Tarquinia – 1

Di Tarquinia comincerò raccontando la grande necropoli. Meno suggestiva di quella di Cerveteri: non presenta i grandi ed alti tumuli tufacei e ricoperti di terra; qui le tombe sono scavate nella pietra, ma al di sotto del livello del terreno, quindi, all’esterno, si presentano, in genere, solo con piccoli tumuli.

Ma sono splendidamente decorate e il loro apparato pittorico raggiunge un livello artistico di grande pregio ed inarrivabile capacità espressiva.

La necropoli occupa una intera collina posta di fronte ad un’altra collina su cui sorgeva la città etrusca.

Nella necropoli di Tarquinia bisogna scendere in ciascuna tomba e benchè i “dromos” siano coperti da nuove scale in legno e in ferro, fornite anche di corrimano, la visita è piuttosto faticosa. Tuttavia lo spettacolo offerto dai muri affrescati delle tombe, visibili attraverso le porte a vetro poste davanti ad esse, ricompensa ampiamente della fatica provata.

In questo racconto proverò a descrivere queste magnifiche opere seguendo l’itinerario prescritto, tomba per tomba.

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Subito dopo l’ingresso alla necropoli un vasto spiazzo ospita alcuni grandi funghi di pietra. Sono le tombe di età villanoviana (XI-VIII secolo), provenienti dalla vicina necropoli di Bruschi-Falgari. Si tratta di grosse pietre scavate all’interno, con coperchio, entro cui venivano poste le ceneri dei defunti e il corredo funebre.

Subito dopo è la Tomba dei Giocolieri: una camera quadrata che porta sulle pareti le immagini di alcuni giocolieri, impegnati nei tradizionali giochi che si svolgevano durante i funerali.

Segue la Tomba del Guerriero: qui la camera è rettangolare con tetto a doppio spiovente; sulle pareti scene di un simposio, esibizioni atletiche, musicali e acrobatiche.

La Tomba Cristofori è quadrata con tetto a doppio spiovente, poco leggibili sono gli affreschi che comprendono danzatori e musici.

La Tomba della Caccia e Pesca è stupenda. E’ composta da due camere in asse: nella prima una coppia (i proprietari della tomba) è assisa a banchetto; nella seconda uccelli colorati volano in cielo circondando una barca (una imbarcazione fenicia) che solca le acque ricche di pesci. Da uno scoglio si lancia in acqua un tuffatore. Non solo la scena è fantastica, ma presenta anche uno stile evoluto e un grande gusto narrativo.

Molto fine è anche la decorazione della Tomba del Cacciatore, rettangolare, a doppio spiovente. Il tetto e le pareti sono disegnate e dipinte come l’interno di un tendone da caccia, il tessuto che circonda la tenda, a tratti, lascia intravedere il paesaggio circostante.

La Temba delle Leonesse è a camera unica, quadrata con tetto a doppio spiovente; il soffitto è a scacchiera, le pareti divise da colonne dipinte. Sul frontone di fronte all’ingresso due leonesse maculate si fronteggiano. Al di sotto, due figure sono poste ai lati di un grande cratere con due manici; sulle pareti laterali sono banchettanti sdraiati.

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La Tomba Fiore di Loto ha, di fronte all’ingresso, il disegno della travatura, con un fiore di loto capovolto al centro. Il soffitto è decorato con tanti piccoli fiori.

La Tomba della Pulcella (ancella), porta sulle pareti scene di un banchetto con musici.

Poco comune è la presenza di un vestibolo nella Tomba dei Caronti. Su due pareti sono disegnate due porte affiancate da Charun con un martello in mano. Charan è il dio etrusco della morte, una trasposizione del greco Caronte.

La Tomba dei Due Letti presenta un’altra particolarità: ha un soffitto piano. E’ decorata su un pilastro posto centralmente nella camera, con il disegno di un Charan minaccioso. Sulla destra il defunto arriva davanti a Caronte accompagnato da Vanth, la dea degli inferi.

La Tomba del Gorgonione, quadrata, a doppio spiovente presenta una maschera di Gorgone con funzione apotropaica.

La Tomba Cardarelli è quadrata, a doppio spiovente con la trave centrale a rilievo. Di fronte all’ingresso è disegnata una porta, mentre sulle pareti si susseguono figure di pugili nudi dalla massiccia corporatura, danzatori, suonatori, coppieri ed altre figure.

Anche la Tomba Moretti è quadrata con tetto a doppio spiovente. Sulla trabeazione di fronte alla porta d’ingresso due leoni si fronteggiano; figure maschili e femminili sono sulle pareti.

La Tomba della Fustigazione prende il nome da una scena presente sulla parete destra: due uomini flagellano una donna (una evidente scena erotica). Sulla parete di fondo è disegnata una porta, altre figure (un danzatore e un flautista) si allineano sulle pareti.

Delicatissima è la decorazione della Tomba dei Fiorellini, con il soffitto interamente decorato con graziosi fiorellino colorati a tre petali e cerchi rossi. Sulla parete due personaggi a banchetto.

La Tomba del Demone Azzurro è quadrangolare, con un corteo verso l’oltretomba. Davanti al corteo una tavola imbandita con quattro personaggi sdraiati su triclini. A destra Caronte traghetta le anime con una barca rossiccia e un grosso remo. Figure infernali completano il gruppo, fra le quali una spicca per le sue carni bluastre.

La Tomba Bettini, quadrangolare, con al centro del soffitto grandi rosoni, ha sulla parete di fondo la scena di un banchetto e della danza in un boschetto ricco di fauna.

Nella Tomba della Caccia al Cervo, quadrangolare anch’essa, scene di caccia e, sul frontone di fronte all’ingresso, due pantere affrontate.

La Tomba Barroccini è costituita da una camera centrale sulla quale si aprono altri tre ambienti. Qui la decorazione è a scacchiera con diverse colorazioni e a fiorellini.

Sicuramente la tomba più celebre, perché i suoi affreschi sono riportati in tanti manuali, è la Tomba dei Leopardi. Due leopardi si fronteggiano sul frontone di fronte all’ingresso. Ma l’immagine più vivida di questa tomba è data dal vivace convivio di banchettanti che si vede sulla parete di fronte all’ingresso. I banchettanti, con vesti colorate, sono distesi sui loro triclini, mentre vari servitori si dispongono intorno portando vivande. Una scena bellissima, di grande effetto cromatico e di notevole plasticità.

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Infine, ultima tomba a poter essere visitata, è la Tomba dei Baccanti. Qui fiorellino sono dipinti sul soffitto, animali si fronteggiano sul frontone di fronte alla porta d’ingresso, personaggi ebbri e danzanti si susseguono lungo le pareti postando coppe e brocche per le libagioni.

Sudati e affaticati abbiamo completato il giro delle tombe visibili aperte al pubblico. Pienamente soddisfatti e felici di aver potuto vedere non solo opere di inestimabile valore, ma anche di aver potuto godere di prodotti artistici che “rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell’età imperiale romana.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Necropoli_di_Tarquinia).

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