Firenze – 4

Dopo aver sommariamente (molto sommariamente, e quasi me ne vergogno) raccontato di Piazza della Signoria, di Palazzo Vecchio e della grandiosa Galleria degli Uffizi, continuo a raccontarmi della mia visita a Firenze del marzo 2014.

Qui comincerò a parlare delle chiese di Firenze, e quindi anzitutto della principale chiesa dei fiorentini: il Duomo di Santa Maria del Fiore.

Esiste una ampia e dettagliata letteratura dedicata a questa costruzione che costituisce, con il Campanile e il Battistero, il principale polo religioso della città, a far da contrappunto (e non in contrapposizione) al polo civile che si sviluppa intorno a Piazza della Signoria. La mia descrizione, pertanto, non sarà affatto completa, anzi ne denuncio subito la lacunosità e la parzialità, soffermandomi, solo su alcuni degli aspetti che mi sembrano più interessanti.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un vero capolavoro dell’arte, dell’architettura, della cultura e, più in generale, della vitalità sociale ed economica della città.

La sua realizzazione coinvolse l’intera città, con le sue diverse corporazioni di arti e mestieri, ma anche con un complessivo concorso popolare sulle scelte e sulle decisioni da assumere.

La signora che ci accompagna nella visita (e che fa parte di una associazione civica e senza scopo di lucro), ci racconta alcuni aneddoti sulla sua costruzione a cominciare da un gustoso episodio. La costruzione dell’edificio, fatto piuttosto raro, era cominciato dal lato della piazza e cioè dalla facciata della chiesa; durante la costruzione (che durò per circa duecento anni), bisognava acquisire i terreni per realizzare la parte posteriore dell’edificio religioso, dove all’epoca sorgevano alcuni edifici di proprietà di un ricco cittadino. La trattativa era andata avanti per un lungo periodo, con il proprietario che esigeva sempre maggiori somme; venne infine trovato l’accordo tra i rappresentanti della città che realizzavano la chiesa e il proprietario degli edifici per una cifra piuttosto elevata. Alla vigilia però della stipula del contratto, mentre le parti si stavano per recare dal notaio, un incendio distrusse le abitazioni, costringendo il proprietario ad abbassare notevolmente il prezzo di vendita.

Io non so se questo racconto corrisponda al vero, ma la signora ce lo raccontava come esempio della furbizia dei fiorentini a tutela dei propri interessi comuni e a discapito di quelli di un sola persona, cosa che ha permesso a questa città di primeggiare per molti secoli in Italia e in Europa.

Indipendentemente da ciò, la chiesa si presenta oggi con il suo sfavillio di marmi colorati che la circondano interamente, dalla stupenda facciata, ai fianchi ornati di finestroni, fino a tutta la zona posteriore.

Per la verità, la facciata, con gli splendidi marmi policromi e in stile neogotico, è opera assai recente; risale infatti al 1887. Al contrario la costruzione cominciò nel 1296 per terminare solo 150 anni dopo, nel 1436. La lunga durata della esecuzione deriva proprio dai problemi architettonici e finanziari derivanti dalla grande dimensione dell’edificio che, all’epoca, era la più grande del mondo.

La costruzione cominciò dallo scavo delle fondazioni e dalla realizzazione delle navate laterali per preservare la precedente cattedrale dedicata a Santa Reparata e garanrirne la prosecuzione del suo funzionamento mentre veniva costruita la nuova struttura. Solo successivamente il precedente fabbricato che insisteva sulla stessa area venne abbattuto. i resti della antica costruzione sono parzialmente visibili negli scavi realizzati al di sotto dell’attuale piano basilicale.

La costruzione della cattedrale è legata al nome del grande architetto dell’epoca Arnolfo di Cambio, anche se il lungo periodo intercorso nella realizzazione dell’opera, ha visto succedersi nella direzione dei lavori una serie di altri importanti personaggi dell’arte e dell’architettura: Giotto, Andrea Pisano, Francesco Talenti ed altri ancora fino al Brunelleschi che ha legato il suo nome alla realizzazione della grande cupola della chiesa.

La cupola, insieme alle dimensioni della chiesa, costituisce l’altra importante caratteristica di questo edificio. Infatti la sua realizzazione, dati i mezzi tecnici dell’epoca, costituisce un altra fondamentale ed eccezionale realizzazione. Il grandioso progetto, quello di costruire la più grande cupola in laterizio mai costruita, venne realizzato con una geniale soluzione (una doppia calotta autoportante) che permetteva di alleggerire il peso impressionante della struttura.

Se grandiosa è la costruzione, magnifico è il suo interno.

Contiene opere ed affreschi di incomparabile bellezza e qualità.

A cominciare dall’ “orologio italico”, in controfacciata. Un orologio con 24 spicchi a segnare, con numeri romani, le ore del giorno; l’orologio procede in senso antiorario. Gli spicchi sono inclusi in un cerchio a sua volta inscritto in un quadrato, i segni del cielo e della terra.

L’opera è di Paolo Uccello, al quale è da ascrivere un’altra opera che si trova nella navata sinistra del Duomo: il “Monumento equestre a Giovanni Acuto”, un magistrale affresco dedicato al grande condottiero (ma il suo nome originale era John Hawkwood), che aveva combattuto per le armi di Firenze.

L’opera fa da contrappunto ad un’altro affresco, simile nella sua impostazione formale, ed è il “Monumento equestre a Niccolò da Tolentino”, ad opera di Andrea del Castagno, anche lui un comandante militare delle truppe fiorentine (nella battaglia di San Romano). In questo caso il colore monocolo serve ad esaltare le forme di una scultura marmorea.

Ancora nella navata di sinistra è un altro importante affresco, quello dedicato a “Dante con in mano la Divina Commedia”, l’opera maggiore di Domenico di Michelino, un pittore prolifico, ma conosciuto soprattutto per questo lavoro, imperituro riconoscimento della città al proprio poeta più grande e rappresentativo che da qui era stato cacciato.

Busti e statue che erano originariamente nella chiesa ad opera di grandi artisti quali Arnolfo di Cambio e Donatello sono ora conservate nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze (che abbiamo potuto visitare solo in parte perché all’epoca interessata a lavori di ristrutturazione).

Sul fronte della Sagrestia rimane una bellissima lunetta di Luca della Robbia, mentre il suo interno è totalmente ricoperta di pannelli lignei decorati ed intarsiati mirabilmente.

Ci sarebbe ancora tanto da raccontare su questa stupenda chiesa, ma qui preferisco soffermarmi soprattutto sulla sua cupola che giganteggia all’incrocio dei bracci.

La dimensione di spazialità, ampliata ulteriormente dalla luce che che filtra dalle finestre che si aprono in cima alla cupola, nella lanterna, è semplicemente grandiosa.

Il progetto originario prevedeva di realizzare, all’interno della cupola, un grande mosaico, ma, alla fine, si convenne per la esecuzione di un affresco. Questo venne progettato da Giorgio Vasari che ne cominciò anche la realizzazione, poi completata, alla sua morte, da Federico Zuccari.

La scena affrescata è assai complessa, suddivisa in registri e spicchi. La scena raffigurata è quello di un “Giudizio Universale”, nel quale alla fulgida figura del Cristo corrisponde la scena infernale con Satana e l’Inferno. Tante le figure che vi sono rappresentate: santi, apostoli, angeli; ma, anche in questo caso, per riaffermare l’importanza e il valore del luogo per la comunità cittadina di Firenze, insieme a queste figure che rappresentano ed esaltano i valori religiosi, sono raffigurati anche una serie di personaggi contemporanei (per l’epoca) quali i committenti medicei, l’imperatore e vari artisti.

Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...