Assisi – 3

Una visita ad Assisi può partire dalla parte più bassa dell’abitato e cioè dalla Basilica di san Francesco, per poi risalire verso l’alto, oppure, ed è la scelta obbligata per vecchietti come noi che fanno fatica nelle salite, partire dalla parte più alta e, progressivamente scendere, avendo modo di visitare i tanti tesori di questa cittadina.

Noi siamo partiti dal parcheggio di Piazza Matteotti, in alto, e abbiamo visitato le due chiese di san Rufino e di santa Chiara.

San Rufino è la cattedrale di Assisi.

E’ stata realizzata nel sito di una precedente basilica del X secolo, della quale conserva il campanile, costruito su una preesistente cisterna romana. La chiesa precedente occupava quello che oggi è un ampio spazio che anticipa l’attuale costruzione, e venne abbattuta una volta che la nuova chiesa fu completata. La attuale facciata, bellissima, venne realizzata per ultima, dopo l’abbattimento completo dell’edificio precedente.

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Ha tre portali (più grande quella centrale), incorniciate da archi con bassorilievi ed incisioni; il portale centrale presenta ai lati anche due leoni in pietra; sulla facciata vari intarsi, cornici e rilievi. Un grande, bel rosone prospetta al centro, nella parte superiore, sopra al portale centrale, due rosoni più piccoli sono posti sopra alle due entrate laterali.

Intorno all’elaborato rosone centrale sono i simboli dei quattro evangelisti, sotto, in una breve rientranza tre telamoni.

L’interno è a tre navate sorrette da robusti pilastri; il suo attuale aspetto risale alle trasformazioni realizzate nella seconda metà del 1500.

Assai interessante è la visita alla cripta (che è rimasta quella originaria della primitiva costruzione, ed il Museo annesso. Qui si possono ammirare, oltre a pezzi di colonne e capitelli di epoca romana e arredi sacri di vario genere, alcuni quadri di buona fattura, soprattutto a sfondo religioso.

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Nella cripta, divisa a tre navate e con abside, è conservato un sarcofago di epoca romana (III secolo), con la rappresentazione del mito di Selene ed Endimione, nel quale venne sepolto san Rufino, primo vescovo della diocesi, martirizzato nel 238 d.C.

La scelta di seppellire Rufino in un sarcofago che riporta questa scena mitologica non sembra casuale, in quanto il mito parla di un grande amore, forse impossibile e alquanto mistico tra Selene, dea della Luna, ed Endimione, un giovane mortale. (https://www.lacooltura.com/2018/01/eterno-amore-selene-ed-endimione/)

Nel Museo sono da segnalare alcuni brani di affreschi del Maestro di santa Chiara, l’anonimo pittore che ha abbellito alcune parti della chiesa dedicata alla santa. Bello è anche un affresco di Puccio Capanna, autore che, secondo il Vasari, venuto ad Assisi al seguito di Giotto, vi rimase a lavorare anche dopo la morte del maestro. L’affresco di Capanna proviene dall’Oratorio di san Rufinuccio. Infine di Dono Doni una tavola raffigurante una Madonna con Bambino e Santi, circondata da vari riquadri, di gusto quasi manierista (1581).

Ricordo, ancora una volta, che in questi scritti non compaiono elenchi di opere conservate e da me visitate (un catalogo lo farebbe sicuramente meglio di me), ma solo quelle opere che mi hanno maggiormente colpito o incuriosito nel corso delle mie visite.

Strette stradine medievali scendono dalla chiesa di san Rufino alla piazza antistante la Basilica di santa Chiara, che si preannuncia con il suo alto campanile quadrato con copertura piramidale.

Lo stile della costruzione è gotica, ma ciò che rende questa chiesa inconfondibile sono i tre contrafforti ad archi rampanti che ne rinforzano il fianco sinistro e la facciata realizzata a filari di pietra bianca e rosa.

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Il portale d’ingresso è a tutto tondo con una ghiera intorno alla lunetta, sostenuta da due leoni; sopra il portale un rosone con un doppio giro di colonnine ed archetti; la facciata si conclude con un timpano al cui centro è un oculo.

L’interno è a navata unica, assai semplice, con un transetto ed un abside poligonale. La navata centrale ha quattro campate, al sommo delle quali si congiungono le classiche nervature tipiche degli edifici gotici.

La parte superiore delle pareti del transetto e dell’abside sono tutte affrescate con varie scene tratte dalla Bibbia e dal Vangelo; l’altare maggiore è posto entro una serie di colonnine con capitelli gotici, opera di maestri umbri del XII secolo.

Lateralmente e parallela alla navata centrale è una lunga cappella nella quale il richiamo maggiore è costituito dalla celebre Croce di san Damiano (della quale ho parlato in XXX). Espressione del Cristo trionfante, troneggia davanti ad una serie di affreschi: in alto scene della Crocifissione, Deposizione e Resurrezione, nella fascia inferiore immagini di Sante e di Santi.

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Nella cripta, infine, cui si accede attraverso scale all’interno della chiesa; realizzata nell’800 in stile neo gotico, vi è esposta un’urna che conserva le spoglie della santa.

Di lato alla chiesa, sul lato che scende verso valle, è il Monastero di santa Chiara, una costruzione assai ampia e massiccia, ampliata tra il trecento e il quattrocento (non visitabile).

Sullo spiazzo davanti alla chiesa è una bella fontana e dalla piazza si gode anche un magnifico panorama della vallata che si stende ai piedi della città di Assisi.

Una breve discesa, e poi si risale verso la piazza centrale di Assisi, costeggiando alcune piccole chiese: sant’Antonio, san Francesco Piccolino e la Chiesa Nuova.

Queste ultime due e le costruzioni che le affiancano e le contornano, sono, secondo la tradizione, i luoghi della nascita e della fanciullezza di san Francesco. (http://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-francesco-piccolino-assisi-pg/).

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In particolare san Francesco Piccolino (all’epoca un locale adibito a stalla), sarebbe il luogo in cui fu partorito san Francesco, mentre la Chiesa Nuova, una costruzione barocca del 1610, sarebbe il luogo identificato come “la casa paterna e natale di san Francesco d’Assisi” (https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_Nuova_(Assisi)).

Tra questi due luoghi alcune costruzioni di epoca medievale vengono individuati, sempre secondo una tradizione non confermata da precise fonti storiche, come parti della abitazione della famiglia di san Francesco e quindi come luoghi della sua infanzia e giovinezza.

Per quanto mi riguarda, resta la fascinazione di luoghi rimasti, dall’epoca medievale, sostanzialmente intatti, in buono stato di conservazione e che facilmente rendono l’idea della realtà e delle dinamiche sociali del tempo.

Ancora un breve tratto di strada ci separa dalla piazza del Municipio, la piazza centrale di Assisi, sulla quale insistono una serie di costruzioni e di edifici dei quali tornerò a parlare nei prossimi scritti: la lunga facciata del Palazzo dei Priori (oggi Municipio), la chiesa di santa Maria sopra Minerva, la possente Torre merlata, la fontana poligonale.

Monumenti di epoche diverse e testimoni di storie diverse, tutte belle ed affascinanti.

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