Estella – 1

La nostra visita della Navarra non può essere completa se non visitando anche la sua parte centro-meridionale, anch’essa ricca di luoghi assai interessanti.

Ci dirigiamo quindi verso occidente, seguendo sempre i percorsi attraversati dai pellegrini diretti a Santiago di Compostela.

La nostra prossima tappa è Estella, ma sulla strada abbiamo ancora altre soste da effettuare per meglio completare la conoscenza di questo splendido territorio.

La prima sosta, in aperta campagna, è a Santa Maria di Eunate. E’ una piccola chiesa, ma assai suggestiva. Infatti ha pianta ottagonale e il chiostro, in questo caso, invece che essere all’interno, la circonda su ogni lato.

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La stana geometria di questo edificio religioso, dall’architettura prettamente romanica, non è l’unico enigma che lo accompagna. Infatti si conosce la sua data di costruzione, il 1170, ma non si sa con certezza se la sua costruzione sia stata ad opera dei Templari, che lo passarono successivamente all’Ordine (“hospitaliero”) di San Giovanni, oppure sia stata realizzata da una regina o da qualche notabile del regno.

Di certo è che la chiesa è davvero unica, anche se assai semplice. Gli otto lati presentano ciascuno un arco cieco, tranne per il bel portale di ingresso scolpito e quello sul quale si allarga l’esedra dell’unico abside. Anche l’interno è assai semplice, con due colonne sovrapposte in ogni angolo con prolungamenti costolette che si incrociano alla sommità del tetto circolare.

Il porticato, anch’esso ottagonale, che circonda l’edificio, è composto da 33 archi che poggiano su capitelli decorati. L’insieme trasmette un senso di grande armonia e serenità.

Anche di qui passavano (e passano tuttora) i pellegrini diretti a Santiago, per riunirsi a pochi chilometri di distanza agli altri gruppi provenienti dal nord ed attraversare il fiume Arga presso la cittadina di Puente La Reina.

Quest’ultima, fondata dal re Alfonso I nel XII secolo, si sviluppa tutta intorno alla strada che porta all’ omonimo ponte fatto costruire “(…) nell’XI secolo su iniziativa di una regina, forse la moglie di Sancio il Maggiore, oppure Estefanía, moglie di García Nájera. Lo scopo del ponte era quello di agevolare il flusso dei pellegrini del Cammino di Santiago (…). (https://www.turismo.navarra.es/ita/organice-viaje/recurso/Patrimonio/3157/Puente-Romanico-de-Puente-la-Reina.htm).

Il ponte, romanico, è senza dubbio un esempio di architettura civile di grande interesse, sobrio ed elegante al contempo. “Presenta 6 archi a tutto sesto, il più orientale dei quali è sotterrato, ed è lungo 110 metri. Gli archi sono intervallati da archetti utilizzati come sfiatatoi al fine di alleggerire la struttura e permettere all’acqua di scorrere in caso di piena del fiume. Aveva tre torri difensive, due poste alle estremità del ponte ed una centrale (…).” (Ibidem).

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Della cittadina risaltano due altri monumenti, di epoca successiva. La chiesa di Santiago e la chiesa del Crocifisso. Della prima, anch’essa romanica, non rimane nulla dell’impianto originario se non l’ampio portale che prospetta sulla “Calle Major”.

La seconda, invece, è assai ben conservata. Spicca per la quadrata torre di difesa che l’accompagna in luogo dell’ingresso principale che invece è collocato sul lato destro della chiesa. Qui è un il bel portale romanico con l’archivolto decorato ed ornato anche delle conchiglie dei pellegrini di passaggio.

Ma le principali caratteristiche della chiesa, fondata dai templari, sono altre due.

Anzitutto presenta due navate affiancate, una romanica, l’altra gotica; conserva inoltre un crocifisso dalla strana forma “a Y”, ambedue le cose abbastanza rare qui come in altri luoghi.

Raggiungiamo quindi Estella, cittadina cresciuta in una stretta gola del fiume Ega (affluente dell’Ebro). Le sue origini si perdono nella leggenda di una pioggia di stelle che alcuni pastori avrebbero visto e che li avrebbe condotti trovare una statua della Madonna. Di certo i re di Navarra (a cominciare da Sancho III), ne fecero un centro nodale sul cammino per Santiago di Compostela. “La città, favorita dall’essere una località importante del Camino divenne un attivo centro commerciale che attirò molte persone dai villaggi e dalle campagne vicine e anche franchi ed ebrei dalla Francia. Questi vi impiantarono le loro attività commerciali e di servizio per i pellegrini.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Estella).

“Estella la Bella” la chiamavano i navarrini (o navarresi, non so) una città romanica che ha conservato monumenti, palazzi e chiese “(…) grazie ai quali ha meritato il soprannome di Toledo del nord.” (https://www.turismo.navarra.es/ita/organice-viaje/recurso/Localidades/2116/EstellaLizarra.htm).

Ma per i baschi che ne hanno sempre rivendicato l’appartenenza, la città ha il nome di Lizarra (la stella). Quel che è certo che essa ebbe il massimo splendore tra il XII e il XIII secolo, quando la Navarra era un grande regno e controllava territori su ambo i lati dei Pirenei (anche oltre l’attuale confine francese).

Di quel periodo la città, che si sviluppa nella zona pianeggiante, ma aggredisce anche gli spalti delle zone più alte, immediatamente vicine al centro urbano, conserva importanti testimonianze di architettura civile.

Risale a questa epoca il Palazzo dei Re di Navarra, costruito verso la fine del XII secolo, un bell’esempio di architettura romanica civile. Sorge, non a caso, sulla strada che una volta si chiamava “Rua de los Peregrinos” ed ha pianta rettangolare.

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Presenta tre diversi livelli. A pianterreno una galleria sostenuta da quattro grandi archi a tutto sesto; al primo piano quattro ampie finestre, ognuna suddivisa in quattro (quadrifore), con piccoli archetti sostenuti da colonnine con capitelli.

La parte superiore è di epoca successiva (risale al ‘600) è in blocchi squadrati di pietra; munito di feritoie, è completato e protetto da due torri laterali.

La bella ed armoniosa facciata, rivolta verso la gradinata della chiesa di San Pietro, è incorniciata, ai due lati da quattro colonne, sovrapposte a due a due. famoso e curioso, il capitello inferiore di sinistra che riporta il combattimento tra il cavaliere di Carlomagno, Riccardo, e quello “moro” Ferragut, nel momento in cui il primo affonda la spada nell’unico punto debole dell’avversario: l’ombelico.

Il ponte romanico sull’ Ega, che qui scorre placido e tranquillo, è un altro dei monumenti di architettura civile che si sono conservati in città.

Anche la piazza principale della città, benché contornata da alcuni edifici che risalgono al ‘600, conserva nel nome una tradizione storica. Si chiama infatti “Plaza de los Fueros” (Piazza dello Statuto), riferendosi al complesso di leggi che la Navarra si è data nel corso della sua storia antica.

Infatti: “Nella sua essenza legale, è la legge consuetudinaria e la legge romana , collegata alla cosiddetta legge dei Pirenei (…) , è incorporata in leggi scritte, al fine di limitare il potere reale e garantire l’esercizio delle libertà gentili. Quando il re avesse giurato di proteggere i privilegi, sarebbe stato riconosciuto come re.” (https://es.wikipedia.org/wiki/Fueros_de_Navarra).

Un’altra interessante curiosità di questi territori.

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