Cerveteri – 2

Il vero punto di forza di Cerveteri è sicuramente la necropoli. “Si estende per 400 ettari e vi si trovano molte migliaia di sepolture (la parte recintata e visitabile rappresenta soli 10 ettari di estensione e conta circa 400 tumuli), dalle più antiche del periodo villanoviano (IX secolo a.C.) alle più “recenti” del periodo etrusco (fino al III secolo a.C.).” (https://it.wikipedia.org/wiki/Necropoli_della_Banditaccia).

Tuttavia è utile precisare che inumazioni in quest’area sono continuate anche in periodo romano, almeno fino al I secolo a.C.

DSCN0005.JPG

La sua importanza è data dalle notevoli dimensioni del sito, ma “è dovuta anche al fatto che fornisce importanti indicazioni sulla vita degli Etruschi e sulla struttura delle loro case. Le tombe sono infatti costruite a imitazione delle case “dei vivi” con più ambienti con porte e finestre sagomate, colonne e pilastri, mobili, suppellettili, vasellame in metallo prezioso, oggetti (…)” di varia provenienza. (https://www.sitiarcheologiciditalia.it/necropoli-di-cerveteri/).

All’ingresso (biglietto cumulativo con il Museo 10 euro), viene distribuita una piantina del sito e delle tombe visitabili, e un telecomando con il quale, in alcune delle tombe, è possibile attivare un impianto di illuminazione e uno audio che spiega brevemente le caratteristiche della tomba stessa.

Le sepolture più antiche risalgono all’epoca villanoviana (IX – VIII secolo a.C.), è presentano la caratteristica forma a pozzetto, entro il quale venivano custodite le ceneri del defunto, o dalle fosse per l’inumazione.

Ma la principale caratteristica della necropoli di Cerveteri è data dalla presenza di due particolari tipi di tombe: alcune sono grandi tumuli circolari che emergono dal terreno con una calotta semisferica di terra a copertura; altre sono disposte in sequenza, secondo linee ordinate e diritte.

Il nucleo principale di questa impressionante serie di inumazioni è costituito dalla Necropoli della Banditaccia. E’ utile precisare che questo toponimo deriva dai “bandi” tramite i quali i proprietari terrieri, nell’800 affittavano i terreni agricoli della zona.

Dalla biglietteria si percorre un vialetto che conduce ai diversi tumuli, e alle relative tombe, seguendo la via Sepolcrale. Scalette in ferro consentono l’accesso alle tombe, laddove l’ingresso è posto più in alto rispetto al livello stradale.

Dall’ingresso, le scale in pietra scendono fino al livello delle tombe e agli ambienti visitabili.

La nostra visita comincia dalla Tomba dei Capitelli. Come tutte le tombe è scavata nel tufo, una pietra facile da lavorare; l’ambiente è in genere organizzato per più nuclei familiari appartenenti ad un gruppo con unico capostipite; i letti sui quali venivano adagiati i defunti sono anch’essi scavati nella pietra, in genere con le donne a destra e gli uomini a sinistra; spazi per le divinità venivano in genere poste in celle scavate nelle pareti; le tombe sono precedute da un corridoio (il “dromos”), che veniva chiuso con grandi pietre dopo la cerimonia di inumazioni e la rottura, in loco, dei contenitori per le libagioni.

IMG_20191112_120837_BURST009.jpg

La successiva Tomba dei Letti Funebri è leggermente diversa rispetto a quella appena descritta. Presenta infatti due “letti”, uno a destra, uno a sinistra, ambedue occupati da donne e due letti più piccoli ai loro piedi (probabilmente per fanciulli). Una aula più piccola, sul fondo conteneva scaffali.

Una delle tombe più antiche è la Tomba della Capanna, così chiamata perché il soffitto è scavato a forma di capanna, con un grosso cordolo centrale che richiama la forma del tronco d’albero posto in cima al tetto delle abitazioni. La tomba si trova in un tumulo di grande dimensione nel quale, ma solo in epoche successive, dopo cinquant’anni, furono scavate altre tre tombe. Non ci sono letti di pietra e quindi furono probabilmente usati letti di legno per la giacitura dei defunti. Qui è stato trovato un corredo assai ricco, fra cui anche un attrezzo per trattare le spezie che venivano aggiunte al vino.

La Tomba dei Rilievi è atipica in questo insediamento, in quanto è scavata totalmente al di sotto del livello del terreno e non è coperta da alcun tumulo. Presenta due pilastri al centro dello scavo, con le pareti interamente affrescate. Di essa sappiamo anche l’appartenenza alla famiglia Matunas, come si può leggere in una iscrizione.

Nella Tomba del Pilastro, con il telecomando si attiva anche una breve produzione video che illustra i momenti principali di un funerale etrusco (il banchetto, le danze, l’elogio funebre). In questa tomba c’è un pilastro centrale e una serie di ben 19 letti affiancati lungo le pareti.

Curiosa ed interessante la Tomba della Cornice. Qui due sedie sono scolpite nella pietra sulla parete di ingresso, di fronte ad una cella tripartita destinata ai defunti. Sul fronte la cella presenta una cornice scolpita.

Seguendo l’itinerario proposto dalla piantina fornitaci all’ingresso, giungiamo alla zona della necropoli nella quale si trovano le tombe allineate in fila regolare. Quelle portate alla luce e visitabili, compongono vie rettilinee, due delle quali denominate via dei Monti Ceriti e via dei Monti della Tolfa.

DSCN0047.JPG

Qui la disposizione delle tombe assume una forma regolare, lungo linee diritte, proprio come per le abitazioni di una città. Le tombe vengono scavate su fronti tufacei e completate con blocchi di tufo squadrato. Quest’ultimo tipo di inumazioni è più tardo rispetto alla costruzione delle tombe a tumulo, ed è stato datato al Vi secolo a.C.

Subito dopo queste file regolari di tombe, sono alcuni altri grandi tumuli. Il Tumulo Maroi contiene ben tre distinte tombe. La più grande ed interessante è divisa in più ambienti; qui sono stati ritrovati importanti reperti, tra i quali anche le braci di un rito funebre.

Più avanti e la cosiddetta Tomba Policroma, perché composta da blocchi in tufo e in sacco (una pietra della stessa consistenza, ma leggermente più scura). La tomba presenta tre ambienti con pilastri.

Il Tumulo Mengarelli è un altro grande tumulo con una unica tomba. Dopo il “dromos”, un ambiente circolare costituisce l’accesso a due celle laterali e ad un vestibolo con un’altra sala. Alla parete sono visibili una serie di scalpellinature cui avrebbero dovuto seguire operazioni di dipintura della parete, operazione rimasta invece incompiuta.

A completare questa sommaria descrizione, vale la pena sottolineare come la visione d’insieme del sito sia estremamente suggestiva.

Osservare dall’ingresso i grandi tumuli che si susseguono l’uno all’altro e poi percorrere le vie che si dipanano all’interno della necropoli, fiancheggiando gli stessi tumuli, dà quasi l’impressione di essere all’interno di un villaggio, con le costruzioni dalle quali potrebbero emergere i volti degli antichi abitanti di queste terre, i quali hanno indubbiamente segnato una pagina importante della storia e delle successive culture che si sono affermate in questi territori.

E noi siamo riusciti, in questa nostra visita, nonostante le non troppo favorevoli condizioni climatiche (una incostante pioggia ha complicato i nostri passi), a farci un’idea della complessa e interessante vita di questo popolo.

Un popolo che, nonostante le divergenti opinioni degli storici circa la sua origine e provenienza, ha vissuto ed operato in questi territori per oltre quattrocento anni, con un lascito di storia, arte e cultura di grande livello ed importanza.

Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...