Salerno – 2

L’intreccio tra diverse culture che si possono utilmente rilevare nella storia e nella tradizione assai importante della Scuola Medica di Salerno e che ho cercato di delineare nella prima parte di questo scritto dedicato alla visita di questa bella città della Campania, si ritrova peraltro anche in altri monumenti della città, a cominciare dal Duomo.

Questo si preannuncia già con il campanile della prima metà del XII secolo, le cui caratteristiche si ritrovano in altri consimili della costiera amalfitana. Come non ricordare a questo proposito proprio il bellissimo campanile di Amalfi.

Il campanile del Duomo di Salerno è a pianta quadrata, con tre ordini di bifore e termina in alto con un corpo cilindrico decorato con archi intrecciati. E’ un esempio importante della fusione araba e normanna di quel periodo.

Alto 52 metri, offre l’impressione di una altezza superiore, essendo collocato in cima alla strada in salita che porta al Duomo.

Quest’ultimo è davvero una struttura di grande interesse e bellezza.

Al complesso si accede salendo una scalinata settecentesca ed attraversando un portale romanico dell’ XI secolo.

La costruzione fu infatti voluta da Roberto I il Guiscardo, in epoca normanna quindi, e dall’arcivescovo Alfano, un longobardo ammiratore della cultura greca.

Roberto fu detto il Guiscardo e cioè l’Astuto; era giunto in Italia nel 1047, ma già nel 1059 si era imposto come il vero dominus nell’Italia meridionale, riuscendo in breve tempo non solo a sconfiggere longobardi, bizantini ed arabi, ma anche ad unificare sotto di sè l’intero regno. Ne ricevette l’investitura dal papa, dopo una fase di conflitti e di contrapposizioni, che, alla fine si tradussero nella protezione al papato stesso contro l’imperatore.

L’arcivescovo Alfano era un personaggio eclettico: scrittore, architetto poeta, fu anche medico della Scuola Medica di Salerno della quale abbiamo parlato diffusamente nella prima parte di questo scritto dedicato a Salerno. Soprattutto fu uno dei principali esponenti della intellettualità benedettina nel medioevo.

Convergenze strategiche, ma anche l’importanza fondamentale assunta da Salerno in quell’epoca portarono alla decisione di edificare (o meglio riedificare) questa chiesa.

Il Duomo fu infatti costruito sopra una precedente basilica paleocristiana, a sua volta realizzata sulle rovine di un tempio romano.

Bellissimi i due leoni ai lati dell’ingresso (in realtà un leone e una leonessa). Le raffigurazioni di animali sono numerose in questa chiesa, ricorrono spesso, infatti, lenocini cavalli, centauri, ma anche una scimmia e degli uccelli.

Superato l’ingresso si accede ad un quadriportico, che precede l’edificio di culto. Esso è composto da 28 colonne di età classica, variamente recuperate e sormontate da archetti con moduli arabescanti. Al di sopra un loggiato sorretto da colonnine, tutto bifore e pentafore, offrono un insieme di grande delicatezza e bellezza. Lungo il loggiato sono presenti numerosi sarcofagi, tutti di età classica, riutilizzati nel corso del tempo.

La facciata della chiesa presenta tre portali; quello centrale e di maggiori dimensioni, in marmo e risalente all’epoca di costruzione della chiesa, presenta nello stipite, ricche decorazioni a motivi floreali ed animali.

L’interno della chiesa è stato molto rimaneggiato. Tuttavia restano alcuni notevoli segni della originaria realizzazione. Di questi rimarchevoli sono i due amboni, risalenti alla fine del XII secolo.

L’uno, quello sulla destra, è sorretto da dodici colonnine, e sulle facciate laterali è decorato con splendidi intarsi bizantineggianti. Sul fronte affacciato verso la navata centrale, un alto e coevo candelabro per il cero pasquale finemente lavorato.

L’altro ambone, sul lato sinistro, è di dimensioni minori, ma non certo meno bello. Sorretto da quattro colonne con capitelli finemente intarsiati. Anche in questo caso i pannelli laterali sono decorati a mosaico.

Il transetto è assai ampio, e la pavimentazione, a rombi, quadrati e losanghe, risale anch’essa al XII secolo.

La chiesa è a tre navate e ciascuna di esse si completa con un’abside (dopo lo spazio del transetto. Le due absidi laterali sono decorate con mosaici bizantineggianti.

Interessanti sono i rapporti numerici esistenti tra le diverse parti della chiesa. “I rapporti esistenti fra i corpi costituenti la chiesa indicano come riferimento basilare la lunghezza del transetto, uguale a 15,80 metri. La lunghezza della chiesa, pari a 79 metri, è esattamente cinque volte il braccio del transetto. La larghezza della chiesa, nonostante le trasformazioni barocche, è uguale a circa il doppio, cioè 31,6 o 31,8 metri. L’altezza è uguale a 23,70 metri, cioè una volta e mezza. La profondità dell’abside è uguale a 7,90 metri, la metà del transetto, mentre le absidi laterali sono la metà di quella centrale e misurano 3,85 metri, un quarto.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Salerno).

Grande stupore proverete accedendo alla cripta sottostante la chiesa. Opera barocca di grande splendore; ne sono rimasto colpito, nonostante non sia un ammiratore di questo particolare genere. E’ totalmente decorata con marmi, intarsi e pietre dure. Le decorazioni si inseguono dappertutto: sulle pareti, lungo i pilasti sul soffitto. Affreschi ricoprono ogni altro spazio lasciato libero. Al centro due altari contrapposti con statue bronzee. Un tripudio di colori, figure, disegni, intarsi, foglie e fiori.

Usciti dalla chiesa, abbiamo raggiunto l’ultima tappa della nostra visita: il Museo Archeologico Provinciale.

In ordine cronologico il Museo offre un ampio affresco delle attività di ricerca e di scavo di un’area che copre gran parte della ampia provincia salernitana, particolarmente della zona tra Sarno e Sele.

Particolarmente interessante è la raccolta di reperti di epoca preistorica, con i corredi sepolcrali tipici della zona. Si tratta di vasi decorati a triangoli sovrapposti, cui si affiancano, a partire dall’ VIII secololo a.c., ceramiche a decorazione geometrica e di produzione corinzia. Sono anche presenti materiali che confermano l’influenza etrusca in questa area.

Purtroppo la più importante testimonianza della fase romana, la preziosa testa bronzea di Apollo, non abbiamo potuto vederla, perché attualmente in prestito per una mostra sul Mediterraneo che è in corso in Cina.

In ogni caso credo di poter affermare che anche in questo caso la visita a Salerno ci ha offerto la possibilità di altre importanti, utili ed interessanti conoscenze che, spero, possa soprattutto sollecitare la voglia di effettuare anche voi, se non lo avete già fatto, un viaggio in questa simpatica e dinamica cittadina della sempre ricca e vivace regione campana.

Ci sono altre testimonianze storiche ed architettoniche a Salerno, ma per il momento vi abbiamo rinunciato, non per sottovalutazione, ma rinviandone la conoscenza ad una prossima occasione.

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