Polonia: Cracovia a tavola

La mia esperienza della cucina polacca è stata in realtà ristretta ad alcune positive, interessanti e assai piacevoli occasioni, concentrate essenzialmente nella città di Cracovia. Tuttavia considero queste esperienze così interessanti da proporre uno scritto specifico sull’argomento.

Il breve soggiorno a Wroclaw (Breslavia), e nella Bassa Slesia, infatti, si è condensato in poche e ridotte occasioni che non mi permettono di esprimere un giudizio approfondito.

Parlerò subito di queste ultime, proprio perché limitate e parziali.

A Wroclaw abbiamo pranzato anzitutto presso l’albergo (Ibis Hotel) dove eravamo alloggiati, cosa contraria alle mie normali abitudini, ma con un riscontro che è stato assai soddisfacente. Infatti, oltre ad un servizio cortese ed efficiente, abbiamo avuto modo di assaggiare quella che definirei una garbata rivisitazione della cucina italiana. Priva di invenzioni strane, due risotti e una tagliatella (io, diffidente, avevo optato per una più semplice insalata), ricche di verdure fresche e di un buon sapore, oltre che di una corretta cottura.

Meno positiva l’esperienza in un locale tradizionale (il Pierogarnia), sul Rynek di Wroclaw, di fronte al municipio. Un bel locale, tutto rivestito in legno, sia all’aperto che nei locali interni e in quelli sotterranei; camerieri in costume, ma dotati di radiomicrofoni per la gestione degli ordini e del servizio ai tavoli. Tuttavia i “pierogi”, piatto tipico servito in diverse varianti, ci hanno lasciato piuttosto delusi.

I “pierogi” sono il piatto tipico polacco: sono dei grossi ravioli di pasta ripiena. La versione tradizionale è quella con un ripieno di carne tritata e un condimento di cipolla saltata con la pancetta o il lardo. Tuttavia esistono molteplici varianti: il ripieno, oltre ad essere di carne, può essere di fungi, o di verdure, o di patate, o anche di un misto di questi ingredienti. Il condimento, oltre a quello descritto, può essere di panna (meglio se acida), o di altra svariate salsine. Infine i “pierogi” possono essere bolliti o cucinati al forno, o in padella.

Fatto più unico che raro, in questo locale vengono servite solo birre e bevande non alcoliche.

Altre esperienze culinarie nella zona della Slesia e della Bassa Slesia si sono limitate a panini con salumi e formaggi locali.

Di ben altro livello l’esperienza della cucina di Cracovia, che abbiamo avuto modo di conoscere e gustare sotto la guida di Paolo, che ci ha condotto in locali assai interessanti e di buona qualità (anzitutto per quanto riguarda il cibo).

La prima esperienza è stata quella del Morskie Oko, un bel locale in piazza Sczepanski, una piazzetta vicina al Rynek Glowny. Si può mangiare all’aperto, ma i locali interni e sotterranei sono una meraviglia: tutto l’ambiente è in legno, la scalinata interna gira intorno ad un grande tronco di legno, tavoli e panche sono di legno massiccio. Mancano (ma questo in tutti i locali) le tovaglie, in questo caso sostituite da graziosi centro tavola ricamati.

Qui, oltre agli immancabili pierogi, a taglieri di formaggi e salumi locali, ho potuto assaggiare una favolosa “golonka”, lo stinco di maiale arrosto, uno dei piatti più popolari della cucina polacca. Un sapore veramente squisito, accompagnato da una salina al rafano piccante al punto giusto.

Il tutto accompagnato da una saporita e gustosa birra che accompagna in maniera corretta questo tipo di pietanze, non proprio “leggere”.

La conoscenza dei locali è proseguita (ovviamente nei giorni successivi), con W Starej Kuchni, un altro locale situato in una delle stradine del centro. Un bell’ambiente caldo ed accogliente, reso ancor più caldo e familiare dalle tante forme di pane disposte nel locale lungo i muri, insieme a utensili e vecchie ceramiche.

Qui abbiamo cenato in un piccolo cortile interno su un tavolo di modernariato con sedie scompagnate tra loro, dietro un vecchio bancone da mescita alle spalle. La qualità della cucina, come quella del cibo e dei condimenti, è stata veramente alta.

Ho provato una costata di maiale (non una fetta di carne con osso, come dalle nostre parti, ma un pezzo di costata), cotta al forno, con un trito di aglio abbondante e con il contorno di riso e di una salsa ai frutti di bosco. Buono anche il filetto e un misto di carni serviti tutti con abbondanti contorni e salse diverse.

Il ristorante in cui siamo tornati più volte è stato il Pod Wawelem, un locale vicino al Wawel e molto frequentato dai turisti. Qui la cucina, senza eccessivi cedimenti qualitativi, lascia molto spazio alla scenografia; la qual cosa, nel campo della ristorazione, non è elemento secondario nella valutazione di un locale.

Infatti abbiamo assaggiato la “Zspada”, che non è altro che uno spiedone di carne e verdure, servito su un tagliere di quasi mezzo metro, con contorni e salse varie. Ovviamente gli immancabili pierogi, il misto di carne, una golonka in umido (al sugo, quasi un gulasch), e le minestre che sono, nelle diverse varianti, un altro piatto tipico.

In questo ristorante ho provato anche il “bigos”, il più antico (secondo la guida Touring) dei piatti polacchi: è uno stufato di carni e verdure. Anche in questo caso non è mancato l’elemento scenografico: il piatto mi è stato servito dentro una pagnotta di pane con la cima tagliata. Il profumo e il sapore sono stati veramente gradevoli.

Ovviamente, sempre e sopra tutto con la compagnia di una (ed anche più di una) buona birra.

L’ultimo locale di cui vi voglio parlare è una vera chicca. Accattivante più per la formula che per il cibo, anche se la qualità di quest’ultimo non è stato certo da meno di quella delle altre esperienze che vi ho raccontato finora.

La formula ha avuto un tale successo che ora è replicata in altri locali di Cracovia e di alcuni altri comuni vicini.

Il locale si chiama U Babci Maliny, anche questo in una via del centro storico. Si entra in un palazzo che è la sede di un istituto di antropologia (spero di non sbagliare), si passa nel cortile e si scendono alcuni scalini. Si entra in un locale che non è molto grande, tavoli di solido legno distribuiti intorno ad una colonna centrale con un acquario cilindrico. Appese alle pareti quadri e fotografie di altri tempi; in un angolo un letto antico, di legno, completo di lenzuola e materassi, di fianco una culla di legno, di quelle a dondolo, un bancone in un angolo, finte finestre qui e là con tendine ricamate a mano; ogni altro spazio libero coperto da disegni dai colori vivaci.

Il ristorante funziona così: si trova posto, si sceglie cosa ordinare, si va al bancone e si ordina. Vi viene consegnato lo scontrino del pagamento con un numero; quando il vostro piatto è pronto su un display luminoso che occhieggia incongruamente tra la paccottiglia varia appesa alle pareti, andate a prendere il vostro piatto al bancone. Mangiate e poi portate le stoviglie ad una delle finte finestre, da dove il tutto viene prelevato dal personale addetto che si trova in un locale adiacente dedicato alla pulizia delle stoviglie.

Fantastico davvero, ed anche divertente, tutto sommato. Ad ogni modo quanto meno originale !

I prezzi ? Andate tranquilli. A parte il cambio estremamente favorevole il livello dei prezzi è estremamente basso e contenuto. Buono per tutte le tasche, fidatevi !

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...