Burgos – 1

Burgos è una città storica della Spagna e della Castiglia y Leon in particolare. E’ una città bella e ricca di tesori e di monumenti, ai quali, negli ultimi tempi, si è accompagnata anche la realizzazione di attrattive nuove come il “Museo de la Hevolucion Humana”.

La sua floridezza, oltre al fatto di trovarsi in una posizione geografica strategica sulle rive dell’ Arlanzon (fiume del bacino idrico del Duero), è derivata, fino al 1500 dalla produzione e dal commercio dei tessuti lavorati utilizzando la lana dei greggi del vasto territorio a nord e a ovest della penisola iberica (la famosa lana merino).

Assai lontano arrivavano i suoi prodotti, facendo assai ricchi i notabili del luogo che trasfusero tale ricchezza nella realizzazione di sontuosi monumenti (oltre che in una comoda vita agiata).

Il principale lascito di questa epoca dorata è la Cattedrale di Burgos, dedicata alla Vergine Maria Assunta. Descrivere nelle presenti note cosa sia e cosa sia conservato in questa chiesa è davvero fatica improba. Bisogna vederlo con i propri occhi.

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La visita comincia superando il ponte sull’Arlanzon ed attraversando il monumentale Arco di Santa Maria. Questo monumento (la sua realizzazione risale al 1550), che è una porta della città, è organizzato come un arco trionfale di notevoli dimensioni. Sembra l’ingresso di una fortezza, con una merlatura in alto e sette statue sulla facciata. Le statue rappresentano, oltre all’angelo custode della città, alcuni uomini illustri tra i quali Carlo V e il Cid Campendo (e poteva mai mancare?).

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Superata la porta, dunque, si entra nella piazza Re San Ferdinando e qui appare la splendida e stupefacente struttura della cattedrale: una base con archi ogivali sormontati da una lunga balaustra, (solo due piccoli archi a tutto sesto ricordano la primitiva struttura romanica), alte pareti interrotte da splendide finestre binate, a loro volta sormontate da una deliziosa coronatura, e, ancora al di sopra una parete con un grande rosone centrale, e pinnacoli, snelli pinnacoli che si elevano, alti, verso il cielo.

Una vista davvero impressionante e stupefacente. Ma questo è soltanto il lato destro della costruzione !

La facciata principale è nella adiacente Piazza Santa Maria. Bellissima, “(…) con contrafforti e pinnacoli, divisa in tre parti: quella inferiore, occupata da tre sobri portali; quella centrale in cui si apre, sotto una ampia arcata, lo splendido rosone; quella superiore con due immense polifore fiorite che formano una galleria aerea popolata di statue. Ai lati (…) si ergono le due possenti torri quattrocentesche alte 84 metri (…) ricche di bifore e coronate da cuspidi ottagonali.” (Spagna nord, Touring Editore, Milano, 2018, pag.274).

Se questa è la descrizione, vederla dal vivo è cosa ancora molto più affascinante!

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La grandiosa costruzione gotica è l’opera di un capomastro tedesco e uno scultore fiammingo che qui si trasferirono, portando, applicando (e modificando in maniera originale) gli stilemi delle costruzioni gotiche francesi. La realizzazione della chiesa avvenne nel 1221 (la posa della prima pietra risale a quell’anno), e la consacrazione nel 1260. Tuttavia vari lavori di ampliamento proseguirono fino al XVIII secolo. A promuovere la nuova costruzione, in sostituzione della precedente basilica romanica, furono principalmente il re Ferdinando III di Castiglia e Leon, e il vescovo di Burgos Maurice.

Per la visita si entra dalla Porta “del Sarmental” che si apre, al termine di una alta scalinata, all’altezza del transetto di destra. La porta, riccamente adorna di colonne e di statue di santi, apostoli e angeli, è sormontata da un grande rosone. Nella lunetta è un Cristo benedicente in trono circondato dai simboli dei quattro evangelisti. Il tutto è opera duecentesca.

Procediamo nella navata destra, verso la parte anteriore della costruzione. Subito a sinistra è la Cappella di San Giovanni di Sahagùn (un frate predicatore agostiniano del ‘400), una cappella di stile gotico con aggiunte barocche; alle pareti due begli affreschi del XIV secolo e, sull’altare un retablo. Di fianco è la Cappella delle Reliquie, barocca con decorazioni rococò. Qui in splendidi contenitori in oro, argento e avorio sono conservate le reliquie dei tre santi qui venerati, le cui effigi sono in altrettanti grandi quadri.

Successiva è la Cappella della Presentazione (o di San Giuseppe); è una grande cappella con finestre e una volta traforata, chiusa da sottili lastre di alabastro, che consentono alla luce di irradiarsi in tutto l’ambiente sottostante. Al centro il sepolcro finemente scolpito di Don Gonzalo de Lerma che finanziò la realizzazione della cappella; sull’altare una statua di “San Giuseppe con Bambino” e, alla parete, la tela della “Sacra Famiglia” di Sebastiano dal Piombo.

Tutta l’area prospiciente la contraffacciate della chiesa è destinata al culto e chiusa alla visita, ma dalla balaustra che la delimita si può osservare il “Pappamosche”, un curioso automa che apre la bocca al rintoccare delle ore. In questa area è anche la Cappella di Santa Tecla, con sontuosi arredi e rettali barocchi e rococò.

Imboccata la zona visitabile nella navata di sinistra si incontra anzitutto la Cappella della Concezione (o di Sant’Anna), realizzata al posto di due precedenti cappelle. Realizzata in gotico fiorito, contiene un grande e ricco retablo con il racconto della vita terrena di Maria Vergine e dei suoi antenati, pieno di pinnacoli e decorazioni. Nella cappella sono numerose sepolture, fra le quali spicca, in alabastro, la statua giacente del vescovo Luis (che volle la realizzazione della cappella). Sotto un grande arco, di fronte all’entrata è anche la sepoltura dei familiari del vescovo.

Si giunge così all’altezza del transetto, sul lato opposto a quello di entrata, dove è una doppia scalinata (la Scala Dorata) a due bracci che sale fino alla porta “de la Coroneria”. La scala, in stile rinascimentale, è necessaria per superare il dislivello (circa otto metri) del terreno che, su questo lato della chiesa, è piuttosto significativo. La scala è adorna di grottesche; le ringhiere sono arricchite con teste di angeli e umane, grifoni ed altre figure. Il portale “de la Coroneria”, all’esterno, è anch’esso molto sontuoso, scolpito con colonne e statue di santi e apostoli, tutto in stile gotico.

A questa altezza si apre, nella navata centrale, il grande coro, che prospetta verso l’altare maggiore con una robusta e preziosa inferriata, e che si prolunga, chiuso, verso la parte iniziale della chiesa, con pareti ricoperte da colonne, marmi e alcuni dipinti. L’insieme occupa quasi i tre quarti della navata. Gli stalli sono tutti in legno intagliato, su due livelli. Quello inferiore ha 44 sedili, quello superiore 59. Sugli stalli del livello inferiore sono intagliate scene della vita di Gesù giovane, in quelli del secondo la sua vita adulta.

Davanti al coro, al centro dell’area del tamburo, la tomba che, secondo la tradizione, appartiene al Cid Campeador e a sua moglie.

Il tamburo si eleva su quattro grandi colonne angolari che sostengono quattro grandi archi sui quali si basa l’alta zona del tamburo, gotico e rinascimentale insieme, che si conclude con una stella a otto punte. le decorazioni sono plateresche con reminiscenze gotiche.

Il retablo maggiore copre tutta la parete di fondo del lungo abside, e ingloba, parzialmente, anche le tre alte e lunghe finestre di fondo. Il retablo è organizzato su tre livelli che segue i tre ordini classici (dorico, ionico e corinzio), con varie storie della vita della Madonna e di Gesù, con inserti di statue di santi ed evangelisti. Tutto in legno dorato e dipinto: splendido e magnifico.

Lungo tutto il perimetro interno della chiesa corre un matroneo adorno di polifore con colonnine e fregi gotici.

Ma la cifra complessiva della costruzione, che continuerò a descrivere nel prossimo scritto, è sicuramente la luce, che pervade ogni spazio di questo grande edificio.

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