Puglia (3) – Trani

Trani.

Che dire? Ci sono vissuto per sei mesi, soggiornando in una delle case del lungomare per ragioni di lavoro, eppure, tutte le volte che ci ritorno, si rinnova la stessa piacevole sensazione di ritrovarmi in un luogo bellissimo, piacevole ed accogliente, illuminato da monumenti semplicemente splendidi.

Già solo l’ansa del porto, quella mezzaluna di acque scintillanti al sole, che riverberano sulle casette e sulle costruzioni che la contornano, passato il molo e una strada di transito che viene opportunamente chiusa al traffico durante alcune ore, costituisce una occasione di visita suggestiva e assai gradevole.

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E anche tutte quelle costruzioni che si stringono intorno al porticciolo, un porto assai importante per il commercio nell’adriatico fino a tutto il XVI secolo, sono da gustare ed apprezzare. Allineate e compatte intorno alla mezzaluna del porto, in mezzo a loro si aprono stretti violetti che ne permettono l’attraversamento. Ma sono varchi limitati che non rompono, visivamente, la compattezza dell’insieme.

Ma poi ci sono i monumenti che la rendono ancora più interessante.

Cominciando dal castello, costruito in epoca sveva, sotto il regno di Federico II. Qui soggiornò anche il figlio Manfredi e sposò, in questo castello, la seconda moglie Elena Ducas.

Un intero lato del castello è costruito sulle rocce, direttamente sul mare, creando così un effetto scenico assai interessante. Il castello chiude, a nord, l’antico perimetro dell’ abitato della cittadina di Trani.

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Sul lato meridionale della cittadina (cioè dalla parte opposta del castello), sempre sul mare, è il Fortino di sant’Antonio, un fortilizio costruito a difesa dell’estrema punta del porto. Inglobata nella struttura è anche un edificio religioso del XII secolo, la chiesa oggi sconsacrata di san’Antonio Abate. Attualmente una parte delle strutture è occupata da un ristorante stellato, il che permette a chi lo frequenta, di pranzare in un ambiente bello e assai gradevole, ma, purtroppo, ne limita la fruizione ad un pubblico più vasto.

E infine, ma soprattutto, la fantastica cattedrale.

L’edificio si erge su un vasto spiazzo prospiciente il mare; è isolato da altre costruzioni, rialzato su una base notevole (costituita in realtà da un’altra chiesa); volge la facciata verso il borgo ed il castello, mentre l’abside è verso il mare. Lo affianca un alto campanile.

Il fatto di essere isolato, di avere come fondale il cielo e il mare, la sua struttura architettonica, il colore chiaro, quasi bianco della pietra, conferiscono all’edificio una impressione di maestosità, ed al contempo di lineare semplicità.

La chiesa è dedicata a san Nicola Pellegrino, da non confondere con il più conosciuto san Nicola venerato nella cattedrale di Bari. San Nicola Pellegrino era un frate vissuto in epoca normanna, cui si attribuiscono numerosi fatti miracolosi e morto a Trani nel 1094.

Recenti scavi archeologici hanno individuato, al di sotto dell’attuale edificio, resti di una costruzione risalente al VI secolo. Su questi resti venne edificata la chiesa di santa Maria della Scala, all’interno della quale venne realizzato il sacello di san Leucio. Al di sopra di queste costruzioni venne infine realizzato (tra il 1159 e il 1186) l’attuale edificio religioso, la splendida cattedrale di Trani. (https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Trani).

Lo stile è quello del romanico pugliese.

Si accede alla chiesa salendo una doppia rampa di scale, attraverso la quale si arriva ad un ballatoio chiuso da una balaustra in pietra. Il ballatoio, così come il piano della chiesa si trovano quindi a cinque metri sopra il livello stradale, cosa che contribuisce a dare slancio verso l’alto all’edificio.

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A questa impressione contribuisce anche il disegno della facciata, con due salienti laterali e una cuspide centrale. La parte bassa della facciata è caratterizzata da una serie di archetti ciechi, in tre dei quali si aprono i portali di accesso.

Quello centrale, non solo è il più grande, ma è anche adorno di rilievi e decorazioni. La porta bronzea, opera del XII secolo, con bellissime formelle in bronzo, è una copia; l’originale è conservato nella chiesa.

Verso l’alto della facciata tre finestre, quella centrale contornata e impreziosita da due colonnine laterali con sculture zoomorfe; al di sopra ancora, incorniciato nella cuspide finale, un bel rosone.

Poggiato sul lato desto della facciata è il campanile che svetta alto (59 metri di altezza), con un originale passaggio a livello stradale, attraverso un arco a sesto tondo; anche il campanile contribuisce a quella impressione di slancio verso l’alto della costruzione.

La decorazione ad archetti ciechi continua anche sui due lati della chiesa e si arricchisce, sul lato destro da due bifore e un rosone, sul lato sinistro da due bifore e una quadrifora. Vista posteriormente la costruzione appare massiccia, alleggerita sola dai semicilindri della zona absidale.

L’interno è assai suggestivo. La navata centrale si erge altissima, sorretta da colonne binate che sostengono archi a sesto tondo. Al di sopra, a destra e a sinistra due matronei e il soffitto a capriate lignee. L’abside sul fondo, semplice e privo di ornamenti contribuisce a dare essenzialità e sobrietà alle linee dell’insieme, fornendo una impressione di purezza e di pulizia.

Le due navate laterali hanno volte a crociera, mentre nel transetto continua la copertura a capriate lignee che è nella navata centrale.

Al di sotto della chiesa, come accennato, vi sono la Cripta di san Nicola Pellegrino (che conserva le reliquie del santo), e la Cripta di santa Maria (che risale alla costruzione precedente); l’insieme corrisponde sostanzialmente alla pianta della chiesa superiore. Da notare il riutilizzo di capitelli romanici in questa zona.

Ancora più in basso, sotto il livello del mare, è l’Ipogeo di san Leucio (nato ad Alessandria d’Egitto e vissuto a cavallo tra il IV e il V secolo, fu anche il primo vescovo di Brindisi).

Tornando alla chiesa superiore, poco o nulla è rimasto dell’originale pavimentazione musiva che ornava la cattedrale.

Questa stupenda cattedrale, attira l’attenzione tanto che quasi esautora gli altri interessanti monumenti di questa bella cittadina. A cominciare dalla chiesa di Ognissanti, le cui absidi sono visibili, strette tra gli altri edifici che contornano il porto; oppure la romanica chiesa di san Giacomo o la barocca chiesa di santa Chiara.

Interessanti sono anche la chiesa di sant’Andrea (XI-XII secolo) e la chiesa di san Francesco costruita sul finire del XII secolo con cupole ad asse. A Trani è anche una sinagoga (trasformata in chiesa cattolica sotto gli angioini, ed oggi sede museale (a Trani vi erano ben quattro sinagoghe).

Vari palazzi di epoche successive si incontrano nell’abitato, passeggiando lungo le strade e i vicoli del centro storico.

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