Siracusa – 1

Non si può parlare di Siracusa senza parlare innanzi tutto del suo grandioso museo archeologico, per la precisione il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, che è “(…) uno dei principali musei archeologici d’Europa.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_archeologico_regionale_Paolo_Orsi).

E’ intitolato a Paolo Orsi, un archeologo italiano (di Rovereto) che ha diretto questo museo dal 1895 al 1934, organizzando e dirigendo non solo la struttura mussale, ma anche la intensa campagna di scavi e di ritrovamenti che ha interessato una vasta zona del territorio orientale della Sicilia. Un uomo competente ed un professionista di alto livello che ci ha regalato un lascito di conoscenze veramente incommensurabile.

Molto bella, razionale e funzionale è l’organizzazione dello spazio museale, completato nel 1988, organizzato in sale che ruotano intorno ad un centro e raccontano la storia degli insediamenti magno-greci con profusione di particolari ed accompagnando il racconto con i numerosi e stupendi reperti dell’epoca. Ottima l’illuminazione, aspetto niente affatto secondaria per una buona esposizione dei reperti.

Un ampliamento ulteriore è stato poi realizzato al piano superiore, con l’esposizione di manufatti provenienti dalla Grecia classica e da altri ritrovamenti recuperati in scavi più recenti.

Sono stato per due volte questo museo: la prima volta nel marzo 2012, quando ho visitato la parte nord-orientale della Sicilia e poi nel giugno 2013, quando ho visitato la parte sud-orientale dell’isola. Ambedue le volte sono rimasto nel museo quasi per l’intera giornata.

Ne sono rimasto affascinato.

Si comincia con una sezione dedicata alla geologia del territorio nella quale sono esposte rocce, fossili animali (tra i quali la ricostruzione dello scheletro di un elefante nano, caratteristico della zona), nonché manufatti litici risalenti al Paleolitico superiore (40.000 – 10.000 anni fa) e del Mesolitico (10.000 – 8.000 a.C.).

Del Neolitico (4.000 – 3.000 a.C.) armi di selce ed ossidiana; della prima Età del Bronzo i primi oggetti in metallo e la ceramica bruna. Reperti ancora più recenti testimoniano di primi contatti con l’area del Mediterraneo orientale.

Nelle sale successive comincia a dipanarsi la storia (ma sarebbe meglio dire le storie) dei vari insediamenti magno-greci, delle diverse colonie greche che vengono a stabilirsi nella Sicilia orientale. Stupendo un “kouros” (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Kouros) ritrovato negli scavi della colonia greca di Lentini; dall’area di Megara Hyblea (della visita agli scavi di Megara parlerò in un prossimo scritto) vari reperti tra i quali una Gorgone, e due statuette votive di Demetra e Kore (il loro culto era assai diffuso in Sicilia).

Tanti i reperti provenienti dalle colonie realizzate da Siracusa che era la potenza dominante della zona. Tra questi devo necessariamente citare, per la loro bellezza, grazia ed eleganza, un cavaliere che inforca il suo cavallo dagli scavi di Kamarina; alcuni “kouros”; una testa maschile; parte di un fregio raffigurante un leone che sbrana una mucca.

Nè bisogna dimenticare la profusione di manufatti di minor valore artistico, ma di grande interesse archeologico disseminati nelle diverse sale: infiniti manufatti in ceramica, una moltitudine di statuette votive, una lunga serie di prodotti per l’uso comune in cucina o per il trasporto e la conservazione delle diverse derrate alimentari, vasi, calici, coppe ed anfore di ogni tipo, foggia e dimensione.

Le fibule, i decori, le collane, le armi, le armature, i mille ornamenti degli uomini e donne che hanno abitato questo territorio nelle diverse epoche storiche costituiscono un altro importante elemento descrittivo degli usi e dei costumi.

Nel seminterrato, ben protetta da porte in acciaio ed inferriate, è la collezione numismatica: monete e medaglie provenienti da Siracusa e dai territori circostanti, ma anche di altre zone e territori e di epoche diverse. Ci sono ad esempio monete cartaginesi e greche, ovvero numerose monete di epoca bizantina.

Ma è soprattutto al primo piano, nelle sale dedicate ai reperti della Siracusa di epoca ellenistico-romana che si trova una concentrazione mirabile di statue e reperti di grande bellezza e valore artistico.

Qui tra delicati vasetti in pasta vitrea deliziosamente decorati, anfore pregevoli e coppe di squisita delicatezza e bellezza, splendono alcune statue particolarmente belle ed emozionanti.

Anzitutto la famosa Venere Landolina, così chiamata per essere stat ritrovata, agli inizi dell’ 800 da un archeologo siciliano, Saverio Landolina.

Acefala, la statua ritrae Venere nella classica “posizione pudica”, che con la destra si copre il seno e con la sinistra regge un panno, calato sui fianchi e che il vento gonfia elegantemente scoprendo le gambe della dea.

Guy de Moupassant, alla fine dell’ 800, nel suo “Viaggio in Siciliaa”, ne dette una descrizione entusiasmante (vedi in https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_Landolina). E aveva assolutamente ragione !

Ma è tutta la statuaria ad esprimere un livello di arte e raffinatezza veramente alta, dalla statua di Demetra assisa a quella di Eracle a riposo, dalle quattro magnifiche teste di leone (in realtà dei gocciolatoi provenienti da Castello Eurialo, vedi lo scritto seguente) fino alla “Testa” di Platone.

Da citare ancora è un fine cavallino in bronzo che è diventato il simbolo del museo, mentre dai delicati decori a spirale che ornano i manici di una olla sferica è stato tratto il disegno che è diventato il simbolo della Assemblea Regionale Siciliana.

Consiglio vivamente una visita approfondita di questo museo, prima ancora di affrontare la visita della zona archeologica, con i reti dei monumenti e gli scavi che hanno portato alla luce magnifici edifici di Siracusa.

Leggere le dettagliate didascalie e i racconti delle diverse fasi evolutive di questo territorio, infatti, credo che aiuti enormemente a comprendere non solo l’evoluzione abitativa dei siti, ma anche a comprendere meglio stili e abitudini di vita di quelle popolazioni e a capire, quindi, come e perché sono stati realizzati interventi edilizi di quella portata.

A comprendere insomma le fasi evolutive di una organizzazione sociale (ed anche di una processo economico e produttivo) che ha costituito per alcuni secoli un presidio assai importante del territorio e, al contempo, un lascito imprescindibile per le fasi successive dell’insediamento umano nella Sicilia orientale.

Ora altre tappe ci attendono per la visita di questa città; la prossima è un luogo che si trova fuori dai tradizionali giri turistici, ma, anche questo, di fondamentale importanza per la storia della evoluzione politica, sociale e militare di Siracusa: Castello Eurialo.

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