Verona – 5

Benchè in grande parte totalmente integrata nelle costruzioni successive, a Verona la città romana è ancora rintracciabile, leggibile è il suo impianto strutturale, visibili i resti di importanti vestigia storiche e artistche.

Infatti, non solo il sistema di strade e piazze del centro di Verona è rimasto sostanzialmente immutato rispetto a quello impiantato in epoca roman, ma sono anche numerosi i monumenti che hanno retto all’opera del tempo e dell’uomo.

L’Arena (della quale ho già parlato in https://michelecasa.wordpress.com/2017/05/07/verona-1/) è senza dubbio il più conosciuto e famoso di questi monumenti, ma ve ne sono altrettanti di grande bellezza ed suggestione.

Si può cominciare dall’ Arco dei Gavi, una costruzione del I secolo, ricostruita con i materiali originari, di fianco alle mura di Castelvecchio. Si tratta di una costruzione assai rara, in quanto è uno dei pochi archi romani dedicati a privati. I Gavi erano infatti una ricca famiglia veronese di epoca romana, il loro nome, oltre che alla realizzazione dell’arco, si trova inciso anche in una iscrizione nell’Arena; provvidero, inoltre alla costruzione di un acquedotto cittadino.

Si prosegue in direzione del centro, passando sotto gli archi della Porta de Borsari e seguendo il percorso dell’antico decumanus maximo, si arriva nelle piazze centrali, che costituivano, anche in epoca romana, il centro della città.

In quest’area non ci sono monumenti che abbiano resistito al sovrapporsi del tempo e dell’opera dell’uomo.

Le antiche strutture romane ricompaiono, però, appena si raggiunge l’Adige, all’altezza della sua ansa più settentrionale. Qui è il Ponte della Pietra, che scavalca il fiume con le sue arcate e conduce alla zona forse di insediamento più antico della città; una zona comunemente nota come Veronetta, ma non priva di fascino e di numerosi luoghi di interesse.

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Questa è un’area nella quale sono registrati i primi insediamenti delle popolazioni autoctone; in questa zona venne eretta l’acropoli romana, qui sorsero le prime chiese paleocristiane. Nel medioevo, dopo le consuete spoliazioni di edifici e monumenti, qui sorsero chiese ed abitazioni.

Difatti, alcuni luoghi di cui vi parlerò, sono proprio chiese ed ex conventi.

La visita all’ Area archeologica del Teatro Romano è veramente utile e consiglierei di non perderla in occasione di un viaggio a Verona. Ho notato, purtroppo, che invece i grandi flussi turistici non sono soliti frequentare questo lato dell’Adige.

La visita comincia dalla zona della grande cavea, in gran parte ancora visibile nel suo ordine più basso; al di sopra si elevavano altri due ordini di sedili, totalmente addossati al fianco della collina soprastante ed anche piuttosto ripidi. A coronamento, con l’utilizzo di materiali di recupero trovati in loco, è stata ricostruita una serie di arcate che completano l’ intera area destinata appunto al teatro. Notevole è anche la zona dell’orchestra, nella quale si trovano brani della pavimentazione antica, come pure il fondale, i cui massicci ruderi confermano l’esistenza di una robusta struttura di notevoli dimensioni.

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Giungere alla sommità della cavea, percorrendo le alte scale di pietra, non è propriamente agevole, ma la fatica necessaria è compensata dalla imperdibile visita al Museo Archeologico. Il Museo è allocato nei locali dell’ex convento di san Girolamo, la cui costruzione risale al XV secolo.

Qui, nella gradevole cornice di una costruzione ben ristrutturata, sono esposti reperti di epoca romana di notevole valore ed importanza.

Colonne, capitelli, stele, brani di epigrafi, iscrizioni, sono esposte nel cortile e nel chiostro; mosaici, tra cui uno assai avvincente di una battaglia tra gladiatori, nella piccola chiesa; marmi, statue e testa di statue, nei locali dell’ex convento.

Ma la cosa che più mi ha colpito, è stata la presenza di numerosi pezzi in bronzo, o parti di bronzi, recuperati ed esposti. E’ difficile trovare tanti pezzi bronzei; di solito questo è il primo materiale che viene recuperato e riutilizzato per scopi differenti. Qui ce ne sono molti ed assai belli.

Lasciato il museo archeologico e ridiscese con attenzione le ripide scale, abbiamo proseguito la nostra visita su questo lato dell’Adige, facendo uno stimolante incontro.

Ci eravamo recati presso una delle chiese che sorgono su questa sponda del fiume, una chiesa romanica, dedicata a santo Stefano, la cui fondazione risale al VI secolo. Questa chiesa ha catturato il nostro interesse per varie ragioni.

Anzitutto il fatto di avere, sia nel transetto assai sopraelevato rispetto al piano della chiesa, sia nella cripta sottostante, dei deambulatori (ovviamente di età successiva alla fondazione della chiesa stessa). Poi una serie di affreschi, solo in parte conservati, assai belli, risalenti ad un periodo paleocristiano ed alto medievale.

Ma la cosa più coinvolgente, è che in questa chiesa, come nelle altre quattro di questo lato del fiume, è in corso una iniziativa promossa dalla diocesi di Verona, per un itinerario “ambientale, artistico e spirituale”, che punta alla conoscenza ed alla divulgazione dei tesori presenti in questa zona della città.

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Il progetto è denominato “Verona Minor Hierusalem”. Sul depliant che illustra l’iniziativa è scritto che “E’ una esperienza unica dedicata a chi ama farsi sorprendere da tesori intimi e naturali”. Si avvale della collaborazione di volontari che garantiscono l’accoglienza e la guida all’interno delle cinque chiese che sorgono su questo lato della città di Verona. Inoltre “Fa riferimento a un piano urbanistico medievale che considerava alcune chiese della città di Verona in parallelo a luoghi della Terra Santa mete di pellegrinaggio”.

Noi, oltre alla chiesa di santo Stefano, siamo riusciti a visitare solamente un’altra: san Giorgio in Braida. Anche questa chiesa è assai gradevole. E’ posta proprio lungo il fiume, ad una sola navata, con il tetto a botte.

All’interno il Martirio di san Giorgio, tela del Veronese; e, in controfacciata, un’altra tela questa del Tintoretto: il Battesimo di Gesù.

Insomma un itinerario assai stimolante per la ricchezza del patrimonio da visitare ed anche per la molteplicità degli spazi di interesse. Il tutto corredato da una brochure sulla quale, oltre alla mappa disegnata dei luoghi, ci sono i nomi e i disegni delle cinque chiese ed uno spazio su cui apporre un timbro al termine della visita a ciascuna di esse.

Le chiese sono (oltre alle due che siamo riusciti a visitare e cioè santo Stefano e san Giorgio in Braida), la chiesa di san Siro e Libera (nella zona del Teatro Romano), la chiesa di santa Maria in Organo e quella di san Giovanni in Valle.

Se torneremo ancora a Verona, sicuramente completeremo questo “giro”, ma ci sono ancora tanti posti da visitare e tanti luoghi che ancora non conosciamo e a cui siamo interessati!

Intanto abbiamo concluso il nostro viaggio a Verona con una cena a base di bollito misto, molto buono e saporito, che quasi quasi andrebbe scritto con le lettere maiuscole, al pari di un luogo di cultura o di un sito archeologico; anche perché accompagnato da una salsina tipica fatta a base di midollo di bue! Ed ovviamente, del buon vino rosso.

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