Catalunya: bellissima Gerona

Gerona (o Girona) è una bellissima cittadina che merita sicuramente una visita.

Nota ed importante già ai tempi dei romani, occupata dagli arabi nell’ VIII secolo e ripresa ai tempi di Carlo Magno, ebbe il suo massimo splendore in epoca medievale. Decaduta, il suo centro storico è rimasto sostanzialmente intatto, così i suoi monumenti principali, e ciò la rende oggi estremamente interessante. La parte nuova, che si è sviluppata lungo il fiume, non ha compromesso sostanzialmente il nucleo centrale, mentre le nuove costruzioni hanno aggiunto alcuni gradevoli scorci visibili dai ponti sull’ Onyar (il principale fiume di Gerona).

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Già la nostra prima sosta, obbligata, in attesa di prendere le chiavi di un grazioso e funzionale appartamento che abbiamo preso in fitto per trascorrere lì due notti, ci ha portato nella piccola piazza antistante la chiesa di Sant Feliu; luogo che, a suo tempo, costituiva uno degli accessi alla città.

Nella piazzetta la scultura di una leonessa che si arrampica su una colonna. Il mito racconta che bisogna baciare il culo della leonessa per avere buona ventura. Si tratta di un rito propiziatorio e scaramantico che è stato in uso per molto tempo tra i cittadini e i visitatori di Gerona e cui ancora oggi molti turisti si sottopongono, utilizzando una scaletta in ferro opportunamente posizionata ai piedi della colonna.

Di miti di questo genere, a Gerona, ce ne sono anche altri; come quello del piede di San Narciso (riuscito a sfuggire ai suoi persecutori) e quello delle mosche (che, uscite dal sepolcro di San Narciso, avrebbero disorientato e fatto fuggire i francesi che assediavano la città).

Sia come sia, Gerona si presenta subito con questo bagaglio, a metà tra la storia e il mito.

Il primo monumento che visitiamo è quello dei Bagno Arabi. In realtà gli arabi non c’entrano nulla, si tratta di tre locali, di impronta chiaramente romanica, il primo dei quali presenta la vasca del frigidario con un “tempietto” ottagonale sormontato da due ordini di agili e snelle colonnine, il secondo dei quali emerge dai tetti del complesso. Simpatica annotazione: i Bagni erano gestiti da personale ebraico.

La Chiesa di Sant Feliu (che ho già citato prima), è la chiesa più antica; all’esterno è in parte rinforzata da alti muraglioni di difesa (era originariamente posta fuori dalle mura); la facciata sottolineata da una scalinata è barocca e posticcia (cinquecentesca). L’interno, invece, è estremamente delicato e molto piacevole. Si entra dalla porta laterale e risulta evidente la sovrapposizione dei due stili: quello romanico e quello gotico. I pilastri che separano le tre navate poggiano su solide basi di pietra e sono completate da archi a tutto tondo; la parte superiore e le coperture sono invece sostenute da agili colonne gotiche e si concludono con angoli a sesto acuto. La cripta è anche molto interessante ed è costituita dal nucleo fondamentale della prima chiesa che risale al IV secolo. A quel periodo (II-IV secolo), risalgono anche gli otto sarcofagi di provenienza italiana; gotico invece, in smalto e rilievi, molto bello è il sarcofago di San Narciso (quello da cui sarebbero uscite le mosche). Ultimo particolare di rilievo è il campanile, sormontato da una guglia tronca.

Proseguendo, in salita, si attraversano quelle che una volta costituivano le antica mura romane e si giunge subito in una piazza che al tempo della romana Gerunda,era il primo terrazzamento di un antico tempio. Da questa piazza, una lunga scalinata porta alla attuale cattedrale, che ha sostituito l’antico tempio romano. Lasciate perdere la facciata barocca, ed entrate nella biglietteria, utilizzate l’audioguida (disponibile anche in italiano e compresa nel prezzo del biglietto), e quindi visitate questa fantastica cattedrale. L’interno è gotico, ma la particolarità sta in un fatto che potrete facilmente notare guardando il transetto: vedrete chiaramente che esso parte a tre navate; ma il resto della chiesa è ad una singola navata. Ciò contribuisce a dare alla chiesa una dimensione di spettacolare ampiezza. La ragione di questo particolare architettonico risiede nel fatto che la costruzione della chiesa iniziò dall’abside e quindi con il canonico ordine a tre navate. Nel corso del tempo, per svariate ragioni, fu deciso di proseguire con una unica ampia navata. L’effetto è formidabile.

Della precedente impostazione romanica rimane solo la torre, peraltro visibile solo dal chiostro. Anche il chiostro (in parte ricostruito) ha una particolarità: è di forma trapezoidale; oltre a questo non desta particolare interesse se non per i capitelli finemente lavorati e decorati con scene delle sacre scritture.

Molto interessanti il trono di pietra e il retablo d’argento smaltato in oro. Quest’ultimo è veramente delizioso. Purtroppo vi dovrete accontentare di vedere le singole formelle proiettate su un televisore appeso alla cancellata dell’ abside. Bello anche il baldacchino in argento sopra l’altare maggiore: a vederlo sembra una struttura moderna, un’opera d’arte di avanguardia, ed invece è del XIV secolo!

Assai poco interessanti, a mio parere, le varie cappelle della cattedrale, quasi tutte in stile barocco. Tuttavia è utile guardare bene, perché, in alcune di esse sono conservati dei piccoli ed interessanti gioielli d’arte. L’audioguida vi sarà sicuramente utile in ciò.

Infine, a completare la visita, il tesoro della cattedrale; contiene alcune opere d’arte di eccezionale valore. Anzitutto alcuni commentari e manoscritti miniati di sicuro interesse, alcune belle statue (una madonna nera con bambino), ma soprattutto un grande arazzo datato intorno all’anno mille. Io non ricordo di aver mai visto un arazzo così antico di quella grandezza, altrettanto ricco e complesso: raffigura Cristo Pantocratore e la creazione, i mesi, i giorni. Insomma ricchissimo di immagini e molto intenso.

Vicino alla Cattedrale, visitiamo il Museo dell’Arte. Non conserva opere di straordinario rilievo, ma di sicuro interesse; soprattutto le opere del trecento e del quattrocento con la loro formidabile carica di semplicità e di genuinità. Molto interessante è la sala dedicata alle vetrate originali della cattedrale e un video che ripropone gli antichi metodi di lavorazione delle stesse.

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Per completare la conoscenza della antica Gerona, non rimane che visitare la Chiesa di Sant Pere de Galligant. La chiesa è in perfetto stile romanico, molto semplice e delicata. Il restauro (della chiesa e dell’annesso chiostro) l’ha trasformata in sede museale. Qui infatti è esposto uno dei due bellissimi mosaici romani, recuperati da alcune “villae” romane. Il secondo è in un altro museo, nel centro cittadino e rappresenta i giochi nel circo. Si tratta di un mosaico molto bello e ben conservato, insieme ad altri reperti e ad un video sull’antica Gerona romana.

Una ottima cena completa la nostra visita a Gerona; un bel locale del centro (Ristorante L’àmfora), bei piatti della cucina locale, buon cibo, prezzo conveniente.

Per completare la descrizione di quanto questa bella cittadina è in grado di offrire, vi invito a compiere due altri itinerari.

Il primo è quello delle mura, si può passeggiare sugli spalti e da lì ammirare degli scorci assai belli; la passeggiata può essere faticosa per qualcuno, ma è comunque assai interessante. Il secondo è quello che vi porta nella parte nuova della città, lungo il fiume; attraversando i suoi ponti potrete godere anche da lì, di scorci belli ed interessanti.

Purtroppo (o fortunatamente) Gerona rimane fuori dal circuito primario delle mete turistiche. Ciò determina la possibilità di goderne appieno e completamente, in tutta la sua intensa bellezza, per quei turisti che, come noi, hanno scelto un itinerario “alternativo” rispetto ai grandi flussi turistici.

E’ stata una scelta consapevole e, a posteriori, molto soddisfacente.

Da Gerona ripartiamo per un’altra meta del nostro viaggio, che ci condurrà di nuovo verso il confine francese, nel cuore dei Pirenei.

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