Grecia (3)- Missolungi

Abbiamo intenzione di visitare uno dei monasteri presenti nei dintorni di Arta, prima di intraprendere la seconda giornata di viaggio che ci porterà a Missolungi.

Prendiamo quindi una strada che ci porta a Vlaherna.

Attraversiamo le campagne nei dintorni di Arta, tra gli immancabili oliveti ed alcuni aranceti; le campagne coltivate sono intervallate da alberi di ippocastani e platani, si vedono anche alberi di fichi e di gelsi.

Sul fianco di una collina, poco oltre le poche case del paese, sorge il monastero, circondato da un recinto di pietre. Purtroppo, come spesso accade anche ad alcune chiese in Italia, il cancello è chiuso e il prete, che non risiede sul posto, è l’unico ad averne le chiavi.

Succede, purtroppo, a volte, che le chiese, le quali oltre ad avere una evidente importanza religiosa, hanno anche un valore culturale e quindi universale, non siano visitabili per problemi di carattere pratico ed organizzativo.

Ci dobbiamo quindi accontentare di ammirare la struttura solo dall’esterno, salendo a fatica sul muretto di recinzione (laddove esso è più basso), senza poterne visitare l’interno e il ricco corredo di affreschi lì conservati.

Riprendiamo quindi la strada che ci porta nella parte più interna del grande Golfo di Arta, nel paesino di Amphiloia, posto al centro di una piccola baia, con una spiaggia nella quale si alternano zone sabbiose e zone piene di sassi e rocce.

Il lungomare corre lungo l’intera insenatura, contornato da casette disposte tutte intorno e che salgono leggermente lungo i declivi delle alture che contornano il golfo. In questa zona si arriva dopo aver costeggiato un’alta montagna che su questo lato separa Arta dal suo golfo. Un monte dai fianchi scoscesi, coperti da lussureggiante vegetazione.

Abbiamo poi attraversato una ampia zona pianeggiante, con molti alberi che contornano numerose attività produttive agricole. Abbiamo incontrato contadini a bordo di grossi motori agricoli e, saltuariamente, lungo la strada, occasionali vendite di prodotti, arance e fragole, soprattutto.

Un bel vento fresco corre lungo la baia e rende piacevole fermarsi sotto gli alberi, sulla spiaggia, nonostante il sole splenda senza nuvole nel cielo.

Anche in questo caso ci fermiamo in un ristoranti sul lungomare e mangiamo i tradizionali piatti di pesce. Una menzione particolare merita un piatto di sardelle cucinato alla maniera del luogo: le sardelle sono cucinate con pomodoro, aglio e origano in tegame. Un sapore assai ricco e gustoso. Buono anche il dolce: una alvà farcita con amarene.

Ritengo utile anche sottolineare una buona abitudine che ho potuto verificare in tutti i locali dove ci siamo fermati nel corso del nostro viaggio: sempre, alla fine del pasto, ci è stato offerto un dolce o della frutta, senza per questo aggravare un conto che non ha mai superato i cinquanta euro (per quattro persone).

A volte il dolce era buono, altre volte meno, ma in ogni caso penso sia un elemento di riguardo verso l’ospite da valutare positivamente, come anche l’abitudine di portare l’acqua fresca al tavolo per tutti i commensali, qualunque sia la consumazione ordinata, anche se solo per un caffè “greco”, o per una sola birra.

Attraversiamo ancora una pianura, questa volta assai estesa che riporta fino a Missolungi. Non è una valle, come è caratteristica della Grecia, è proprio una pianura attraversata da alcuni fiumi e che presenta anche dei laghi (in alcune zone addirittura impaludati). Attraversiamo tutto l’Etilico percorrendo autostrada e superstrada. L’ampia pianura è intensamente coltivata e solo in lontananza si scorgono i rilievi montani che la contornano.

Arriviamo a Missolungi e la superiamo per raggiungere una località vicina: Krioneri, dove alloggeremo.

Un enorme masso erratico, una montagna enorme si spinge sul mare, e alle sue basi è situato il nostro alloggio che per metà guarda sul monte e, dall’altra parte si apre sul mare, per la precisione sul grande Golfo di Patrasso, la parte finale del Golfo di Corinto, che ormai quasi confonde le sue con le acque dell’Adriatico.

E’ davvero impressionante stare su una piccola spiaggia come quella su cui si affaccia la nostra abitazione, ed avere il fianco ripido e scosceso di una montagna che si erge immediatamente alle vostre spalle, richiedendo di guardare molto, molto in alto per poterne vedere il limite superiore.

Ci sistemiamo per una breve sosta sulla spiaggia di Krioneri (attenzione, perché ci sono molte località con questo nome in Grecia), di fronte abbiamo il mare, limpido, trasparente, verde e, più lontano azzurro; dietro di noi l’immenso masso.

Poi ci dirigiamo a Missolungi per una rapida visita.

L’area tra Krioneri e Missolungi è intensamente coltivata. Produzione di olivi, ma anche di ortaggi e soprattutto di frutteti si susseguono in campi ordinati lungo il litorale e tra questo e i rilievi circostanti.

La cittadina di Missolungi non gode di particolare fama, né di monumenti consistenti.

Essa è al fondo di una baia dalle acque poco profonde, ed è separata dal mare, distante sette chilometri, da una laguna paludosa, dove, ci dicono, nidificano i fenicotteri. Vari isolotti delimitano la baia. Noi non siamo arrivati fino ad essi, ma, dopo aver attraversato la cittadina, ci siamo fermati sul porticciolo che, una volta, accoglieva la gran parte delle attività economiche del luogo.

Indugiamo a lungo, senza alcuno scopo preciso, godendoci la sera incombente, il languido tramonto, lo sciabordio dell’acqua.

Missolongi non ha da narrare grandi avvenimenti storici se non quelli legati, più per importanza politica che militare, al suo assedio da parte degli ottomani e alla morte di Lord Byron.

Infatti fu infatti assediata più volte dagli Ottomani durante la guerra di indipendenza greca, nel 1822, nel 1823 e, infine, tra il 1826 e il 1827, quando la città fu presa. Quest’ultima sconfitta fu accompagnata da un ingente contributo di sangue, infatti delle 7.000 persone che tentarono la sortita, solo 1.800, tra uomini e donne, riuscirono a lasciare indenni la città.

L’episodio non era decisivo per le sorti del conflitto, ma i fatti ebbero grande risonanza in occidente, anche perché nel corso di quello specifico conflitto, a causa della febbre, morì, proprio nelle paludi di Missolungi, Lord Byron, che era giunto lì per dare sostegno agli insorti.

I due avvenimenti crearono uno slancio dell’opinione pubblica a favore della liberazione e della costituzione dello stato greco, non solo tra intellettuali e liberali, ma anche nelle consorterie dei più importanti stati europei.

Consumiamo la cena sul terrazzino del nostro alloggio.

Una piacevole serata, sotto un cielo carico di stelle, pronti a riprendere, il giorno successivo, il lungo itinerario che ci porterà oltre lo stretto di Corinto, nel Peloponneso, meta centrale del nostro viaggio in Grecia.

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