Saragozza – 4

Il Museo di Saragozza sorge in un edificio poco fuori del centro storico, in una bella piazza con giardini (sempre e puntualmente ben curati).

In alcune sale del pianterreno è una mostra temporanea sui 175 anni della Guardia Civili, che visitiamo rapidamente.

Si comincia con una sezione preistorica che si apre con una bella stele funeraria dell’età del bronzo finale (900 a.C. circa). La parte anteriore è decorata con uno scudo rotondo che, a sinistra, presenta un taglio a “V”; inferiormente è anche una lira stilizzata. Seguono varie selci, ceramiche e altri oggetti di uso comune. C’è anche una piccola stele antropomorfa (20 centimetri di altezza). Molto bello un vaso cilindrico e troncoconico (I sec. a.C.), tipico della produzione iberica, tutto disegnato e colorato. Molto interessante ed originale una “Testa cantabrica” (praticamente un viso scolpito) di produzione autoctona (300-100 a.C.). Nel complesso, tutte testimonianze di una produzione autoctona abbastanza vivace.

IMG_20190825_105410.jpg

Roma arriva sull’Ebro tra il 217 e il 209 a.C., ma c’è il lungo e convulso periodo delle guerre cartaginesi (e poi delle Guerre Civili) prima che la situazione si stabilizzi. Bisogna quindi attendere quasi due secoli prima di una completa romanizzazione di quest’area. In particolare qui a Saragozza dove la città di Caesar Augusta diviene colonia romana nel 25 a.C. prendendo il posto della iberica Salduba, e divenendo uno dei luoghi più importanti della Hispania Terraconensis.

Tra i reperti di epoca romana spicca subito, per la raffinatezza, un ritratto della testa di Augusto in calcedonia rossa alto 16 centimetri. Nel museo sono esposti inoltre molti mosaici pavimentali e frammenti di decorazioni parietali in stile pompeiano; molto bello un mosaico con Orfeo, a dimensioni quasi naturali, coperto di una ricca veste, che con la sua lira addomestica le fiere che lo circondano.

Sono esposte varie monete, ma anche alcuni marmi, tra i quali è da citare un “Fauno dormiente” della fine del I secolo d.C. in marmo di Taro. Seguono statue e teste di vari imperatori, una Venere acefala e alcuni capitelli.

Da una “villa” extraurbana risalente al IV secolo una serie di quadretti a mosaico che riproducono una sorta di calendario agricolo, mentre dalla zona di Huesca (una località che visiteremo nel prosieguo del nostro viaggio), altri grandi mosaici, assai raffinati nell’esecuzione, risalenti al II-IV secolo d.C., con motivi epici e geometrici. Assai curioso e poco comune (per quanto io ne sappia) un mosaico con figure abbozzate in maniera elementare, quasi il disegno di un fanciullo, con rune ed altri simboli esoterici.

In un piccolo padiglione è la ricostruzione di una sala da pranzo con tre triclini. Interessante è anche una colonna miliare dell’imperatore Tiberio, ma soprattutto il raro reperto di un mobile in ferro, forse una cassaforte, con borchie e decorazioni. In una teca, infine, sono raccolti vari oggetti ritrovati negli scavi (coppe, lucerne, vasi, statuette votive).

Al piano superiore una sezione dedicata alle produzioni di ceramiche orientali (vasi, servizi da tè ed altre produzioni artistiche), interrompono il percorso storiografico che, peraltro, per il periodo Visigoto (472-714) e quello arabo (fino al XII secolo), è limitato a pochi reperti.

La folta quadreria comincia con numerose testimonianze del ‘500. quasi tutte a sfondo religioso; di questo periodo, assai interessante è un bifacciale ritratto di matrimonio dei due coniugi ad opera di Lavinia Fontana. Da notare, oltre ad alcuni gruppi scultorei, due grandi retabli: uno in legno, l’altro in tela. La scuola seicentesca di Siviglia è ben rappresentata, ma ci sono opere anche di altri artisti (c’è anche una tela di Luca Giordano). Come pure sono presenti varie tele del settecento.

E qui si arriva a Goya, cui sono dedicate alcune sale del museo. Oltre ad una ampia selezione di sue stampe (analoghe a quelle ammirate al Museo Goya del quale ho già parlato), alcuni importanti ritratti di questo autore, diventato “pittore del re” a quarant’anni di età. Fra i ritratti mi attrae un “Ritratto di dama con mantella”, dove l’introspezione psicologica del personaggio abbandona (a mio parere) la ritrattistica agiografica per farsi più intima e profonda. Ci sono anche altri piccoli quadretti del pittore, sia di tema epico che a sfondo religioso, oltre a due disegni preparatori di teste di angeli.

Segue una nutrita serie di opere di artisti spagnoli tra ‘800 e ‘900, alcune anche di grandi dimensioni, che ritraggono temi di vita quotidiana, scene allegoriche e rappresentazioni religiose. La rassegna si conclude con opere e lavori del ‘900, comprese alcune tele di autori contemporanei.

La nostra visita a Saragozza si conclude con “La Ruta di Caesar Augusta” (Il percorso della città romana). Ho già accennato alla scarsa attenzione verso il periodo romano (aggiungerei anche ritardi rispetto al periodo visigoto). Solo di recente archeologia e storiografia hanno cominciato ad operare in maniera più puntuale. A Saragozza il risultato è stato quello della individuazione e della ricerca, necessariamente limitato ad alcune zone “praticabili” della città (piazze, spazi non edificati, ecc), della realizzazione di alcuni scavi e della musealizzazione di questi.

DSCN0446.JPG

Si comincia con il Teatro romano. Qui comode passerelle di legno permettono di attraversare la zona degli spalti e la cavea, con una osservazione ravvicinata (ma non invasiva) dei resti riportati alla luce. Lateralmente alle rovine è stato realizzata una costruzione che su tre piani mette in mostra i (pochi) reperti ritrovati (pezzi di statue, brani di iscrizioni, parti di capitelli) ma soprattutto la ricostruzione, in scala dell’edificio; alcuni disegni che ne illustrano la struttura e l’organizzazione; i modellini degli impianti meccanici che corredavano l’utilizzo del teatro; la ricostruzione di una sezione (piccola) degli spalti; una serie di pannelli che illustrano lo svolgimento delle attività nel teatro; l’evoluzione urbanistica della zona del teatro nel corso del tempo.

 

 

A qualche centinaia di metri sono gli scavi delle Terme urbane che, in verità, si riducono alla visita di un solo ambiente (attualmente sotterraneo) dove si conservano i resti di una vasca termale e i basamenti del colonnato che la circondava. A sostituire la carenza di reperti, una serie di video e di ricostruzioni grafiche che illustrano funzioni ed organizzazioni delle terme in epoca romana.

Sotterranei sono anche gli scavi del Foro romano nell’area della centralissima piazza antistante la cattedrale di Saragozza. Si entra in una avveniristica struttura in marmo, vetri e acciaio e si scende al livello del Foro dove, sempre percorrendo comode piattaforme di ferro e legno, si possono osservare i basamenti delle costruzioni e quelli dei lunghi colonnati che arricchivano il grande Foro. Come pure si possono notare con chiarezza i basamenti e i muri perimetrali dei diversi locali, privati e pubblici esistenti nella zona del Foro. Gli scavi sono stati effettuati anche a quote ancora più basse, rendendo visibili e visibili anche l’impianto idrico per il recupero delle acque piovane, i canali per l’adduzione dell’acqua potabile e, ancora più in basso la grande cloaca che ripuliva i liquami della città. In mostra, oltre a pochi resti marmorei, i tubi per l’adduzione dell’acqua e vari cocci assai comuni recuperati nell’area degli scavi.

Infine, quasi a ridosso delle attuali sponde, la zona di attracco del Porto Fluviale romano sull’Ebro, dal quale si accedeva, quasi direttamente alla piazza del Foro. Qui, sulle pietre che formavano la scalinata di accesso alla città, sono ancora le iscrizioni poste dai soldati della “X Gemina” e della “VI Victrix”. In esposizione alcuni vasi per il trasporto di alimenti.

Non è affatto sotterraneo, anzi splende in bella vista il Puente de Pedra, il grande Ponte di Pietra, uno dei più belli e grandi ponti che io abbia visto. Un altro dei gioielli di questa città. Realizzato in epoca romana è stato interamente ricostruito nel ‘400.

Una splendida città, davvero.

Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...