Parma – 2

Su Piazza Duomo a Parma si staglia un’altra meravigliosa costruzione: il Battistero.

La costruzione iniziò nel 1196 a cura di Benedetto Anelami, scultore ed architetto attivo in Parma a quell’epoca. La struttura fu cominciata utilizzando il prezioso marmo rosso di Verona. Le vicende politiche dell’epoca ne fermarono la costruzione, soprattutto perché il famoso ghibellino Ezzelino da Romano (all’epoca signore di Verona) bloccò la fornitura del materiale. L’opera venne poi completata nel 1270, rispettando comunque il progetto iniziale.

La costruzione, alta e magnifica, segnali momento di passaggio dall’architettura romanica a quella gotica. “Gli elementi che lo compongono sono tutti ancora romanici, ma la loro disposizione è completamente originale: sviluppo verticale, senso del ritmo, elaborate proporzioni, sono infatti tutte caratteristiche tipicamente “gotiche” del battistero. Nelle lunette dei portali ricorrono nessi significativi con l’impaginazione delle corrispettive composizioni delle chiese gotiche francesi: le cattedrali di Chartres, Bourges, Nantes e la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Battistero_di_Parma).

IMG_20200123_111712.jpg

La struttura esterna è poligonale e si sviluppa notevolmente in altezza. Su tre delle facciate si aprono portali con lunette scolpite; sugli altri lati sono degli archi ciechi. All’altezza di circa due metri da terra corre un lungo fregio costituito da una serie di formelle in ciascuna delle quali sono scolpiti degli animali, alcuni anche fantastici.

La massiccia struttura è alleggerita, nei quattro livelli superiori, da decorazioni costituite da loggette che si interrompono sugli angoli. Le loggette presentano leggeri architravi sostenuti da colonnine. Al livello più alto, al di sotto della cornice, una serie di archetti ciechi corre lungo tutto il perimetro. Al di sopra di esso una balaustra in pietra e pinnacoli negli angoli.

Se l’esterno è magnifico, l’interno è veramente incredibile (ingresso 8 euro ridotto 6, cumulativo con Museo Episcopale). Difficile persino descriverlo per la sua scenografica complessità, vivacità organizzativa e colorazione armoniosa.

Non mi soffermo sui complessi riferimenti religiosi che sono alla base della struttura architettonica e degli affreschi. Mi limiterò agli aspetti artistici ed architettonici e già così sarà molto difficile riuscire a descrivere la complessità del tutto.

Anzitutto comincio col dire che gli otto lati esterni si trasformano in sedici all’interno.

Su ciascun lato è una nicchia incorniciata da colonne con capitelli e chiusa da una semicupola. Da ogni colonna parte un’altra colonna che inquadra due altri livelli costituiti ciascuno da due loggette sostenute ciascuna da tre colonnine chiuse da leggeri architravi. Dalle sedici colonne di questo livello superiore partono sedici costoloni tubolari in marmo rosso di Verona, che si chiudono ad ombrello nella volta, con un piccolo oculo.

IMG_20200123_123818.jpg

Il senso di spazialità che se ne ricava, seppur racchiuso in una base relativamente ristretta è veramente magnifico.

Al centro dell’ambiente due vasche concentriche per il battesimo.

Capitelli sono in cima ad ogni colonna e rilievi vari sono scolpiti su alcune parti lisce delle pareti. Ad altorilievo sono invece una serie di sculture dedicate al ciclo dei mesi e delle stagioni. Vi sono rappresentati uomini impegnati in lavori agricoli stagionali, con cura estrema dei particolari, degli strumenti di lavoro, degli alberi, dei prodotti del lavoro.

Ma tutte le restanti superfici, dal basso fino al centro della cupola, sono coperte di affreschi vivaci e colorati, realizzati ad opera di differenti autori (fra questi Buffalmacco e il Maestro del 1302) che rendono animato e frizzante tutto l’insieme.

Nelle nicchie al livello più basso gli affreschi trattano una serie assai ampia di episodi biblici; nella zona dell’altare è il Battesimo di Cristo.

In alto, nella cupola, gli affreschi sono distribuiti in sei fasce concentriche che riportano vari episodi biblici, scene della vita di San Giovanni Battista e di Abramo, una simbologia del Paradiso (stelle), Cristo, la Madonna e i Profeti nonché gli Apostoli e gli Evangelisti. Apostoli ed Evangelisti sono dipinti affrontati in coppie.

Semplicemente fantastico. Un vero piacere per gli occhi e la mente., seguendo un tema g

Nella piazza è ancora un altro edificio, non particolarmente interessante dal punto di vista architettonico, ma importante perché vi ha sede il Museo Diocesano nel quale sono conservati alcuni reperti recuperati da scavi effettuati nella zona. In quest’area, è utile ricordare, insisteva l’insediamento di epoca romana, anche se il Foro si trovava un paio di isolati più a sud.

Sono stati posti in evidenza, nell’interrato, parti di un edificio che si trovava al dissotto dell’attuale piano stradale; resti di vasellame del IV secolo a.C; una interessante raccolta di monete risalente ad un periodo tra il III e il IV secolo d.C. (trovate in loco); numerose parti di anfore e parti di oggetti di uso quotidiano (lucerne, contenitori in vetro, ecc.).

In età medievale la città rimase in parte abbandonata e parte dei manufatti venne utilizzata sia per la costruzione di nuove strutture, sia trasformata per le esigenze delle nuove tradizioni.

Nel museo sono esposti alcuni interessanti esempi di quanto avvenuto: una statua di San Michele in marmo (XII secolo), ottenuta rilavarono una statua di togato di epoca romana e che conserva ancora tracce della coloritura originale; la figura di un altro arcangelo di epoca medievale, ma con una testa di epoca romana.

Belli sono due telamoni del XII secolo, in marmo. L’esposizione mette in evidenza anche alcune lastre, capitelli e bassorilievi precedentemente collocati nella cattedrale, quasi sicuramente nel periodo altomedievale.

IMG_20200123_121445.jpg

Due statue, quella di re Salomone e della regina di Saba risalgono ad un periodo leggermente più tardo, erano collocate ad uno degli ingressi del Battistero e sono probabilmente opera di Benedetto Anelami.

Alla parete un pavimento musivo grande e bello, con motivi geometrici, floreali e animali (pesci e delfini), approssimativamente datato al VI secolo d.C. “Vista la presenza di iscrizioni con i nomi degli offerenti, si pensa che il mosaico potesse essere collocato in un edificio di culto cristiano, forse la stessa basilica paleocristiana esistente prima dell’attuale cattedrale.” (https://www.piazzaduomoparma.com/museo-diocesano/).

Un frammento di sarcofago del III secolo d.C. con Ercole scolpito, di epoca romana, reimpiegato come supporto dell’altare maggiore della cattedrale (prima che fosse sostituito con quello attuale del quale ho parlato nel precedente scritto dedicato all’edificio religioso: https://michelecasa.wordpress.com/2020/02/10/parma-1/).

Risalendo al pianterreno è la statua originale dell’Arcangelo Raffaele, originariamente collocato, come banderuola, all’apice del campanile della cattedrale. Alta un metro e mezzo, “(…) è formata da due valve cave di rame realizzate a fusione, (…) l’arcangelo Raffaele si presenta in piedi, con le ali aperte, vestito di un abito a drappeggi: in mano tiene una grande croce e un’aureola dorata gli circonda il capo.” (ibidem).

Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...