Italia Minore: Tuscolo

E’ Silvia, la nostra giovane guida, laureanda in archeologia, che ci conduce attraverso le rovine e la storia di Tuscolo. Silvia fa parte del Gruppo Archeologico Latino “Latium Vetus”; gruppo che gestisce le visite guidate, attività didattiche e collabora ad attività di scavo e di ricerca archeologica.

In verità cose da vedere ce ne sono poche, ma Silvia, con il suo fluente racconto ci fa vedere cosa è nascosto sotto il terreno, quali templi ricopre il sottile strato di erba, quali sacelli si ergevano dove ore lievi tracce di muri in “opus reticulatum” si affacciano al sole.

E ci racconta dello strano destino di questa città e di questo territorio.

Un territorio fertile e ricco, una terra ubertosa, buona da coltivare; un territorio attraversato da greggi transumanti, ricco di acque. Giocoforza divenne fin dalla preistoria luogo di insediamento per primi villaggi e, più tardi, luogo di mercato e di commercio; primo passo per la costituzione di un insediamento urbano sulla collina, del quale rimangono tracce risalenti già al X secolo a.c.

Ai due lati, due strade, inizialmente tratturi, poi diventate importanti vie di comunicazione: la via Latina e la via Labicana.

In questo territorio tra i settecentomila e i seicentomila anni fa insisteva un grande vulcano, il Vulcano Laziale. Le diverse e successive fasi eruttive conformarono il territorio come oggi lo possiamo “leggere” dalle creste del cratere, le colline che si alzano leggermente sulla pianura e che offrono la vista di un paesaggio dolce e bellissimo, rigoglioso, punteggiato di verde intenso, seppure in una stagione di pieno autunno.

Silvia ci mostra le fondamenta di un edificio risalente al VI secolo a.c, probabilmente le basi di un tempio cui si arrivava percorrendo una delle strade che dalla valle conducevano fin sulla collina. Grandi blocchi di pietra quadrata, privi di malto o di calce, sono collocati in perfetto ordine a sostenere, si ipotizza, un luogo di culto molto antico.

Il basalto della strada di accesso (sicuramente più tardo), è ancora in buone condizioni e fiancheggia alcuni ruderi che costituivano una grande ninfeo. Solo una parte di questi ruderi è visibile; una porzione più consistente è stata portata alla luce dal gruppo di archeologi spagnoli che qui lavora da alcuni anni; studiato, catalogato, è stato successivamente ricoperto al fine di preservare tali ruderi da possibili ulteriori danni del tempo e degli uomini.

Altre parti di scavi sono tenuti ricoperti per analoga ragione in altre zone del grande parco archeologico. Grande perché questo luogo divenne presto una importante cittadina del lazio con rapporti stabili e frequenti con gli altri popoli della zona, con le popolazioni etrusche e con altri popoli italici.

Le origini della città sono (come sempre) mitiche. Ciò che invece è ben documentato è il ruolo e l’importanza di Tuscolo. Esso infatti partecipò alla Lega Albana, la federazione dei popoli latini nata per contrastare il crescente predominio romano, e quando Alba Longa venne distrutta dai romani, si mise a capo della Lega Latina, contrastando fortemente l’espansionismo romano.

In tale veste non solo ospitò l’ultimo re di Roma (Tarquinio il Superbo), cacciato dalla città, ma promosse una nuova guerra che si concluse con la battaglia di Lago Regillo (499 o 496 a.c.) e l’affermarsi della supremazia romana. E’ in questa occasione che il mito si riaffaccia in forme quasi plastiche: alla vigilia della battaglia, infatti, si tramanda che i Dioscuri, protettori di Tuscolo e della Lega Latina, furono visti abbeverare i loro cavalli in Roma, segno evidente del loro appoggio alla repubblica romana e alle sue truppe. (Costantino non fu certo il primo ad utilizzare la religione per i suoi scopi bellici).

Seguirono fasi alterne di alleanze e contrapposizioni fino a che, nel 381, Tuscolo divenne municipio romano. Da allora la città si arricchì e si abbellì di costruzioni e di monumenti, la città fu ampliata, fu realizzato un ampio Foro, ingrandito (a più riprese) il teatro, costruiti nuovi templi. E benché la realizzazione della via Appia avesse modificato il percorso delle merci, dei viaggi e dei commerci, rendendo Tuscolo marginale rispetto ai grandi flussi di traffico, la città ricevette un poderoso impulso nel dare ricetto a numerose “villae” di nobili e patrizi romani, che ne apprezzavano il clima, l’ambiente, la dolcezza e la bellezza del paesaggio.

Ancora oggi si arriva al sito dell’antica città percorrendo una strada che attraversa boschi di lecci e di castagne, ampi spazi erbosi, dolci declivi.

Di questo passato Silvia ci racconta, mostrandoci i segni di un altro tempio, anche questo scavato, studiato e ricoperto. Si vedono le basi delle colonne, l’ampia area del fronte del tempio, si intuisce la sua estensione e la sua grandezza. La stessa grandezza, l’ampiezza e la “magnificenza” della città, la si comprende anche nel vasto teatro, capace di ospitare tra le millecinquecento e le duemila persone e per l’ampliamento del quale venne adottato un particolare sistema che permetteva il passaggio sulla strada pubblica attraverso un corridoio coperto, realizzato al di sotto della ampia gradinata.

Altri templi, più piccoli, sono facilmente individuabili per la presenza, nella zona antistante ai ruderi, di aree, zone e pietre facilmente identificabili come luoghi per le offerte e i sacrifici rituali.

Appassionata e appassionante, Silvia ci conduce ancora a visitare una cisterna per la capostazione delle acque (una fontana arcaica), una porzione delle vecchie mura, le canaline di scolo necessarie a tenere pulita l’area del Foro.

E poi ancora ci racconta la decadenza della cittadina con il disfacimento politico ed economico dell’impero, e la sua parziale rifioritura dopo l’anno mille, quando, con i Conti di Tuscolo, la cittadina conosce un periodo di rinascita. Sulla collina viene costruita una rocca e l’abitato si estende dentro ed anche fuori dalle mura.

Si tratta di un periodo lungo, durato circa tre secoli, durante il quale si alternano alleanze e contrasti con Roma, il papato, l’impero. Ognuno interessato a far valere i propri privilegi e le proprie prerogative e tutti in danno alla popolazione della cittadina.

La parola fine viene messa il 17 aprile del 1191, quando, dopo un attacco particolarmente violento delle milizie armate romane, Tuscolo, una delle più importanti città della storia del Lazio, viene conquistata, bruciata e completamente rasa al suolo.

L’oblio che ne segue dura fino ai primi dell’ 800, con Luigi Buonaparte (fratello di Napoleone) prima e con Maria Cristina di Borbone (moglie di Carlo Felice di Sardegna). In questo periodo le opere, le statue, i fregi che avevano resistito al riuso nelle costruzioni del circondario o i marmi sfuggiti alla trasformazione in calce, furono oggetto di recupero, ma al contempo furono disperse in varie parti d’ Italia e d’ Europa, tanto che opere provenienti da Tuscolo sono esposte in varie residenze reali o in diversi musei italiani ed europei.

Restano oggi queste rovine, nell’ampio parco della Comunità Montana, e questo gruppo di archeologi e di ricercatori che, alle persone che non certo frequentemente raggiungono questa zona, riescono ad offrire informazioni, nozioni e conoscenze difficilmente reperibili in altro modo.

Si tratta, è vero, di un pezzo di quella Italia che continuiamo a chiamare “Minore”, solo perché esclusa ed esterna ai grandi circuiti ed ai grandi flussi turistici. Aree, zone e territori di grande interesse ed importanza storica che meriterebbero ben altra conoscenza e le cui vicende, le cui vestigia avrebbero bisogno di una maggiore e migliore valorizzazione.

Luoghi, zone, aree, territori che potrebbero contribuire positivamente non solo alla conoscenza e alla cultura, ma anche al reddito, al lavoro e all’economia della zona.

(PS: per contatti, visite guidate, ecc. Gruppo Archeologico Latino “Latium Vetus”, tel 06 9449652)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...