La costa catanese

Prima di raccontarvi del mio itinerario lungo la costa catanese (sempre nel marzo del 2012), devo accennare a due altri luoghi della Sicilia nord-orientale assai belli ed interessanti: le Gole dell’Alcantara e la spiaggia di Isola Bella.

Le Gole dell’Alcantara sono un luogo assai spettacolare.

La Valle dell’Alcantara si trova nella zona nord-orientale della Sicilia; laddove termina la catena montuosa dei Peloritani, forma delle strette e tortuose gole, alte fino a 25 metri. (https://it.wikipedia.org/wiki/Gole_dell%27Alcantara).

Queste gole, particolare assai interessante, non sono frutto della erosione delle acque che qui scorrono, bensì sono “(…) create da colate di lava basaltica (povera di silicio ma ricca di ferro, magnesio e calcio). La lava si è poi raffreddata molto velocemente creando forme prismatiche pentagonali ed esagonali, che richiamano la struttura molecolare dei materiali che la costituiscono.” (ibidem).

In queste strette gole l’acqua si fa rapida e spesso impetuoso. Proprio per questa ragione, quando noi ci siamo recati lì, non è stato possibile scendere al livello delle acque, ma ci siamo dovuti accontentare della, seppur scenografica e splendida visione dall’alto.

Tornando indietro verso la costa, incrociamo la località di Isola Bella, uno sperone roccioso che si protende di poco (raggiungibile via terra) nelle acque limpide a formare due piccole baie sassose. (https://travel.fanpage.it/isola-bella-a-taormina-come-raggiungerla/).

Proprio in conseguenza del fondale pietroso, le acque sono particolarmente trasparenti e luminose e “(…) permette di vederne il fondale anche a distanza.” (ibidem).

Da qui, scendendo verso sud, in direzione di Catania, si incontrano altre belle ed interessanti località costiere che attraggono visitatori e turisti balneari, anche se la costa cambia notevolmente e, in conseguenza della incombente presenza dell’Etna, sono i sedimenti lavici a costituirne la principale caratteristica, dando origine a scorci spettacolari.

La prima località che incontriamo è Acireale.

Una lunga parentesi è necessario farla circa il prefisso “Aci”, che ritroveremo anche nelle altre due tappe successive (Acitrezza e Aci Castello).

“Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per un personaggio chiamato Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò la ninfa Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume chiamato Akis dai greci, prevalentemente sotterraneo. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò Jachium sotto i bizantini, Al Yag con gli arabi e quindi Aci (…).” (https://it.wikipedia.org/wiki/Acireale).

Nel caso di Acireale, il nome completo sarebbe stato attribuito alla città nel 1642 da Filippo IV di Spagna (ibidem).

Ad Acireale raggiungiamo la centralissima Piazza Duomo sulla quale si affacciano vari edifici, tra i più importanti della città: la Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Municipio.

La Cattedrale di Acireale è dedicata a Maria Santissima Annunziata, ma la fede popolare vi venera soprattutto Santa Venera (o Veneranda), patrona della città.

La chiesa è frutto di vari rimaneggiamenti. La facciata è opera del XVII secolo e presenta un grande portale marmoreo; nella barocca lunetta è una Annunciazione. Al di sopra del portale è un grande rosone marmoreo sormontato da una alta balaustra con colonnine chiuse da piccoli e delicati archetti (tutta la sezione al di sopra del portale è stata realizzata alla fine dell’800).

La facciata, infine, è inquadrata da due alti campanili simmetrici ed identici, ma costruiti in epoche diverse. Quello di destra risale alla metà del ‘500; quello di sinistra alla fine dell’ 800.

L’interno è a tre navate su pilastri che si chiudono con archi a tutto sesto. Varie opere d’arte di sono nella chiesa, affreschi e decorazioni sulle colonne e nella volta della navata centrale. Alle pareti delle navate laterali vari altari di gusto barocco o neoclassico.

Completamente in pietra bianca è la facciata della Basilica dei Santi Pietro e Paolo che si sviluppa su due livelli incorniciati da colonne e separate da un cornicione. Bianco è anche il campanile che svella sulla destra dell’edificio. In tutti e due i casi lo stile è prettamente barocco.

L’interno è a unica navata; sulle pareti laterali colonne e capitelli, nell’arco trionfale, nell’abside e nella zona del presbiterio decorazioni e stucchi.

Il Palazzo Comunale prospetta sulla piazza con una facciata barocca; i balconi del primo piano sono in ferro battuto, sorretti da mascheroni anch’essi barocchi.

Da piazza Duomo raggiungiamo la vicina Basilica di San Sebastiano. Seduti ad un bar di fronte alla chiesa gustiamo la tradizionale granita al limone con la brioche (una colazione veramente unica), ed ammiriamo la grande facciata barocca. La scalinata e la ricca balaustra che anticipano la chiesa costituiscono solo una parte della sontuosa dotazione di fregi, mensole, pinnacoli, festoni e statue che decorano la facciata della chiesa. Un vero tripudio di marmi bianchi e lucidi.

Lasciata Acireale, raggiungiamo un luogo reso famoso dal romanzo di Giovanni Verga, “I Malavoglia” e successivamente magnifico scenario dell’altrettanto magnifico film di Luchino Visconti, “La terra trema”, ispirato al romanzo.

Noi ci limitiamo (si fa per dire) ad ammirare il fantastico panorama offerto dai caratteristici Faraglioni dei Ciclopi: otto scogli basaltici che sembrano sorgere dalle acque antistanti il litorale e dalla vicina piccola isola Lachea. Secondo la leggenda, i primi furono lanciati da Polifemo ad Ulisse per ostacolarne la fuga, mentre l’isola Lachea viene identificata come l’omerica isola delle Capre. (https://it.wikipedia.org/wiki/Aci_Trezza).

Lo spettacolo è semplicemente magnifico!

Ultima tappa prima di giungere a Catania è Aci Castello.

Qui “(…) Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione dalla storia d’amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, ma anche dal ciclope Polifemo (a sua volta innamorato della bellissima Galatea).” (https://it.wikipedia.org/wiki/Aci_Castello).

La cifra di questo comune è il Castello (di incerta origine) realizzato in cima ad una grande promontorio basaltico che cade a picco sul mare, formatosi a seguito di colate laviche sottomarine.

Il massiccio castello è raggiungibile al termine di una alta e lunga scalinata. La faticosa salita è tuttavia compensata dalla meravigliosa vista sulle acque circostanti e sul piccolo borgo. La piazza, la chiesa, le abitazioni sono allineate in basso lungo la costa. Anche qui numerose barche dai variopinti colori sono a secco nel piccolo porticciolo.

Raggiungiamo infine Catania al termine di questa piacevolissima visita lungo la costa orientale della Sicilia.

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