Bassano del Grappa

L’immagine, più che la storia, di Bassano del Grappa è legata alla presenza del grande ponte in legno che unisce le due rive del Brenta: Ponte Vecchio o come viene chiamato, il Ponte degli Alpini. La struttura in legno resiste meglio (per la sua relativa elasticità), alle piene del fiume. Il tentativo, fatto più volte, di realizzare un ponte in pietra è miseramente fallito proprio per queste difficoltà tecniche.

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Per tale ragione, nonostante le distruzioni determinate da eventi bellici o per le piene del fiume, il ponte è stato ricostruito sempre in legno e con le medesime tecniche per ben otto volte: la prima nel 1450, l’ultima nel 1948.

Ancora oggi il ponte è transennato, interessato ad un lungo lavoro di ristrutturazione e consolidamento, tanto che è vietato avvicinarsi ai parapetti, difesi da una lunga teoria di reti che tengono turisti e visitatori a distanza di sicurezza. Molto più facile, relativamente, è ammirarne il complesso dalle sponde del Brenta o dalle finestre e dai balconi dei locali che sono nelle vicinanze, su ambedue i lati del fiume.

Ma Bassano, ed è stata una piacevole scoperta, non è solo il Ponte; al contrario presenta alcuni luoghi assai belli e, oltre alla grappa che fa la parte della padrona di casa, offre numerosi ed importanti punti di interesse e opere d’arte di pregio.

Si comincia dalla centrale piazza della Libertà, sulla quale si aprono due edifici storici, anche se ampiamente rimaneggiati: la Loggia del Comune con il suo orologio e il fronte affrescato (opere realizzate tra il ‘400 e il ‘500), e la chiesa di san Giovanni Battista.

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Quest’ultima, realizzata nel 1300, fu completamente trasformata e modificata alla fine del 1700, ruotando di novanta gradi il suo asse e portando il fronte sulla piazza.

Da un angolo di piazza della Libertà si accede alla piccola ma assai caratteristica piazza Monte Vecchio, mentre, sul lato opposto, si passa in piazza Garibaldi. Questo ampio spazio, contornato di eleganti edifici, è abbellita dalla presenza di una Torre Civica, realizzata nel XIV secolo sopra le strutture dell’antico fortilizio e portata all’altezza di 42 metri.

Sul lato opposto è l’ampia ed alta fiancata della chiesa di san Francesco, dalle forme romano-gotiche realizzato tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300, durante il governo degli Ezzelino.

Da segnalare l’elegante protiro ( vale a dire un piccolo portico che copre l’ingresso alla chiesa), sostenuto da agili colonnine e con una volta a botte; nella lunetta sopra la porta d’ingresso, è una Madonna con Bambino e santi.

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Di poco sulla destra del protiro, una Annunciazione quattrocentesca dalla curiosa iconografia, lontana da ispirazioni ortodosse. Infatti l’Annunciazione è raffigurata secondo l’eresia valentiniana con il Bambino già formato che vola dallo Spirito Santo verso il grembo di Maria. L’affresco fu realizzato da Battista da Vicenza nei primi decenni del ‘400.

 

Quella Valentiniana è stata una corrente eretica ispirata da Valentino, un teologo e filosofo del II secolo d.C., originario dell’Egitto e fautore di una delle tante correnti di pensiero che si sviluppavano intorno e a partire dalla nuova fede cristiana che in quei periodi cominciava a muovere i suoi primi passi. (https://it.wikipedia.org/wiki/Valentino_(filosofo)).

Dei tanti riti e delle cerimonie di questo antico culto, si è perso, nel corso del tempo, gran parte del loro significato. Rimane questa particolare ed assai interessante, quanto originale e pressoché unica testimonianza, nell’affresco sul muro della chiesa di san Francesco a Bassano.

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L’interno è a croce latina, con una unica grande navata centrale, priva di altari laterali; la navata si chiude con un breve transetto, dal quale, attraverso alcuni gradini, si accede alle tre cappelle absidali (più grande quella centrale, più piccole e simmetriche le due laterali. Qui i segni del gotico, negli archi e nelle volte, risulta assai evidente.

Nella chiesa erano conservati due crocifissi lignei di notevole valore storico ed artistico: uno attribuito al Guariento e risalente alla metà del ‘300 (si trova ora nell’adiacente Museo Civico); l’altro, intagliato in legno di pioppo, di grande impatto emotivo, è probabilmente opera di un intagliatore marchigiano e realizzato nei primi decenni del XIII secolo. (https://www.bassanodelgrappaedintorni.it/bassano-del-grappa-chiesa-di-san-francesco/).

Le pareti della chiesa, una volta interamente affrescate, conservano solo una parte di questi dipinti, comunque assai belli ed interessanti. Il tetto è a capriate lignee.

All’uscita dalla chiesa, non può mancare la visita all’adiacente Museo Civico.

Al pianterreno, oltre al lapidario, è la sezione archeologica con una buona collezione di vasi e ceramiche di ottima fattura provenienti da scavi fatti in Puglia (area peuceta). Ceramiche a figure nere, ceramiche appule, e a figure rosse (sia appule che greche). Sono presenti anche manufatti anche di grande dimensione, come un cratere di fattura corinzia. Sempre ritrovata in Puglia è la cosiddetta Idra di Bassano, u vaso decorato a placchette (in pratica dei rilievi applicati). Le placchette (in numero di 5) riproducono temi mitologici, inoltre la decorazione è completata da fiori di loto stilizzati sul collo del vaso e con un ramo di edera che corre lungo la circonferenza maggiore. E’ l’unico vaso di questo genere rinvenuto e conservato in Italia. La produzione di questo vaso (ne sono stati ritrovati singoli esemplari a Creta, in Cirenaica e ad Alessandria d’Egitto), è databile all’ultimo trentennio del IV secolo a.C.

Completano questa ampia sezione, raccolte di gioielli e pietre preziose, monete ed oggetti di uso comune datate a partire dal IX secolo a.C.

Una ampia zona del primo piano è dedicato al Canova con gessi e copie varie di opere dell’autore. In una teca un centro tavola composto da ben 115 pezzi!
Nella sezione della Pinacoteca, molti quadri dei Bassano (nativi del luogo): tre generazioni di artisti e della loro fiorente bottega, a cominciare dal certamente più famoso Jacopo. ci si trova davanti ad un compendio di stili e di temi diversi. Altri dipinti sono di autori di area veneta o che hanno lavorato in zona. Numerosi anche i dipinti dei Dal Ponte, altra famiglia di Bassano presenti per lungo tempo come artisti locali, ciascuno con maggiore o minore successo.

Esposte sono anche opere di Giambattista Tiepolo e di Artemisia Gentileschi, nonché di altri artisti del seicento e settecento.

In una vetrinetta sono raccolti ben 51 zecchini veneziani.

Numerosi brani di affreschi sono esposti, provenienti da una chiesa o da abitazioni civili (databili tra il XIII e il XV secolo); c’è un grande Crocifisso del Guariento della fine del ‘300; un bastone pastorale in avorio e un gruppo in terracotta dipinta del Battesimo di Gesù. Queste ed ancora molte altre opere completano il museo di Bassano del Grappa.

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Ancora due rapide tappe: al Castello di Ezzelino, del quale, in verità, restano solo poche strutture, e al voluminoso edificio del Tempio Votivo ai Caduti della “grande guerra”.

Ovviamente, durante una visita a Bassano non può mancare un giro di degustazione nei locali, assai numerosi, che vendono la grappa. A Bassano, infatti, e nel suo territorio circostante sorgono numerose aziende che producono questa tipica (italiana) acquavite ricavata da vinacce fermentate di uva.

Questa specifica dizione (vinacce fermentate di uva), è assai importante, perché si distingue dal distillato da uva e dal distillato da vino (per esempio il brandy), che sono prodotti assai diversi tra loro ed hanno caratteristiche particolari.

E una buona grappa è sempre un buon viatico per un bel viaggio!

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