Val di Noto – 2

Nella prima parte (https://michelecasa.wordpress.com/2020/04/11/val-di-noto-1/) ho scritto di Vittoria e di Comiso, oltre a descrivere sommariamente le principali vicende del Val di Noto. Qui racconto di due altre stupende cittadine: Noto e Modica.

Le abitazioni di Modica occupano una vallata e le colline che la cingono. Su una di queste l’abitato si estende fino in cima, ricoprendola per intero; sull’altro lato si prolunga fino a mezza costa, lasciando spazio al terreno, parzialmente coperto da varie colture.

Visitare Modica è piuttosto faticoso proprio perché il paese si inerpica tutto in altezza e le strade si alternano ad alte scalinate. La prima sosta è nella centrale Piazza del Municipio, dove insiste il palazzo Comunale, una costruzione che era il Convento dei Domenicani; di fianco la chiesa di San Domenico, una costruzione distrutta dal terremoto del 1613, e, ricostruita, venne risparmiata dal più grave terremoto del 1693.

Con un comodo autobus di linea raggiungiamo la parte alta della cittadina ove svetta, sopra una lunga e scenografica scalinata, la chiesa di San Giovanni Evangelista. Il suo campanile è la parte più alta della città di Modica. La chiesa, distrutta dal terremoto del 1693, venne ricostruita nell’800.

Da qui raggiungiamo il Belvedere Pizzo, che offre una splendida vista sulla valle e sull’intero abitato. Approfittiamo della piacevole sosta per comperare e gustare un po’ di quella cioccolata per la quale Modica è ampiamente conosciuta.

E quindi, in discesa, attraversiamo le strade che portano in basso, fiancheggiando chiese, palazzi e case. Tutte le costruzioni portano i segni del diffuso stile barocco: non solo le facciate delle chiese e dei palazzi, ma anche portoni e balconi sono decorati in questo stile. Ed è assolutamente affascinante, vi garantisco, osservare l’utilizzo diffuso e costantemente presente di decori, sculture, volute ed ogni altro elemento che contraddistingue questo stile. Anche chi, come me, non è particolarmente attratto dal barocco, rimane colpito e coinvolto in questa incredibile esplosione di forme e di elementi fantasiosi.

Scendendo dalla cima del colle, percorriamo strade, vicoli (a volte anche coperti perché corrono al di sotto delle costruzioni, scalinate che ogni tanto si aprono in slarghi e piazzette dominate da edifici privati di qualche rilevanza e da chiese.

La più rilevante ed imponente, tra queste ultime, è il Duomo, dedicato a San Giorgio.

Anche questa costruzione si presenta al colmo di una larga scalinata di 250 gradini e si sviluppa su tre livelli. La costruzione, più volte crollata e ricostruita sullo stesso posto, è opera del ‘700. La facciata si sviluppa, tra decori e volute su tre livelli. Quello inferiore, più ampio degli altri due superiori, è diviso in cinque parti e cinque portali. Il portale centrale è incorniciato da una elaborata decorazione e da tre colonne per ciascun lato; i due portali ai lati di quella centrale presentano superiormente una finestra ciascuna, le due estreme hanno superiormente un oculo. Al di sopra una finta balaustra scolpita.

L’interno è a cinque navate, con varie opere scultoree e pittoriche esposte.

Scendiamo ancora fino alla chiesa di San Pietro, distrutta e ricostruita dopo il terremoto del 1693. Anche qui una scalinata, adorna di statue, porta al sagrato e alla facciata barocca con tre portali d’ingresso decorati con colonne, archi e volute.

Ritornati a valle, una ulteriore, interessante sosta è alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Anche questa venne ricostruita dopo il terremoto del 1639.

La facciata è semplice, su due soli livelli, decorata con lesene e fregi; l’interno a tre navate su colonne presenta una pregevole cappella, la Cappella Palatina, in stile gotico.
Da Modica raggiungiamo Noto, ultima tappa del nostro viaggio nella Sicilia sud orientale.

Definita la “Capitale del Barocco”, il centro cittadino si sviluppa essenzialmente su due strade che corrono parallele per gran parte dell’abitato e su queste due strade prospettano i principali monumenti cittadini.

La città è stata interamente ricostruita dopo l’abbandono del sito originario a seguito del catastrofico terremoto del 1639. Qui la pietra calcarea, scolpita e lavorata nelle forme barocche domina costantemente il panorama costituito da palazzi, edifici e chiese.

Attraversata l’imponente Porta Reale, procediamo lungo Corso Vittorio Emanuele (la principale e lunga arteria cittadina).

Subito si incontra, sulla destra, uno spiazzo e su una scalinata si staglia la facciata della chiesa di San Francesco; sul lato opposto l’edificio di un ex convento benedettino, oggi sede del Museo Civico e la piccola chiesa di Santa Chiara.

Procediamo oltre per raggiungere per raggiungere un punto nevralgico: l’ampia scalinata costituita da tre rampe che accede alla scenografica costruzione della Cattedrale.

La facciata che si apre sul sagrato è assai larga, su due livelli, in stile tardo barocco con qualche eclettico inserto neoclassico. Colonne su alti basamenti, sono distribuite sia al livello inferiore che a quello superiore. Nel livello inferiore sono i tre portali, tutti incorniciati in decori; nel livello superiore sono un finestrone e varie statue. La facciata si conclude con due torri laterali che raggiungono l’altezza della facciata.

L’interno è a tre navate su pilastri ed archi a tutto sesto, reso piuttosto luminoso dalla grande cupola che si erge all’incrocio dei due bracci della croce latina su cui è impostato l’edificio. Costruita, come tutta la cittadina, dopo il terremoto del 1639, subì gravi danni con il terremoto del 1996 ed è stata successivamente restaurata.

Due troni vescovili sono nell’abside, mentre l’altare maggiore è in splendenti marmi policromi. Sempre in marmi policrmi è anche il fonte battesimale, mentre lungo le navate sono esposti tele ed opere di insigni autori prevalentemente siciliani.

Di fronte alla chiesa, sull’altro lato della strada è il Palazzo Comunale, un edificio settecentesco: Palazzo Ducezio; altri palazzi contornano sia la chiesa che il palazzo comunale.

Proseguendo ulteriormente lungo la stessa strada raggiungiamo il Teatro comunale, una costruzione risalente all’800, mentre di fronte, preceduta da un ampio giardino e da una scalinata, la chiesa di San Domenico, altra espressione dell’arte barocca.

La facciata è convessa, con colonne che adornano ambedue i livelli della quale si compone. Al di sopra del portale centrale un balcone con balaustra.

Completiamo il giro cittadino percorrendo la parallela al Corso Vittorio Emanuele, e cioè Corso Cavour, anche questa una strada rettilinea che attraversa l’intero abitato ed anch’essa fiancheggiata da palazzi e costruzioni nei quali domina lo stile barocco.

A conclusione di queste brevi note descrittive, devo solo aggiungere che l’insieme delle costruzioni, delle abitazioni, dei monumenti di questa cittadina è complessivamente assai affascinante, coinvolgente e attraente.

Complessivamente questo viaggio nella Sicilia sud orientale ci ha regalato, tra siti archeologici, monumenti, opere d’arte ed architettoniche un notevole contributo alla conoscenza di luoghi assai belli, vari ed interessanti.

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