre

Dopo il mio passaggio all’orto di lunedì scorso, ha piovuto, ed anche molto. Di conseguenza solo oggi, dopo che vento e sole di alcuni giorni hanno asciugato il terreno, sono tornato in campagna.

Tolte un po’ di erbacce, ho raccolto un paio di cespi di cicoria, due insalate (radicchio), un po’ di sedano e un po’ di prezzemolo. Le altre piante (cime di rapa, cavoli, ecc.) crescono molto bene; il fogliame è ormai abbondante, c’è solo da attendere che crescano i frutti.

La pianta di topinambur ha perso i fiori e le foglie cominciano ad ingiallire; segno che è ormai vicino il momento in cui la pianta seccherà e potremo scavare per recuperare i grossi tuberi che, speriamo, ha prodotto.

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