Parma – 1

Questo scritto ed i prossimi due, costituiscono il resoconto di una parziale visita alla vivace città di Parma fatta nel gennaio di quest’anno.

Appena usciti dalla stazione, attraversato il breve tratto di strada fiancheggiato da palazzoni dalla magniloquente impostazione, si entra nel centro storico, preannunciato dalla grande mole del Palazzo della Pilotta, una costruzione di notevole dimensione, ancorché incompiuta e parzialmente colpita dai bombardamenti dell’ultima guerra.

Rinviando ad altra occasione la visita di questo edificio e delle varie raccolte che vi hanno sede, ci dirigiamo il Duomo di Parma, dedicato a Santa Maria Assunta.

Per farlo attraversiamo l’ampio Piazzale della Pace, uno spazio coperto da un vasto prato all’inglese, su cui insistono due monumenti bronzei: quello dedicato a Giuseppe Verdi e quello dedicato al Partigiano.

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La sistemazione attuale della piazza è avvenuta solo in tempi assai recenti (il 2017), dopo una serie di controversie e di discussioni che hanno coinvolto le rappresentanze comunali, vari ministeri e gli stessi cittadini (nel 1997 fu indetto un referendum che però non ottenne il quorum). Un percorso pavimentato attraversa tutto il piazzale, intitolato “Sentiero delle Lettere”; agli estremi due stele sulle quali sono scolpite due poesie di Attilio Bertolucci dedicate rispettivamente a Giovanna d’Arco e a Giacomo Ulivi. I due testi sono anche riportati (con lettere in pietra) lungo il percorso del sentiero.

Alcune spiegazioni sono indispensabili. Anzitutto riguardo ad Attilio Bertolucci (1911 – 2000) che è stato insigne poeta originario del parmense (padre tra l’altro dei registi Bernardo e Giuseppe Bertolucci). La poesia a Giovanna d’Arco è in realtà un omaggio all’omonimo dramma di Giuseppe Verdi (nato a Roncole, vicino Busseto in provincia di Parma), autore lirico da sempre in grande considerazione a Parma. Infine Giacomo Ulivi è un partigiano di Parma, arrestato più volte ed infine ucciso dai fascisti quando non aveva neppure venti anni, ed insignito di medaglia d’argento al valore militare per la sua attività antifascista.

Percorsa la piazza, si imbocca una stradina che porta direttamente alla Piazza del Duomo.

L’edificio è veramente bello, con la stupenda facciata affiancata da un alto campanile, mentre sulla destra si staglia la elegante struttura del Battistero.

La basilica paleocristiana venne sostituita nel IX secolo da una chiesa che però andò distrutta da un incendio. la nuova chiesa venne terminata nel 1074; nel 1178 venne completata la facciata e nel 1291 il campanile.

La facciata, a capanna, è limpidamente romanica, incantevole ed estremamente elegante.

La parte inferiore è liscia, in blocchi di pietra squadrata. Qui si aprono tre portali; i due laterali, più piccoli, sono sormontati da lunette. Il portale centrale è anticipato da un protiro, con arco a tutto sesto, poggiante su due colonne corinzie ognuna delle quali a sua volta sorretta da un leone stiloforo. Al di sopra del protiro è una loggetta con copertura a doppio spiovente e volta a botte, la copertura è sorretta da una colonnina corinzia per lato.Al di sopra ancora, un oculo.

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Nella parte superiore della facciata, lateralmente alla loggetta sono quattro trifore, due per ciascun lato; analogamente altre quattro trifore sono al livello dell’oculo, due per ogni lato.

Una terza serie di agili finestre con archetti a tutto sesto sostenuti da eleganti colonnine segue l’andamento degli spioventi del tetto.

Un insieme davvero affascinante.

All’interno la struttura rimane quella romanica dell’XI secolo, ma rimaneggiata e decorata in epoche successive. E’ a tre navale, quella centrale grande il doppio delle due laterali, separate da alti pilastri che si concludono con archi a tutto sesto; un matroneo corre lungo tutta navata centrale, le cui pareti si alzano ancora fino a concludersi con una ampia volta a crociera. Al livello del transetto si innalza una cupola. Transetto ed abside sono rialzati.

Tutte le pareti della navata centrale, al di sopra degli archi, al di sopra del matroneo e infine nella volta, sono affrescati con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento (gli affreschi sono del 1500); nella volta decorazioni ed affreschi della stessa epoca.

Nella cupola una grandiosa opera del Correggio: l’ “Assunzione della Vergine”, opera realizzata tra il 1525 e il 1530. La Vergine ascende al cielo, in una fitta spirale di nubi, circondata da angeli ed arcangeli, santi ed apostoli.

Nell’abside centrale è un coro ligneo con quaranta stalli ed una ancona (grande tavola d’altare) barocca “(…) in legno scolpito e dorato (…) costituita da un coronamento a semicupola poggiante su colonne tortili con capitelli corinzi” (https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Parma). I due bracci laterali del transetto hanno volte a crociera e presentano ciascuno un doppio abside.

Notevole è anche l’altare maggiore costituito da “(…) un’antica arca del XII-XIII secolo contenente le reliquie dei santi martiri Abdon e Sennen, Nicomede di Roma, Ercolano di Perugia e Pudenziana. I quattro lati sono decorati da bassorilievi: sui lati anteriore e posteriore, dieci dei dodici Apostoli, sul lato di destra i Santi Abdon e Sennen e, sul lato di sinistra, entro una mandorla, il Redentore benedicente, affiancato dai simboli dei quattro Evangelisti.” (ibidem).

Alla parete del transetto di destra un bassorilievo di Benedetto Antelami, un vero capolavoro, una “Crocifissione” che raffigura “(…) al centro, Gesù che viene calato dalla croce e, ai lati, personaggi simbolici, come le tre Marie (simbolo della Resurrezione) e la personificazione dell’Ecclesia e della Sinagoga.” (ibidem). Nella seppur piccola composizione i volti appaiono pieni di grande intensità ed espressività.

Nel corso del tempo varie cappelle laterali sono state aggiunte lungo i lati esterni delle navate laterali. Tra queste vale la pena di citare la Cappella Valeri e la Cappella del Comune, entrambe affrescate con opere del ‘400 in buono stato di conservazione. Anche in questo caso si tratta di temi sacri, ma è da notare la significativa attenzione degli artisti nel descrivere spazi architettonici, ambienti ed episodi di vita comune (stupenda, ad esempio, l’immagine di due fornai che infornano il pane).

Lungo la navata centrale, sulla destra, è un grande ed elaborata pulpito in legno, scolpito e decorato, un’opera seicentesca di grande valore e qualità.

Infine la cripta che è assai ampia, avendo potuto godere dell’ampio spazio del transetto, come detto, totalmente rialzato. La volta è sostenuta da numerose colonne con capitelli.

Fuori, nella piazza, il tempo di ammirare anche l’alto campanile (63 metri) che è sul lato destro della chiesa.In stile gotico, in mattoni scuri a vista tranne che negli angoli, rivestiti in blocchi di marmo.

Il campanile è suddiviso in quattro fasce da cornicioni decorati con archetti ciechi in marmo e si conclude con una cuspide piramidale. Nella fascia più bassa, sul lato anteriore, si aprono due finestre rettangolari e, sul lato destro, una porta. La seconda fascia, invece, non ha aperture sull’esterno. Su ognuno dei quattro lati della terza fascia si apre una piccola bifora e, su quello anteriore, si trova il quadrante dell’orologio. Nella parte superiore della quarta fascia, infine, su ognuno dei quattro lati si apre una trifora.

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