Estella – 2

Come ho accennato, Estella si trova in una stretta gola e quindi alcune delle antiche costruzioni ed anche tutte le nuove abitazioni (peraltro in parte servite da comodi ascensori pubblici) sorgono sulle balze e sulle coste dei rilievi che la stringono da presso.

La più importante tra gli edifici più antichi, è la chiesa di “San Pedro della Rua” (San Pietro della Strada), con diretto riferimento alla strada percorsa dai pellegrini per Santiago di Compostela.

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Sorge proprio di fronte al Palazzo dei Re di Navarra, su un ampio e alto scalone, a mezza costa di un rilievo che domina la cittadina (si può entrare anche dalla porta posteriore salendo da un comodo ascensore).

In cima alla scalinata un bel portale della fine del XII secolo. Una serie di archi lobati e strombati con vari ornamenti, alcuni dei quali di evidente influenza araba.

La chiesa ha una pianta irregolare a causa della sua posizione sul pendio del colle; di architettura tardo romanica, costituiva un importante riferimento per i re della Navarra. Si accompagna ad una torre rettangolare con evidenti funzioni di difesa. Peraltro, in questo luogo, prima della costruzione della chiesa era un piccolo castello.

Presenta tre navate; nell’abside centrale è la statua della Madonna di Belèn, romanica anch’essa. Vicino alla madonna è una curiosa colonna formata da tre serpenti intrecciati tra loro. Più avanti è la cappella di San Andres, in stile barocco, dedicata al vescovo greco Petras de San Andres che in questo luogo morì e fu sepolto e le cui reliquie vengono qui conservate e venerate.

Ma l’elemento sicuramente più bello è il chiostro romanico, posto ad un livello leggermente più alto di quello della chiesa. Se ne conservano solo due lati, ad angolo, con archi (9 per ciascun lato) a tutto sesto sorretti da colonne binate. “Nei capitelli dell’ala nord sono rappresentate scene di santi e della vita di Cristo, mentre in quelli del passaggio ovest sono scolpiti motivi vegetali ed esseri fantastici come arpie e varianti di aquile. Da non perdere un’eccezionale stravaganza di quest’ultimo passaggio, (…) con le quattro colonne intrecciate che sostengono l’ordine di archi centrale.” (https://www.turismo.navarra.es/ita/organice-viaje/recurso.aspx?o=3162).

Scendiamo e ci rituffiamo nelle stradine della città.

Devo dire, a questo proposito, che ho trovato un impianto urbanistico di epoca medievale sostanzialmente intatto: strette stradine, che a volte procedono in maniera tortuosa, si intrecciano e si incrociano tra loro. Non altrettanto soddisfacente è la situazione dei palazzi e delle costruzioni in genere che si affacciano su queste strade. Numerosi inserti sono moderni, e realizzati con relativo rispetto delle caratteristiche del posto; alcune costruzioni sono abbandonate e quindi soggette ad un naturale degrado; ci sono persino alcune aree dove i palazzi sono stati abbattuti e restano solo recinzioni di mattoni e metallo.

Tuttavia la cittadina è pulita ed ordinata, i giardini curati, le strade costantemente ripulite e queste mancanze non incidono eccessivamente sull’impatto generale.

Riattraversiamo il ponte, dal quale si gode l’ottima vista del complesso di Santo Domingo, un antico convento oggi ristrutturato ed adibito a funzioni ed attività diverse (scuola, ospizio per anziani, ecc.).

Ci dirigiamo verso un’altra antica chiesa cittadina: quella di San Miguel.

La chiesa sorge sul bordo di una scarpata rocciosa e, nella parte posteriore, sulla “Calle Major”, è un torrione medievale con scalinata esterna scoperta, a quanto capisco realizzato dalla corporazione dei calzolai che qui erano numerosi.

Sulla destra varie aperture tra le costruzioni portano al greto del fiume, mentre, sulla sinistra, una rampa di scale sale verso la chiesa di San Miguel, in stile tardo romanico sul finire del XII secolo.

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Purtroppo la chiesa è chiusa e quindi ci dobbiamo limitare ad osservare e ad ammirare lo stupendo portale esterno.

“Sul timpano è riconoscibile il Cristo maestoso, circondato dai simboli dei quattro evangelisti, dalla Madonna e da San Giovanni che intercedono nel momento del Giudizio finale. Nelle mensole si possono scorgere un leone che ingoia una testa umana e un drago dalle cui fauci fuoriescono le gambe di una persona. Sugli archivolti, dall’interno all’esterno, cioè procedendo da Dio verso il mondo, sono raffigurati gli angeli, gli anziani dell’Apocalisse, i profeti, i santi e varie rappresentazioni del male. Nel rilievo a sinistra si osserva il combattimento di San Michele contro il drago, mentre a destra spicca una bella scultura lignea delle tre Marie dinanzi al sepolcro vuoto di Cristo. Varie iscrizioni in latino spiegano il significato delle scene ai fedeli.” (https://www.turismo.navarra.es/ita/organice-viaje/recurso.aspx?o=3165).

Trascorriamo altro tempo a passeggiare placidamente lungo le strade di Estella, senza mancare di provare alcuni gustosi piatti della cucina locale.

Del soggiorno ad Estella è ancora da menzionare il Monastero di Irantzu, che sorge ad alcuni chilometri dalla città.

Ci inoltriamo in una stretta vallata, ricca di una fitta vegetazione e, attraverso boschi di lecci e di roverella, raggiungiamo una ampia zona pianeggiante, tutta circondata da rilievi, nella quale sorge, appartato ed isolato, questo antico monastero.

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La sua realizzazione si colloca tra il XII e il XIV secolo. L’entrata è in un edificio adibito a foresteria per i pellegrini; superato un ampio cortile, si entra direttamente nel chiostro romano gotico (XII-XIII secolo). In perfetto stile cistercense (comune a tanti altri monasteri visti in Catalogna), è la caratteristica presenza di una fontana, fondamentale per le abluzioni rituali (pasqua ed altre festività), ma anche per la normale igiene dei monaci. E’ posta infatti lateralmente, di fronte all’entrata del refettorio; ha forma esagonale, come esagonale è il porticato pure gotico che la circonda e si connette alla struttura del chiostro.

Gli altri ambienti che si aprono sul chiostro sono stati recentemente restaurati e sono in parte visitabili: La cucina, la cella di punizione, la sala Capitolare con due colonne con capitelli a sostenere la volta.

Severa ed austera è la chiesa, anch’essa in stile romanico gotico, con massicci pilastri in pietra. Totalmente spoglia, ha tre navate, le due laterali più basse di quella centrale. Curiose sono le tre absidi di forma squadrata. Quella principale (più grande) ha un grande oculo centrale in alto e tre snelle finestre più in basso. Dietro l’altare maggiore la statua della Madonna col Bambino.

Sulla facciata della chiesa, seminascosti dagli altri edifici, è un rosone centrale.

Per il lungo periodo intercorso nella sua costruzione, un occhio attento può notare, in tutta la struttura le varie e diverse fasi di passaggio dal romanico al gotico.

Un altro luogo, nel territorio di Estella, ricco di tesori naturali, è giusto citare.

Si tratta delle Cascate del Rio Urederra nel comune di Baquedano. Anche qui si giunge attraversando una ricca ed ubertosa valle. Nei pressi del piccolo paesino un ampio parcheggio offre una sosta adeguata a chi vuole visitare le cascate: una piacevole passeggiata di un paio d’ore conduce ad un ambiente assai bello, fresco e riposante attraverso un sentiero comodo e ben segnalato.

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