Salerno – 1

Fantasmagorie rutilanti. Migliaia di luci a comporre forme e figure di ogni genere, tipo e colore. Grande sfavillio delle innumerevoli installazioni poste in ogni strada, vicolo e piazza della città. Complesse coreografie luminose sul lungomare, lungo i viali principali fino a quelle presenti nella villa comunale e dedicate principalmente a rappresentare le favole per bambini. Alberi luminosi e alberi illuminati. Una gigantesca ruota panoramica piena di luci multicolori.

Così si presenta Salerno in questo periodo prenatalizio, e così si offre agli innumerevoli visitatori richiamati dalla annuale iniziativa di “Luci d’Artista”.

Stimolati da ricorrenti appelli e dopo annuali rinvii, sollecitati da favorevoli resoconti, ci siamo recati anche noi a Salerno per questa iniziativa.

Senza dubbio si tratta di un avvenimento assai affascinante e che crea un immediato coinvolgimento emotivo. La vicinanza con il Natale induce a lasciarsi affascinare e coinvolgere da quelle centinaia di migliaia di lampadine colorate ed illuminate. Colpisce la spettacolare e suggestiva proposta di opere, figure ed immagini illuminate presenti dovunque. Tuttavia è bene non aspettarsi altro che questo dalla visita; farsi prendere da aspettative di altro genere indurrebbe inevitabilmente alla delusione e alla disillusione e ciò nuocerebbe negativamente nella valutazione complessiva di questo evento che richiama centinaia di migliaia di persone da ogni dove.

Proverò a darvene una rapida descrizione.

Anzitutto la ruota panoramica alta cinquanta metri, accoglie i visitatori; poi, lungo Corso Vittorio Emanuele (la strada principale di Salerno, ricca di negozi), una cascata di luci, lampadari e globi luminosi vi accompagna fino al grande albero di Natale alto ben 27 metri in Piazza Portanova.

La piazza segna l’inizio del centro storico medievale di Salerno, e da qui cominciano le installazioni del Giardino Incantato con coloratissimi fiori giganti (alcuni anche un po’ kitsch per la verità).

Al Duomo angeli in volo, dalle vesti bianche e dorate, danno fiato a lunghe trombe; all’interno, nel cortile antistante l’edificio di culto, giochi di luci. In Largo Campo lunghi fili di luci aeree e alberi luminosi a simulare un giardino d’inverno.

Alla Villa Comunale spettacolari ricostruzioni di luci illustrano brani di favole per bambini: c’è il galeone di Capitan Uncino, la Balena di Pinocchio, la carrozza fatata di Cenerentola, la teiera e le tazze di Alice nel paese delle meraviglie ed ancora altre figurazioni.

Tornando indietro e percorrendo il lungomare, zeppo di bancarelle, quella che a me è sembrata (mi scuso per questo giudizio che può apparire ingeneroso) l’unica installazione definibile realmente come artistica, rappresenta dei pinguini fermi sugli scogli. Un po’ più avanti (piazza Flavio Gioia), ancora tanti fili volanti di luci configurano un cielo stellato, sulle abitazioni intorno archi luminosi.

Spero di essere riuscito a fornirvi non solo una descrizione fedele, ma anche sufficientemente comprensibile di quanto abbiamo potuto vedere.

Per chi volesse recarsi a Salerno per una visita in questo periodo, sconsiglio vivamente l’uso dell’auto nel centro cittadino. Fermatevi allo stadio Arechi (le indicazioni sono abbastanza precise, seguite l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, uscita di Pontecagnano); da lì con i bus navetta nei giorni festivi o con la metropolitana raggiungete il centro cittadino e visitate la città. Gli orari sono abbastanza comodi ed utili a tale scopo.

Per quanto mi riguarda, la visita della città, di alcuni dei suoi luoghi storici, posso dirlo con grande serenità, è stata molto più interessante e ricca.

A cominciare dal Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana.

Il Museo è allestito in una piccola chiesetta del centro storico. Guardando i video che vengono trasmessi viene ricostruita la storia della Scuola Medica Salernitana, una istituzione che si può correttamente definire come antesignana delle università di medicina. Conosciuta e rinomata in tutto il mondo occidentale a partire dall’anno mille, fu istituzione fondamentale per la conoscenza e la diffusione dei principali rudimenti di questa scienza per molti secoli.

Il racconto che si dipana attraverso i vari video, racconta i temi e i protagonisti di una pagina straordinaria ed importante della cultura e della scienza in quei secoli, che videro la scuola di Salerno primeggiare per cultura, conoscenza ed insegnamento della materia. Un ricco apparato iconografico, recuperato dai manuali e dalle miniature del tempo, completa in maniera interessante e didascalico i testi.

Particolare assai interessante è che la scuola, a quei tempi, ammetteva le donne alla stessa stregua degli uomini!

Il racconto mette anche in evidenza come la scienza medica dell’epoca dava precise indicazioni sulla necessità di intrecciarsi con la conoscenza e l’anamnesi del paziente, concetto che ancora di recente e non completamente viene tenuto presente e costantemente applicato.

Si evidenzia anche lo stretto collegamento tra la scienza medica e la interpretazione del mondo circostante. La scuola, infatti, si ispirava fondamentalmente ai principi affermati da Aristotele il quale affermava (mi perdoneranno i filosofi del mio banale riassunto) che l’armonia è il principio generale, la malattia è la perdita di armonia e che compito della medicina è ristabilire l’equilibrio perduto.

Ma la Scuola Medica di Salerno costituisce anche un fondamentale documento della importanza basilare di recuperare tutte le conoscenze possibili, indipendentemente dalla loro provenienza e dalla loro fonte. Concetto che, all’epoca, in una realtà fortemente parcellizzata, con un potere centrale in dissoluzione (l’impero romano era ormai scomparso), in presenza di spinte centrifughe in ogni direzione, nel pieno di continui e costanti conflitti, non era certo un concetto facile da affermare.

All’origine leggendaria della scuola, infatti c’è il racconto dell’incontro di quattro grandi maestri: un ebreo, un arabo, un greco e un salernitano. Dall’unione dei loro saperi avrebbe avuto origine quella scuola la cui fama avrebbe pervaso l’intero occidente.

D’altra parte, anche se in parte solo fantasioso, questa leggenda ci parla anche della straordinaria importanza che Salerno aveva raggiunto in quel periodo.

Infatti, dopo essere stata colonia marittima romana, Salerno aveva conosciuto un periodo di importante risveglio con i longobardi di Arechi II, che l’avevano scelta non solo come capitale del nuovo stato, ma soprattutto come importante centro nel cuore del mediterraneo, con un ruolo strategico nei traffici commerciali e culturali.

Questo ruolo si conservò anche in epoca normanna e ricevette ulteriore impulso con gli Svevi e con Federico II, il quale, pur stabilendo la capitale in altri luoghi, potenziò ulteriormente la funzione della Scuola Medica di Salerno, ampliando ed arricchendo gli scambi culturali e scientifici, favorendo l’interscambio culturale.

La traduzione di testi dall’arabo, l’ulteriore incremento degli scambi commerciali con la Terrasanta, l’Africa e la Spagna, il dinamismo culturale del regno infusero il massimo splendore e valore alla Scuola, la cui produzione scientifica raggiunse livelli di altissima qualificazione.

(1 – continua)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...