Burgos – 3

Ma la Cattedrale di Burgos è solo il primo, certo il più significativo, bello ed importante, dei molteplici punti di interesse della città.

Credo sia anzitutto giusto affermare che Burgos è una città estremamente piacevole da attraversare, da percorrere e da visitare, anche senza una specifica meta da raggiungere. Passeggiare lungo le sue strade, attraversarne le piazze e i vari luoghi di incontro è cosa gratificante e gradevole.

Le strade animate, le piazze vocianti, i ritrovi affollati costituiscono una parte non secondaria delle attività da fare nel corso di una visita; ugualmente lo sono i vari locali dove, incontrasi, parlare, chiacchierare, mangiare, gustare le tapas e bere vino, birra o sidro.

Noi alterniamo tutte queste cose alla tradizionale attività di visita del turista. Così, partendo dalla cattedrale, attraversiamo le principali vie cittadine, sbuchiamo in Plaza Mayor, la piazza principale della città, con la sede dell’Ajuntamento (il Municipio). Attraverso una galleria coperta che passa sotto la costruzione, si può arrivare al “Paseo del Espolon”, sull’argine dell’Arlanzon. Si tratta di un giardino ottocentesco che dall’Arco di Santa Maria, lungo il fiume, raggiunge il Teatro. Oltre a bei viali alberati è ornata di statue e fontane.

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Noi giungiamo fino ai limiti della città medievale, segnata da spezzoni delle antiche mura e alla Porta di San Juan. Un ponticello attraversa il Rio Vena (parzialmente interrato). Sul lato opposto è la semplice chiesa di San Lesmes (Adelmo), un benedettino vissuto alla fine dell’anno 1000, nato in Francia ma venuto qui ad assistere i pellegrini che viaggiavano verso Campostela. Sepolto qui e dichiarato santo, è il patrono della città di Burgos.

La chiesa ha una facciata gotica e un portale laterale barocco. All’interno, l’aspetto più significativo è il sepolcro del santo.

Tornati in centro, affrontiamo la collina che prospetta sulla città. Al suo culmine è il castello, costruito nel 1178, ma distrutta ai primi dell’800. Recenti lavori di restauro ne hanno recuperato parzialmente la struttura. Il castello si trova al centro di un parco che occupa tutta la collina fino ai margini della città. Da qui si gode una vista assai piacevole sia della struttura urbana che dei suoi dintorni. Noi lo raggiungiamo con il trenino su gomma che dalla piazza San Ferdinando percorre i principali punti di interesse cittadino, compresi l’Arco di San Martin e quello di Sant’Esteban, rispettivamente ai limiti ovest ed est della parte settentrionale delle mura.

Dalla Piazza Santa Maria (quella dove si trova la facciata principale della cattedrale), una scalinata sale fino alla chiesa di San Nicola di Bari, una struttura gotica del XV secolo realizzata in sostituzione di una precedente romanica dell’XI secolo.

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Il portale è finemente lavorato; in alto l’Annunciazione dell’Angelo alla Vergine e, nella lunetta, San Nicola con San Sebastiano e San Vittore.

L’interno ha una pianta irregolare, a tre navate. Ma l’attenzione è subito richiamata dal grande retablo posto sull’altare maggiore. Particolarmente elaborato (porta in tutto 64 riquadri con scene e figure diverse), ha al centro la statua di San Nicola. Al di sopra di essa è l’Incoronazione della Vergine e, ancora più in alto il Padre Eterno. Tutti gli altri riquadri contengono scene della vita di San Nicola, dei suoi miracoli o immagini di altri santi.

Alle pareti laterali della chiesa vari sepolcri di nobili e notabili. Assai interessante, nella parte iniziale della navata destra, è un Giudizio Univerale di fattura ispano-fiamminga. Risale alla fine del XV secolo e ritrae Gesù con gli Apostoli e San Michele che pesa le anime il giorno del Giudizio: i salvati sono nella parte destra del cielo, i dannati nella sinistra, all’inferno.

Interessante anche, nella sagrestia, una serie di arazzi di scuola fiamminga e una serie di altre opere a carattere religioso. Si tratta di una delle collezioni più numerose (conta in tutto ben 14 pezzi), lavorati in lana di Castiglia.

Sono altresì esposti vari arredi sacri di epoche diverse ed alcune interessanti opere, come un Sant’Andrea in legno scolpito e dipinto.

Uscito da questa piccola ma deliziosa chiesa e procedendo ancora oltre sul fianco della collina si arriva alla chiesa di Sant’Esteban, attualmente sede del Museo del Retablo.

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La struttura della chiesa è abbastanza originale. Infatti una grande torre quadrata, ben visibile anche da lontano e svettante verso l’alto, è parte integrante della chiesa e uno dei suoi lati costituisce parte della facciata dell’edificio stesso. Su questa facciata si apre il portale di ingresso; la facciata si allarga poi ai due lati della torre.

Al di sopra del portale di ingresso è una balaustra ed un grande rosone; più in alto ancora una monofora e una bifora. Il bel portale è gotico, finemente lavorato negli archetti ogivali e nella lunetta centrale. Alternati alle colonne statue di santi.

Nei locali della chiesa e nelle annesse parti della struttura religiosa (chiostro, sale, ecc), sono raccolti numerosi retabli di diversa origine e fattura; opere particolarmente diffuse in Spagna (come ho raccontato in tutti gli scritti precedenti), con una funzione istruttiva e di catechesi nei confronti dei fedeli.

Essi illustravano la vita di Cristo, i miracoli, la vita degli apostoli, dei martiri e dei santi; ovviamente anche la vita della Madonna e i vari episodi dei Vangeli. Gli innumerevoli retabli qui esposti presentano una selezione di tutti questi argomenti.

In Sant’Esteban si entra dal piccolo chiostro, romanico e si sale al primo piano. Lungo tutto il percorso, oltre agli innumerevoli retabli, statue in legno dipinto, in marmo, in pietra di Gesù, della Madonna e di diversi santi di diverse epoche, fogge, forme e dimensioni.

Ci sono anche numerosi schizzi e bozzetti. Stupende alcune tavole del XVI secolo (olio su tavola) con il martirio di San’Eulalia, con immagini particolarmente vivide.

Una intera sala è dedicata alle statue della Vergine: Immacolata, del Carmine, Assunta in cielo, Dolorosa, con il Cristo, con i Magi, con Sant’Anna, e tante altre ancora.

Nella zona del coro, in alto sulla navata centrale, sono esposti una serie di oggetti sacri e preziosi (in oro, in argento, con gemme): pissidi, ostensori e croci in quantità.

Nelle navate della chiesa un’altra lunga serie di retabli sono esposti lungo le navate. Notevole, del XVI secolo, un retablo de Los Rejes, con figure intagliate nel legno e dai colori assai vivaci e di grande comunicazione. Forse assai più di un altro, tutto dorato e con un eccesso di decorazioni che inquadra una Crocifissione e varie immagini di santi.

Bello un sepolcro in legno intarsiato e dipinto di un nobile del XV secolo ed un altro di un cavaliere in tunica e corazza. Alle pareti laterali numerosi altri sepolcri e sepolture in pietra.

Affascinante un retablo di San Michele Arcangelo dove salta agli occhi l’immagine di un diavolaccio raffigurato e dipinto in maniera inverosimile, a macchie rosse e nere, proprio come una bestia infernale. E in un riquadro di questo retablo è raccontato il miracolo originario della scoperta della grotta di San Michele sul Gargano, con un uomo che, andato a cercare il suo bove fuggito, scoccata una freccia, la vede tornare verso di lui.

Segni di un sentimento religioso arrivato così lontano!

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