Puglia (1) – Bitonto

Bitonto, come molti altri centri pugliesi, fu originariamente abitata da popolazioni illiriche che si fusero con genti autoctone. Divenne un importante centro della Peucezia, finché entrò nell’orbita della Magna Grecia, in particolare di Taranto.

In epoca romana venne riconosciuta come municipio, quindi con una relativa autonomia. In epoca imperiale di qui passava un ramo della via Appia-Traiana. Di particolare interesse è il fatto che questa città (come molte altre del territorio appulo), manteneva un culto particolare nei confronti della dea Minerva, cui veniva attribuito il dono dell’ulivo, una coltura ampiamente diffusa, già da tempo, in quell’area.

Superata la convulsa fase dell’ Alto Medioevo, con continui passaggi di mano tra Goti, Bizantini, Saraceni e Longobardi, la cittadina conobbe un periodo di rinascita sociale ed economica quando i Normanni si insediarono stabilmente nell’Italia Meridionale. L’olio prodotto in quei territori era conosciuto ed apprezzato in tutto l’Adriatico e in numerosi altri luoghi del Mediterraneo.

IMG_20180519_125529.jpg

Svevi ed Angioini determinarono un ulteriore sviluppo economico e sociale del territorio, anche se durante quel periodo si aprì una fase di forte conflittualità con la città di Bari; una conflittualità che durò a lungo, con fasi diverse, al fine di definire la prevalenza dell’una o dell’altra sulla zona del litorale adriatico e potersi così assicurare la possibilità di più interessanti ed ampi guadagni attraverso la commercializzazione di prodotti e manufatti.

E tra l’XI e il XII secolo venne anche realizzata la cattedrale di Bitonto, uno splendido esempio di maturo romanico pugliese, la principale ragione della nostra visita a Bitonto.

La facciata è veramente splendida.

Realizzata a salienti, è ripartita in tre parti, ciascuna fornita di un portale. La tripartizione è segnata, oltre che dalla differente altezza, da due lunghe lesene che si alzano fino agli spioventi più elevati. La parte centrale ha un portale riccamente scolpito, con un doppio archivolto. Il sovrarco è decorato con foglie d’acanto, ed è sovrastato da un pellicano che simboleggia la generosità della Chiesa (nella leggenda il pellicano offre il suo cuore ai figli affamati). (https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_Bitonto).

Bassorilievi sono nell’architrave, mentre, nella lunetta, è una scultura assai particolare che si ritrova soprattutto nelle icone delle chiese di tipo ortodosso. Si tratta di una Anastasi, e cioè della rappresentazione della risurrezione di Cristo e della sua discesa agli inferi.

Nella parte superiore della facciata, sono quattro bifore: una ciascuna per le due sezioni laterali, e due, affiancate, nella sezione centrale. Qui le bifore sono arricchite da due archetti e due colonnine. Al di sopra delle due bifore, un rosone con sedici bracci; il rosone è completato da un arco sostenuto da due colonne con leoni silofori. L’arco è a sua volta sovrastato dalla scultura di una sfinge.

A sinistra della facciata una loggetta cinquecentesca congiunge la facciata della chiesa con il palazzo De Lerma, un edifico composito che, con altre costruzioni che contornano la piazza, e la barocca guglia dell’Immacolata, forniscono una particolare scenografia.

Ma la parte più interessante si sviluppa sul fianco destro della chiesa. Qui alcune arcate cieche sono sovrastate da sei esafore, completate da colonnine e capitelli scolpiti. Questo finto porticato ha una notevole importanza storica, perché fu da qui che il papa Gregorio IX scomunicò Federico II, accusandolo di essersi accordato con il sultano durante la crociata del 1227, quando cioè l’imperatore si fece incoronare re di Gerusalemme, evitando però di confrontarsi militarmente con i saraceni.

Il fatto non fu senza conseguenze e rinfocolò il lungo conflitto tra la chiesa e la casa di Svevia.

unnamed.jpg

Tornando all’edificio religioso, assai interessante è anche l’interno. Delle tre navate, quella centrale è a capriate lignee dipinte e forniscono un aspetto assai sorprendente; le navate laterali hanno invece volte a vela. Alte colonne che si concludono con archi dividono le navate. Al di sopra degli archi si aprono due lunghi matronei (uno per ciascun lato), ingentiliti da una serie di trifore. Ciascuna delle navate si chiude con un abside.

IMG_20180519_153322.jpg

Ma il pezzo forte, all’interno della chiesa, è lo splendido ambone istoriato che si trova (attualmente) sulla destra della navata centrale. Si tratta di un vero capolavoro artistico, molto fine e riccamente istoriato. Il leggio è poggiato su di un’aquila, a sua volta sostenuta da una cariatide umana.

Molto bella è anche la cripta, un ambiente piuttosto vasto cui si accede scendendo una scalinata delimitata da una balaustra istoriata. L’ampia volta della cripta è sostenuta da numerose colonne (probabilmente di spoglio), con capitelli ognuno diverso dall’altro, a temi diversi: foglie, animali, figure umane.

Ma la vera sorpresa è stata la visita ai resti archeologici portati alla luce da un interessante lavoro di scavo al di sotto della chiesa, che ha permesso la scoperta di numerosi ambienti, attualmente visitabili (ingresso 3 euro) con adeguate passerelle e comode scale che permettono di ammirare in tutta sicurezza le strutture preesistenti alla realizzazione della chiesa sovrastante.

Si tratta di una precedente costruzione paleocristiana e di ambienti altomedievali di diverso utilizzo. Sul pavimento dell’antico edificio religioso sono ben visibili una serie di mosaici. Uno raffigura alcuni pavoni intenti a beccare, ma quello sicuramente più bello ed interessante è un riquadro piuttosto grande (circa tre metri per lato), con al centro un grande grifone. Il mosaico è in eccellente stato di conservazione e si possono ben ammirare i vivaci colori.

IMG_20180519_160210.jpg

C’è poco altro da dire circa la visita alla città di Bitonto, il cui centro storico è troppo spesso rovinato da inserti assai poco belli che deturpano il contesto, da uno stato complessivo di palese degrado e da una non certo soddisfacente tenuta degli edifici e delle strade.

Da segnalare, a contorno di una bella piazzetta, il torrione Angioino (risalente al ‘300), dove ha sede la Galleria Civica di Arte Contemporanea, la seicentesca chiesa barocca di san Gaetano e un delicato loggiato che adorna un lato del Palazzo Sylos Calò (XVI secolo).

IMG_20180519_135002.jpg

Si tratta di un bel palazzo: un ampio vestibolo è contornato da un colonnato coperto e si sviluppa su due piani; apparteneva alla nobile famiglia di origine spagnola (i Sylos Calò) che contribuì all’affrancamento della cittadina dai vincoli feudali cui soggiaceva,

In questo palazzo ha sede la Galleria Nazionale Girolamo e Rosaria Devanna, una interessante raccolta di tele e di oggetti di arredamento.

La Galleria (ingresso gratuito e cordiale accoglienza del personale), conserva dipinti e disegni di vari autori, dal ‘400 fino al XX secolo. Si tratta per lo più di autori napoletani e meridionali, ma non mancano opere di autori provenienti da territori posti oltre i confini degli stati meridionali.

Si tratta di tele dai molteplici soggetti: paesaggi, ritratti, temi epici. Gli autori, come accennato, sono i più vari: Toma, Altamura, Morelli, Pergola, Appiani; un Delacroix, un piccolo quadro attribuito ad Artemisia Gentileschi (una Maddalena), il dipinto di un Monaco Certosino di El Greco, un ovale con la Madonna Immacolata di Luca Giordano.

In conclusione, una bella passeggiata, in un paese del mezzogiorno d’Italia, che, nonostante difficoltà e problemi, riesce ad offrire un degno contributo all’arte e alla cultura, con monumenti di indubbio ed assoluto grande valore, i quali meriterebbero ben altra valorizzazione se venissero degnamente compresi all’interno di appropriati circuiti di visita.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...