Roma Antica

Come i lettori del mio blog sanno, mi reco abbastanza spesso a Roma. Ciò mi consente, avendo una sufficiente conoscenza della città e dei suoi diversi ed interessanti luoghi storici, musei, chiese e piazze, di organizzare, ogni volta, visite particolari a luoghi specifici, rinnovando la conoscenza ed approfondendo alcuni aspetti, taluni particolari, specifiche conoscenze.

Durante il mio ultimo soggiorno, ho dedicato la visita alla rivisitazione di alcuni luoghi della Roma antica. L’occasione mi è stata fornita dalla voglia di vedere la casa di Augusto e di Livia al Palatino, oggetto di un (relativamente) recente restauro. Di questa visita ho scritto in: https://michelecasa.wordpress.com/2016/01/16/la-casa-di-augusto-al-palatino/.
Qui, invece, vi racconterò della visita ad alcuni luoghi, aree archeologiche e musei, che hanno fatto da cornice a quella specifica visita.

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Per ragioni pratiche ed organizzative, la passeggiata lungo l’ampio viale dei Fori, è per me meta abituale. Gli ampi spazi del Foro, gli archi di Costantino, di Tito, di Settimio Severo, il Colosseo, le possenti strutture del Foro di Traiano e di quello di Augusto, sono tutti monumenti che normalmente fanno da contorno alle mie visite romane. Questa volta ho voluto dedicare a questi luoghi una visita specifica (o meglio una nuova visita dopo quelle già fatte in anni precedenti).

E quindi, con un biglietto cumulativo (12 euro) che consente l’ingresso sia all’area dei Fori che al Colosseo, abbiamo cominciato la nostra visita.

Ognuno può ritrovare il proprio particolare e specifico interesse durante la visita ai Fori: culturale, artistico, storico, archeologico. Io mi lascio prendere dal semplice piacere di passeggiare lungo strade e attraverso luoghi e monumenti che hanno segnato, per un lungo periodo di tempo, la storia di una città e il centro di un impero che si estendeva dall’atlantico fino al mar Rosso, dalle coste del Mare del Nord, fino ai deserti africani.

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Calcare i piedi sui lastroni che costituivano la Via Sacra, ammirare i resti del Tempio di Vesta o di quelli di Castore e Polluce, le rovine del Tempio di Cesare e quelle della Basilica Giulia, è per me cosa dal fascino sempre nuovo; come pure aggirarmi tra le rovine della Basilica Emilia o ammirare le alte colonne del pronao del Tempio di Antonino e Faustino (poi trasformato in Chiesa di S.Lorenzo), e poi ancora salire, lasciando di fianco la possente Basilica di Massenzio, su verso l’arco di Tito e poi ancora verso il Palatino. Il colle Palatino, un ampio complesso di costruzioni magnifiche, delle quali si ammirano oggi solo i ruderi, che già per la loro dimensione e grandezza forniscono una pallida idea di come quei luoghi fossero stati trasformati nel magniloquente luogo della vita e dell’organizzazione statuale degli imperatori romani.

Costruzioni nelle quali erano conservati splendidi arredi, statue grandiose, preziosi simboli del potere. Alcuni di questi reperti sono conservati nel piccolo, ma assai interessante Museo Palatino, che sorge nell’area omonima.

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Una bella ricostruzione delle trasformazioni che si sono succedute tra Campidoglio e Palatino, dalla preistoria all’epoca dell’impero. Con efficaci strumenti multimediali, ricostruzioni, modellini in scala e una selezionata scelta di statue e reperti originali, viene efficacemente descritta l’evoluzione della città e le funzioni precipue della zona.

Oltre alla citata conoscenza della Casa di Augusto e di quella di Livia, in questa occasione ho avuto modo di visitare due altri particolari luoghi che non conoscevo, o non erano visibili all’epoca delle mie precedenti visite. Il primo è il cosiddetto tempio di Romolo (che non c’entra nulla con il fondatore di Roma), con alcuni interessanti affreschi, dell’epoca in cui il tempio venne adibito a chiesa cristiana; all’interno del tempio è esposto un bel gruppo marmoreo di dioscuri. Il secondo è la rampa di accesso ai palazzi palatini: un lungo ed imponente corridoio coperto che sale dall’area dei Fori fino al complesso del Palatino.

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Il giorno successivo abbiamo rivisitato il Colosseo. Nonostante tutti conoscano questa geniale e grandioso monumento, è sempre difficile, entrando al suo interno, non restare ogni volta affascinati dalla dimensione grandiosa delle strutture, delle colonne, delle possenti arcate. Altrettanto difficile è non restare colpiti dalla grandiosità dell’interno, delle sue scalinate, dei ricchi arredi che lo decoravano, delle geniali scelte tecniche che permettevano ad uomini e animali di accedere alla grande arena, dalla incredibile capacità dimostrata nel costruire una struttura di quelle dimensioni e della sua incredibile funzionalità (dalla semplicità degli accessi e del conseguente deflusso dei cittadini, alla complessa, ma funzionale organizzazione della copertura mobile).

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Un’opera semplicemente magnifica. E pensare che i romani non fecero nessuna nuova scoperta scientifica, furono incredibilmente capaci di utilizzare le conoscenze esistenti per realizzare questa ed altre grandiose opere che ancora oggi possiamo ammirare.

Nella visita ai luoghi di Roma Antica, non poteva mancare una sosta in Largo di Torre Argentina. I monumenti che lì si possono ammirare furono portati alla luce nel corso degli anni trenta, a seguito di una campagna di scavo successiva allo smantellamento di alcune costruzioni esistenti nella zona. I ritrovamenti e i ruderi che ancora oggi si possono ammirare furono opportunamente lasciati esposti e visibili. Si tratta di alcuni templi realizzati nella zona del Campo Marzio, una vasta area di territorio che si estendeva tra le antiche mura di Roma e il Tevere.

Per me rimane un luogo di grande attrattiva, non tanto per i monumenti, i cui resti sono comunque assai interessanti, ma soprattutto perché è lì che Giulio Cesare fu ucciso, alle Idi di marzo, determinando una svolta assai importante nella organizzazione statuale della città di Roma e, soprattutto, nella profonda trasformazione e riorganizzazione politica, giuridica ed amministrativa dei territori da essa governati.

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Due altri luoghi ho aggiunto alla mia visita: il Museo Altemps e la Cripta Balbi.

Ambedue questi musei fanno parte del Museo Nazionale Romano (insieme ai due più grandi e conosciuti che sono Palazzo Massimo e il complesso delle Terme di Diocleziano). Pur essendo di minori dimensioni, tuttavia, non sono meno interessanti sia per opere lì contenute, che per logiche espositive.

La Crypta Balbi, ad esempio, permette una lettura di una precisa e limitata zona della città (siamo alla fine di Via delle Botteghe Oscure, vicinissimo a Largo Argentina), nella sua evoluzione da Roma fino quasi ai giorni nostri. Il museo (su tre piani), contiene, letteralmente, l’area archeologica di una struttura, realizzata nella zona del Campo Marzio e che era un porticato coperto prospiciente l’antico Teatro Balbi (uno dei tre più grandi di Roma). Il museo comprende, oltre agli scavi e ai reperti ritrovati, una dettagliata e didattica descrizione dell’evoluzione urbana della zona, in epoca romana, nei successivi periodi della decadenza e del medioevo, fino alla sua trasformazione in Conservatorio e alle caratteristiche assunte in epoca moderna.

Per quanto riguarda Palazzo Altemps, parliamo di una struttura (siamo vicini a Piazza Navona) che ospita alcune collezioni di pregio di vari reperti dell’antichità. Si tratta di collezioni conosciute, ricche e rinomate in tema di archeologia e di arte: le collezioni Ludovisi, Brancaccio, Mattei, Gorga (l’ultima acquisizione), e altre ancora, tutte a completare un panorama di primissimo livello.

Fra le tante opere che andrebbero ricordate, i dolcissimi bassorilievi del cosiddetto Trono Ludovisi (Venere che nasce dalle acque), il gruppo del Galata suicida e il sarcofago Ludovisi, uno stupendo sarcofago che descrive magnificamente alcune scene di battaglia.. Ma sono davvero tanti i “pezzi” collezionati dalle diverse famiglie che meritano almeno una visita per completare opportunamente la conoscenza dell’antica Roma.

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Una esperienza intensa ed interessante, dunque, che consiglio vivamente a tutti coloro che si recano a Roma, da organizzare con intelligenza e da predisporre accuratamente. Insieme con le tante altre meraviglie di Roma, non mancherà di offrire un contributo significativo alla conoscenza e al gusto di ciascuno.

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