Verona – 3

Verona è la città degli Scaligeri. Di questi, e soprattutto dei grandi monumenti che hanno lasciato, parlerò nel presente scritto .

Gli Scaligeri (o della Scala), furono una famiglia ricca e potente che governò Verona e gran parte del Veneto, ininterrottamente per centoventicinque anni, dal 1262 al 1387. La loro ricchezza proveniva dalla lana; Jacopino, agli inizi del ‘200, divenne Vicario imperiale, ma fu con la nomina di Mastino I a Capitano del Popolo, nel 1262, che la famiglia si impone sulla città e sul suo circondario. (http://www.verona.net/it/storia/la_famiglia_della_scala.html).

Conquistò rapidamente una serie di territori (fino a Trento), ed appoggiò apertamente l’imperatore Corradino di Svevia, tanto da essere scomunicato dal papa; gli successe il fratello Alberto che amplio il controllo sul territorio fino a Mantova, Brescia e Padova, e poi ancora Parma, Reggio, Vicenza, Feltre e Belluno. In questo periodo si ebbe l’effettivo passaggio dal Comune alla Signoria. I figli di Alberto governarono per un decennio la città, e, alla morte dei fratelli assunse il potere Cangrande che per vent’anni fu signore della città, “illuminato e rispettato”. (ibidem).

Fu un periodo assai intenso, durante il quale la corte di Verona divenne un “protettorato” per molti fuoriusciti ghibellini che qui trovavano rifugio; un punto di riferimento per intellettuali ed artisti; un posto nel quale si realizzavano grandi opere (Castelvecchio, il Ponte scaligero, le Arche). Ma al contempo si riduceva il territorio controllato dalla signoria, stretto da una potente alleanza tra Venezia e Firenze. Alla fine di questo lungo periodo, gli Scaligeri furono definitivamente sconfitti dai Visconti di Milano e persero definitivamente il potere. (ibidem).

Nel 1405 la città si offrì volontariamente a Venezia.

Di questo lungo periodo restano tracce evidenti nel tessuto urbano e nei più importanti luoghi ed edifici di Verona (https://michelecasa.wordpress.com/2017/05/07/verona-1/ e https:/michelecasa.wordpress.com/2017/05/09/verona-2/), come ho già accennato negli scritti precedenti.

Ma la presenza scaligera resta fortemente ancorata ad alcuni monumenti assai significativi, primi fra tutti le Arche Scaligere, rari esempi di monumenti funerari gotici.

Le Arche si trovano a ridosso della Piazza dei Signori, lateralmente al Palazzo della Prefettura. La più antica, quella di Cangrande I, è posta direttamente sopra l’entrata della piccola chiesa di Santa Maria Antica: su un’altissima cuspide, svetta la statua equestre del condottiero (in realtà si tratta di una copia, l’originale è attualmente conservata al Castello).

Di fianco alla chiesa, entro un recinto sormontato da una cancellata in ferro, le Arche di Mastino II e di Cansignorio. Oltre agli alti baldacchini con bassorilievi, le arche sono decorate con statue di angeli e santi; anche i sarcofagi sono impreziositi da bassorilievi e incisioni.

Devo dire che l’insieme è davvero spettacolare.

Nonostante siano ampiamente conosciute e presenti non solo nei libri specialistici di arte, ma anche in comuni libri di storia, lo spettacolo fornito dalle Arche, con il loro snello svettare tra le costruzioni limitrofe garantisce una immagine difficilmente riproducibile.

Come ho accennato, oltre alla realizzazione delle arche, la signoria scaligera è molto conosciuta per la realizzazione del grande castello, imponente e ben conservato, che si erge sulle rive dell’Adige.

Di castelli, nell’area da loro controllata, gli scaligeri ne eressero molti e con diverse fortune, alcuni di questi si conservano ancora e furono utilizzati come strumenti di difesa per molto tempo anche dopo la caduta della signoria veronese. Isolati, o come parte di sistemi difensivi più complessi, erano sparsi nell’intero territorio governato dagli scaligeri.

Ma sicuramente il complesso più grande, articolato ed organizzato rimane proprio quello di Verona, e si offre in bella vista dalle rive dell’Adige. Al contempo dalle sue mura e dagli spalti si gode una ampia vista sul fiume e sulla città.

Fu realizzato durante la signoria di Cangrande II intorno al 1355, su un luogo che, probabilmente, era stato già utilizzato anche dai romani come sede di un “castrum”. Si trova infatti in posizione favorevole sul fiume ed anche sulla città, in un’ansa del fiume stesso.

La struttura è realmente poderosa, con camminamenti e mura merlate lungo tutto il suo perimetro; un lato, difeso da una cortina di mura ancora più massicce e da torrioni, era destinata anche ad abitazione della signoria; l’altro era aperto verso il fiume e la struttura muraria venne completata in epoca napoleonica.

A garantire un maggiore controllo sul territorio circostante (specialmente quello verso nord), un ponte, con mura e merli, garantiva il passaggio sull’Adige.

Oggi il castello è utilizzato come museo ed è ricco di opere d’arte di grande pregio e valore. Nella presente occasione non ho avuto modo di visitarlo, ma mi riprometto di farlo, per l’importanza e la ricchezza del materiale che vi è custodito.

Devo dire che a Verona, eccettuate le zone più centrali, assalite dalle comitive di turisti, è assai bello passeggiare e godere delle tante abitazioni, case e strutture che sono state realizzate e succedute nel corso dei secoli. Noi abbiamo fatto una lunga passeggiata partendo da san Zeno Maggiore, passando per il Castello Scaligero ed arrivando fino a Ponte di Pietra; per quasi tutto il percorso abbiamo seguito il corso del fiume o ci siamo addentrati nelle strade contigue. In tutti i casi abbiamo potuto godere di scorci assai belli ed interessanti.

Infatti Verona conserva tanti altri luoghi, di minore interesse, ma comunque assai belli e godibili per chi sappia lasciarsi trasportare non solo dall’ansia della conoscenza, ma anche dal piacere della visita e dall’appagamento del gusto.

Così, a conclusione di questa serie di scritti dedicati a Verona, e in attesa di una prossima occasione nella quale avrò modo di completarne la conoscenza, una piccola serie di questi monumenti e luoghi che “minori” sono soltanto perché non inseriti negli itinerari più conosciuti e famosi della città:

Una citazione merita l’Arco dei Gavi (ricostruito), e ricollocato nei pressi del Castello. Si tratta di uno dei pochissimi archi trionfali romani dedicati a privati, la ricca famiglia dei Gavi.

Un’altra è la Porta dei Borsari, posta al termine meridionale di quello che una volta era il decumano massimo. Della antica porta resta oggi solo la facciata esterna a due fornici, completata superiormente da due ordini di finestre. Il nome di Borsari deriva da “bursarii” e cioè gli addetti alla riscossione delle gabelle vescovili.

Infine, ma non ultimo, l’Adige, il fiume intorno a cui è nata e cresciuta questa importante bella città del nord-est. Mi pare di aver percepito un legame profondo tra la città e il fiume, non solo per la frequentazione che i veronesi ne fanno, lungo ambedue le sponde, ma per la cura e l’attenzione che ho trovato sui lungofiume e nelle strade intorno.

Purtroppo, in questo periodo, il fiume sta vivendo un periodo di strana e non abituale “secca”. La sua portata si è preoccupantemente abbassata, forse a causa delle condizioni meteorologiche o forse di altri e più gravi problemi a monte del fiume stesso; e questa non è una buona notizia, né per i veronesi, né per tutti noi.

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