Burgos – 6

Un altro luogo di sicuro interesse a Burgos è il Monastero de Las Huelgas, (Santa Maria La Real de Las Huegas), oggi si trova ai margini dell’abitato; era, ed è ancora, un convento di suore, fatto realizzare al tempo di Alfonso VIII nel 1187, per l’assistenza e la cura dei pellegrini diretti a Compostela.

Il complesso è davvero imponente. Al suo interno, ancora oggi abitato da religiose, si trovano opere d’arte di grande valore storico, artistico e culturale. Costituisce una tappa imprescindibile durante un viaggio in questa area, al fine di completare la conoscenza di un territorio estremamente ricco e d interessante, tappa di vicende storiche di eccezionale valore ed importanza nella storia spagnola.

Passando sotto una tozza torre quadrata si entra in un ampio cortile. L’ingresso (6 euro) comprende la visita guidata (purtroppo solo in spagnolo) in gruppo, ad orari prestabiliti.

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Si entra passando dal lato sinistro della chiesa, dove si trova un chiostro con contrafforti e una torre. La chiesa è a tre navate, ma l’entrata è dal transetto di sinistra perché la restante parte della chiesa è chiuso da un muro dietro il quale c’è la parte occupata dalle monache, che vi accedono direttamente dalle sale del convento loro riservato.

Nell’abside centrale è un grande retablo con la statua della Madonna, Santa Maria la Real, al centro. Nell’abside laterale destro è una Crocifissione, mentre nel transetto di destra è un altro retablo dedicato alla vita di Maria. Su questo lato è la porta per la confessione delle suore, mentre in alto è la grata dietro la quale era sistemato il coro delle suore.

Sempre sulla parete che divide in due la chiesa, in un affresco del XVI secolo è rappresentata la battaglia del 1212, tappa della “Reconquista”, (argomento sul quale quale ho già ampiamente scritto). L’originale dello stendardo qui rappresentato si trova nell’annesso museo. In basso sono dipinti il re e sua moglie. Assai originale è un pulpito girevole che, all’occorrenza, veniva utilizzato per predicare sia alle suore che ai fedeli.

Entrando nella zona riservata alle suore, nella navata sinistra troviamo subito una serie di tombe realia tra le quali, posto al centro della navata, è da segnalare un sarcofago è in legno intarsiato e dipinto, sostenuto, sul davanti, da due leoni che si guardano tra loro.

Nella navata centrale è il Pantheon reale con la tomba dei fondatori del monastero, il re Alfonso VIII e sua moglie, Eleonora di Inghilterra (Plantageneta). I due sarcofagi, affiancati, sono in pietra scolpita e policroma; riportano i simboli araldici delle due casate e poggiano su quattro leoni accucciati in pietra.

Alla parete un grande retablo rinascimentale, scolpito in ogni parte; in cima la Deposizione dalla Croce, al centro una Madonna. Sempre sulle pareti una serie di arazzi di scuola spagnola. Quasi tutto il resto della navata è occupata dagli scranni di un coro ligneo.

Nella navata destra (detta di San Juan) da segnalare un altro dipinto in legno con la Crocifissione.

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Si passa nel chiostro superiore attraverso una porta intarsiata in stile mudejar. E’ la porta più antica del complesso e risale alla data della sua fondazione. Il chiostro è invece più tardo, del XIII secolo in stile gotico-mudejar, pieno di archi gotici e decorazioni mudejar fino alle volte. Sul soffitto si notano eleganti dettagli con disegni di pavoni e scritte in arabo.

Dal chiostro si accede, attraverso un portone gotico di notevoli dimensioni, alla Sala Capitolare, molto grande, sostenuta da quattro pilasti centrali ed archi gotici.

Alle pareti i dipinti di alcune delle badesse che portano in mano i simboli del loro potere, infatti le badesse di questa comunità avevano grande potere ed autorità. Ad esse era riconosciuta, sia dal papa quanto dal re, autonomia e giurisdizione sia sul convento di Burgos che su tutti gli altri monasteri femminili cistercensi del regno. Le badesse di Las Huelgas avevano il diritto di visitare le abbazie filiali e confermare le nomine delle badesse. In pratica una autorità paragonabile a quella di un vescovo e della quale rispondevano unicamente e direttamente al papa e al re.

E’ evidente che avevano accumulato un controllo consistente su numerose proprietà, possedimenti, beni ed averi e questo spiega la ricchezza e il prestigio del quale il convento e le sue badesse godevano.

Dopo aver percorso il chiostro si giunge alla parte più antica della struttura: la zona dell’ “Hospital” del re, che era destinata ad accogliere i pellegrini diretti a Santiago. Qui si trova un secondo chiostro, romanico, con colonne binate e capitelli delicatamente istoriati in forma diverse.

Dal chiostro si passa nella cappella più antica con scritte in arabo su legno e portale tipicamente istoriato in forme mudejar. Nella cappella di Santiago anche il soffitto è mudejar, con rilievi e colori; al centro è una statua di Santiago che impugna una spada, perché era in questo luogo che venivano ordinati cavalieri i re di Castiglia y Leon.

Infine, nei locali del vecchio granaio del convento è allestito un museo assolutamente unico: il Museo delle “Ricas Telas Medievales”, in pratica una raccolta di gioielli e soprattutto di abiti prelevati direttamente dalle tombe dei sovrani e dei notabili tumulati nel monastero. Si tratta di abiti e vesti preziose: scarpe, mantelli, cuscini, abiti, berretti, cinture, cinturoni e foderi di spade. Alcuni di questi pezzi sono praticamente intatti, altri molto logorati, ma costituiscono indubbiamente uno spaccato della vita di corte del tempo.

Nel locale è anche conservato lo stendardo conquistato agli arabi nella battaglia di Las Navas di Tolosa nel 1212, ricamato in oro, argento e seta.

Con la visita a questo stupendo monastero si conclude anche la nostra visita a Burgos; mancano ancora da visitare altri posti come la Cartuja de Miraflores o, poco più lontano, il santuario di San Juan de Ortega, o anche le grotte di Atapuerca. Ma il tempo a nostra disposizione è terminato ed è ora di concludere questo bellissimo viaggio durato ben quindici giorni.

Spero di riuscire ad organizzare un prossimo viaggio per riprendere questo intenso ed assai interessante “cammino” che dalle sponde dell’Ebro ci ha portato fino ai passi dei Pirenei e da lì, attraverso la Navarra e La Rioja, fino ai confini della Castiglia e di poter ulteriormente condividere con voi il racconto di quegli itinerari.

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