Roma antica – 2

Proseguendo nei miei giri periodici tra le tante antichità e le numerose bellezze di Roma antica, questa volta vi racconterò di alcuni luoghi visitati di recente (o meglio rivisitati a distanza di molto tempo).

Anzitutto vi parlerò del Museo delle Mura.

E’ un piccolo museo, si trova all’interno delle Mura Aureliane, a porta San Sebastiano. L’ingresso è gratuito. Noi ci siamo capitati quasi per caso nel corso di una piovosa mattina di autunno e, in parte condizionati dalla situazione atmosferica, abbiamo deciso di visitarlo.

Sarebbe corretto dire che il museo si trova “dentro” porta San Sebastiano. E’ qui infatti che il comune di Roma, entrato in possesso della struttura nel 1970, ha trasformato i numerosi ambienti, sopravvissuti nel tempo con una lunga parte delle mura, in un museo. Questi locali si possono oggi visitare, insieme ad un tratto dei camminamenti che giunge fino all’incrocio con Viale Colombo.

Il nome originario di questa porta era “Appia”, dal nome della grande strada romana, la più antica, che la attraversava. L’Appia aveva inizio a Porta Capena, un luogo all’estremità del Circo Massimo, dove ai tempi della Repubblica passava la prima cerchia muraria, quella “serviana”. Ma con il tempo la città di Roma si era espansa, tanto che quando si decise di realizzare la nuova cinta muraria, una parte consistente delle case e dei palazzi si trovavano fuori dalle mura.

Considerato questo e valutati i rischi di invasioni barbariche (c’erano già state quelle dei Goti e degli Alemanni), Marc’Aurelio, nel 271 d.c., decise la costruzione delle nuove mura, che si concluse nel 275 regnante l’imperatore Probo. Ben 19 chilometri di mura, intervallate e rinforzate da torri di difesa.

Nel corso del tempo le mura subirono cambiamenti e trasformazioni, al fine di meglio adattarle, periodicamente, alle trasformazioni imposte dal mutamento delle strategie e delle pratiche guerresche (vedi in http://www.museodellemuraroma.it/sede/porta_san_sebastiano e https://it.wikipedia.org/wiki/Mura_aureliane).

Cambiò anche il nome della porta, fino ad assumere l’attuale denominazione, in ricordo del martire cristiano sepolto sulla via Appia, poco fuori le mura.

Ad ogni modo, la monumentale porta, che originariamente aveva due fornici, si impone oggi sul panorama circostante ed offre una interessante occasione di visita. Oltre alla ricostruzione con plastici e modellini, la visita ai camminamenti e alle torri, permette anche di vedere e di conoscere alcune delle trasformazioni che la struttura ha registrato nel corso del tempo, compreso il curioso utilizzo di uno di questi locali come luogo scelto da un eremita nel medioevo.

Terme di Caracalla

Percorrendo a ritroso l’antico itinerario dell’Appia, da Porta San Sebastiano verso il centro, e cioè verso l’antica sede di Porta Capena, sulla sinistra si incrociano i resti di un monumentale edificio: le grandiose Terme di Caracalla.

Una vecchia canzone degli anni cinquanta diceva: “Alle Terme di Caracalla/ i romani giocavano a palla” (http://wikitesti.com/alle_terme_di_caracalla/). Io non so se i romani giocassero veramente a palla nei grandiosi locali delle Terme e nei giardini annessi; molto probabilmente no, ma questa canzone ci dice sicuramente due cose. La prima è che anche solo i ruderi di questa struttura comunicano una idea di grandiosità, di grandi spazi, quali solo i campi di calcio evocano nell’immaginario collettivo. La seconda è che questo luogo costituisce, ancora in epoca moderna, un elemento di richiamo e di riferimento e non solo per i romani, molto più di altri monumenti (non conosco ad esempio riferimenti canori alle Terme di Diocleziano).
E per restare a questo riferimento, la prima cosa da sottolineare è che, dopo le successive Terme di Diocleziano, quelle di Caracalla furono le più imponenti mai realizzate nell’impero romano. Oggi sono le uniche che possiamo ammirare totalmente libere da edifici di epoca successiva e conservate per gran parte della loro struttura originaria. (A proposito della mia visita alle Terme di Diocleziano, ho scritto in https://michelecasa.wordpress.com/2015/09/01/678/).

Le Terme di Caracalla, o Antoniniane, dal nome completo dell’imperatore (che era Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto), furono realizzate tra il 212 e il 216 d.c.; e costituirono una impresa colossale. Infatti solo per le operazioni di sbancamento del terreno e la predisposizione dell’area, sembra furono impiegati oltre 9.000 persone; per l’approvvigionamento idrico, fu realizzata una diramazione dell’acquedotto; per la decorazione e le opere di abbellimento si continuò a lavorare ancora negli anni successivi alla sua apertura.

“Nella ricostruzione della giornata degli antichi romani è doveroso riservare uno spazio alla cura del corpo e alle relazioni intrattenute all’interno delle Terme. Con l’impero, i monarchi, per tenere la cittadinanza romana distratta e soddisfatta, hanno dato l’avvio alla costruzione di imponenti e monumentali bagni pubblici, un centro essenziale della vita comunitaria per tutti gli strati della popolazione. Le terme non erano, infatti, solo un edificio per il bagno, lo sport e la cura del corpo, ma anche un luogo per il passeggio e lo studio. La vasta estensione delle Terme di Caracalla ne è un chiaro esempio, essendo uno dei più grandi e suggestivi complessi monumentali dell’antica Roma. (…). Potevano servire quotidianamente fino a 6000-8000 persone e vantano una grandissimo numero di opere d’arte, (…).” (http://www.turismoroma.it/cosa-fare/terme-di-caracalla).

Gli impianti rimasero in funzione fino a quasi la metà del IV secolo.

“Dall’abbandono (…) non venne però mai meno lo sfruttamento dei ruderi come cava per materiali anche di pregio (marmi e metalli) e per intere strutture (architravi, colonne, ecc.) da riutilizzare per l’edilizia di qualità: il Duomo di Pisa e la basilica di Santa Maria in Trastevere contengono, ad esempio, strutture architettoniche prelevate dall’area termale. Da rilevare anche la prolungata presenza, nelle vicinanze, di calcare per la trasformazione in calce dei marmi pregiati.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Terme_di_Caracalla).

Certo è che quando entrate a visitarlo, non appena vi avventurate all’interno della struttura, la incredibile dimensione del luogo vi apparirà intatta. Il grande spazio della “natatio” la grande piscina (una vera e propria piscina di dimensioni olimpioniche), le alte mura che alloggiavano statue e colonne, i locali dedicati alle varie vasche con acque di diversa temperatura, le ampie stanze riservate all’esercizio fisico (le palestre), i corridoi e le “aule” ancora ricoperte di bellissimi mosaici.

“Le Terme di Caracalla sono uno dei rari casi in cui è possibile ricostruire, sia pure in parte, il programma decorativo originario. Le fonti scritte parlano di enormi colonne di marmo, pavimentazione in marmi colorati orientali, mosaici di pasta vitrea e marmi alle pareti, stucchi dipinti e centinaia di statue e gruppi colossali, sia nelle nicchie delle pareti degli ambienti, sia nelle sale più importanti e nei giardini.” (http://archeoroma.beniculturali.it/siti-archeologici/terme-caracalla).

Fra le tante curiosità, anche dei brani di marmo sui quali sono incisi dei segni: probabilmente una sorta di segnapunti per uno dei tanti giochi che i frequentatori delle terme erano usi fare per trascorrere il tempo a bordo piscina.

Infine le Terme erano dotate di un complesso reticolo di ambienti sotterranei, nei quali si trovavano i diversi locali di servizio, necessari alla pratica gestione dell’edificio e dell’intero complesso termale.

Nonostante la giornata grigia e piovosa, posso dire che è stata un’altra appassionante ed interessante giornata di visita.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...