Polonia: Cracovia (1)

L’occasione di questo viaggio è stato un felice evento: la nascita del nipotino dei due nostri amici, Franco ed Adriana.

Di conseguenza ci siamo attrezzati per andare a trovare la coppia dei giovani genitori, Paolo e Margherita, che vivono a Cracovia; nonché per dare il nostro benvenuto al piccolo Robert.

Prenotato il volo (Alitalia), doppio scalo. Solo successivamente a quando abbiamo prenotato è stata introdotta una linea diretta Bari-Katowice (100 km da Cracovia), meno costosa e sicuramente più rapida. Sarà per la prossima volta.

Prima tappa della nostra visita a Cracovia, è stata la grande piazza centrale il Rynek Glowny.

Siamo arrivati in centro (il nostro albergo era in periferia) utilizzando i mezzi pubblici che, vi posso garantire per l’esperienza fatta, sono estremamente efficienti, veloci, rapidi e puntuali. Potete utilizzare anche i taxi, ma non tutte le compagnie sono economicamente convenienti, anche considerando il cambio che per noi è abbastanza favorevole.

Ma torniamo alla visita di Cracovia.

La piazza è una delle più grandi d’europa; è un quadrato quasi perfetto di duecento metri per lato. E’ circondata da bei palazzi, e da essa si dipartono alcune delle principali arterie cittadine. La vastità della piazza non si nota subito, perché il suo centro è occupato dalla compatta costruzione dei Sukiennice, il Mercato dei tessuti, ricostruita in forme rinascimentali. Dell’originale costruzione gotica non rimane nulla, i porticati gotici laterali sono infatti di epoca successiva (aggiunti alla fine dell’800).

Che un mercato sorga al centro della città mi pare indicativo di quanto il ceto mercantile ed affaristico costituisse il nerbo principale della struttura sociale ed economica di questa città nella quale, fin da subito (1257), furono garantiti sgravi fiscali e commerciali ai suoi cittadini. E quando divenne capitale del Regno di Polonia (sul finire del ‘300), attirò ulteriormente artigiani, mercanti e gilde in gran numero.

E’ quando si comincia a percorrere la piazza che le sue dimensioni appaiono consistenti. Oltre al grande mercato (oggi principalmente luogo occupato da una serie di bancarelle piene di souvenir di ogni genere e tipo, di oggetti più o meno artistici, di manufatti vari), nella piazza c’è una torre, un monumento, una chiesetta, e poi ancora tanto spazio fino ai palazzi che la delimitano e al magnifico profilo della Chiesa di Santa Maria. Nonostante i ristoranti, i bar, i locali che con i loro tavolini si espandono dappertutto lungo il perimetro dei palazzi,lo spazio vuoto rimane ampio. Questo spazio è affollato costantemente da centinaia di persone (quasi tutti turisti), che percorrono la piazza in gruppi più o meno numerosi; da bancarelle che offrono di tutto (dalle ciambelle di pane condito fino alle medaglie ricordo); da bianche carrozze trainate da due cavalli; dalle immancabili vetture elettriche che trasportano turisti nei i vari tour cittadini; da una miriade di artisti di strada, figuranti, musicisti, pellegrini.

Anche quando, condizione non eccezionale, il cielo si copre e cade la pioggia, questo flusso ininterrotto diminuisce, ma non si placa del tutto: le carrozze vengono coperte e chiuse, si aprono ombrelli di ogni foggia e colore, si indossano impermeabili. Qualcuno si rifugia nella chiesa di Santa Maria, qualcuno trova riparo sotto il loggiato del mercato, si riempiono gli ultimi tavolini sotto gli ombrelloni dei bar.

Ho accennato ad una torre; si tratta della torre del Municipio, ora del tutto scomparso. La torre si erge, quasi isolata nella piazza, discosta dall’edificio del mercato. Una chiesetta, anch’essa isolata in un angolo della grande piazza, per quanto piccola mostra la sovrapposizione di tutti gli stili architettonici succedutisi nel tempo: dal romanico al gotico, dal barocco al neoclassico, fino al rococò. E’ la piccola chiesa di S.Adalberto. Il monumento è quello ad Adam Mickiewicz, poeta del romanticismo polacco.

Ma ciò che si impone sui monumenti e sui palazzi, è l’imponente figura della chiesa di S.Maria, che domina la piazza nelle sue forme gotiche. Un elaborato tempietto (un po’ neoclassico, un po’ barocco) interrompe, all’ingresso della chiesa, le svettanti linee dell’edificio che si presenta con due alte torri a inquadrare la facciata. La chiesa è tutta in mattoni, con qualche raro inserto di pietra. Costruite in mattoni sono un po’ tutte le chiese e i principali edifici che ho visitato.

Il matttone, con il suo colore rosso intenso, è la cifra principale delle chiese che ho visitato in questo territorio; ben diverse dalle basiliche di marmo e di pietra che sono maggiormente comuni alle nostre latitudini. E non mi pare elemento di poco conto.

L’interno conserva tutta la bellezza delle sue forme gotiche, nonostante gli arredi barocchi che si sono sovrapposti nella parte bassa della chiesa, nel transetto, lungo le navate e intorno alle colonne. Ad accentuarne la linea, le costole delle colonne sono tutte dipinte, con il giallo e il nero alternate a fasce di trenta-quaranta centimetri ciascuna, ed incorniciano pareti e soffitti dipinte di stelle gialle in un azzurrissimo sfondo.

Interessante anche la pala d’altare scolpita in legno di tiglio ed incorniciata in legno di rovere; tutto dipinto e dorato.

La visita alla chiesa è a pagamento e, con un sovrapprezzo, si possono scattare anche fotografie.

Fuori dalla chiesa, lateralmente ad essa, la piccola, ma graziosa facciata della chiesa di Santa Barbara.

Sul lato opposto si diparte Via Florianska, una vecchia strada, contornata di vecchi palazzi e, come molte delle strade centrali di Cracovia, piena di negozi, di locali dove fermarsi per una rapida sosta, di agenzie che organizzano gite e tour in diverse località vicine.

La strada conduce alla omonima porta di S. Floriano, inserita in un breve tratto delle antiche mura (completamente ricostruite), e, poco più avanti, al Barbacane. Il Barbacane, vale ricordarlo, è una costruzione posta a supporto delle strutture difensive (un castello o, come in questo caso, delle mura cittadine).

Il resto della cinta muraria è scomparso ormai da tempo, opportunamente sostituita non da costruzioni e fabbricati, ma da una larga striscia di verde, fatta da prati, alberi e viali, disseminata di panchine, che circonda quasi per intero il centro storico di Cracovia. Un luogo dove è piacevole passeggiare, fermarsi ed oziare, soprattutto durante giornate calde di questa estate.

Le zone verdi non sono comunque confinate in questa sola area. Avendo avuto la possibilità di attraversare quartieri centrali e zone periferiche, posso dire che ampi spazi verdi sono diffusi in tutta la città; a volte sono dei veri e propri parchi, abbastanza estesi; altre volte sono parte di una opera di riqualificazione urbana assai intelligente che punta a ridare spazio e a migliorare quartieri ed abitazioni frutto della cementificazione selvaggia e di altre discutibili opere di urbanizzazione realizzate nel secondo dopoguerra.

Oltre alla via Florianska, altre importanti strade si dipartono dal Rynek, in diverse direzioni, raggiungendo altri importanti zone della città. Per quanto ho potuto vedere, tutte molto piacevoli da percorrere, con case ed abitazioni ampiamente ristrutturate e con la presenza di numerosi ristoranti, luoghi di ritrovo, piccole attività commerciali, che segnalano una vivacità e un dinamismo assai positivo ed interessante.

(1 – continua)

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