Firenze – 9

Santa Maria del Fiore è la chiesa dei fiorentini (https://michelecasa.wordpress.com/2020/04/28/firenze-4/); San Lorenzo è la chiesa della famiglia de’ Medici (https://michelecasa.wordpress.com/2020/05/04/firenze-7/); Santa Maria Novella è la chiesa dei domenicani (https://michelecasa.wordpress.com/2020/05/07/firenze-8/); Santa Croce è la chiesa dei francescani.

Di quest’ultima tenterò di tracciare i segni principali nel presente scritto.

Un’ampia piazza prospetta davanti alla monumentale facciata di Santa Croce, con il sagrato leggermente rialzato, cosa che non ha impedito i gravissimi danni conseguenti al tragico alluvione del 1966 (compresi i gravissimi danni al Crocifisso di Cimabue). Sulla piazza affacciano anche una serie di palazzi storici, molto interessanti; fra questi cito solo, sul lato destro della piazza, il lungo Palazzo dell’Antella, con la sua facciata interamente affrescata.

Sulla sinistra della piazza è il monumento a Dante Alighieri, in marmo bianco, opera ottocentesca, qui collocata perché il poeta era nato in questo quartiere. Sul lato destro della chiesa, in posizione molto arretrata, è l’esile campanile della chiesa, risalente alla prima metà dell’800.

Anche la facciata della chiesa, rimasta per secoli incompiuta, risale all’800. In stile neogotico è tutta ricoperta di marmi bianchi, verdi e rosa articolati in figure geometriche e arricchita da archetti ciechi e decori. Curiosa è la presenza, in alto, al di sopra dell’oculo centrale, di una stella a sei punte (la stella di Davide).

Sui fianchi le pareti sono divise in campate affiancate con terminazioni triangolari in alto, con i mattoni a vista; ogni campata è corredata da strette ed alte finestre. Più in basso, su ambedue i lati, addossati alle pareti, si sviluppano due porticati; un pò più ampio è quello sul lato sinistro, corredato anche di lapidi e stemmi gentilizi, nonché da due monumenti funebri.

Austero, ma luminoso, è l’interno con le navate divise da pilastri a base ottagonale che sorreggono archi a sesto acuto. Le linee sono sobrie ma così eleganti e sottili da sembrare evanescenti; il soffitto è a capriate lignee. Lungo le pareti delle navate laterali si susseguono una serie di altari.

Il tutto, è bene ricordarlo, è frutto della magistrale progettazione di Arnolfo di Cambio.

La Cappella Maggiore (la struttura è priva di un zona absidata) è in puro stile gotico, accentuato dalle strette ed alte bifore; le pareti sono affrescate e il polittico sull’altare maggiore, gotico anch’esso è opera composta di più artisti.

Il tutto è ulteriormente impreziosito e reso delizioso dalle vetrate istoriate che gettano una luce magnifica su tutto l’insieme.

Nel transetto di destra si aprono due importanti cappelle: la Cappella Peruzzi e la Cappella Bardi; entrambe furono decorate da Giotto tra il 1320 e il 1325. Nella prima ci sono le Storie di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista; nella seconda le Storie di San Francesco.

Come evidenziano le date, si tratta di un ciclo pittorico eseguito da Giotto nell’ultima parte della sua vita e quindi successivamente a quello eseguito ad Assisi nella Basilica Superiore. Ma la maturità piena si nota anche dalla qualità degli affreschi che esprimono appieno la sua arte: la spazialità della costruzione pittorica, la vivacità dei colori, l’espressività delle figure. La disperazione dei confratelli francescani sul letto di morte di San Francesco regala gesti ed espressioni veramente realistiche.

Sempre nel transetto destro è la Cappella Baroncelli con affreschi di Taddeo Gaddi, discepolo di Giotto; la Cappella Castellani è affrescata ad opera di Agnolo Gaddi, figlio di Taddeo.

Altrettanto belle e ben affrescate sono le cappelle del transetto sinistro, ad opera di vari artisti, forse meno conosciuti, ma non certo meno abili e brillanti.

Santa Croce, oltre ad essere una chiesa che durante la sua storia ha ospitato illustri rappresentanti della chiesa, quali San Bonaventura, Sant’Antonio da Padova, San Bernardino da Siena, è diventata, nel corso del tempo, ricovero per illustri defunti quali Michelangelo, Machiavelli, Galilei, Foecolo, Alfieri, Canova, Rossini. Nel corso dei secoli è arrivata a comprendere oltre 1.500 sepolture. Alcuni di questi sono ricordati da semplici lapidi, altri hanno ricevuto l’omaggio di splendide tombe che arricchiscono ulteriormente le navate e la chiesa. Qui è anche un cenotafio dedicato a Dante Alighieri (la sua tomba è a Ravenna).

Nella navata di destra, oltre ai monumenti funebri di Michelangelo e di Alfieri, al cenotafio di Dante, sono una serie di altari che espongono tele e tavole di grande qualità. Ma io voglio ricordare particolarmente un’opera che si distingue tra le altre ed è l’ “Annunciazione Cavalcanti” di Donatello. E’ un’opera veramente stupenda: un altorilievo delicato e dolcissimo ristretto in uno spazio assai ridotto, nel quale la delicatezza delle forme è arricchita ulteriormente dalla ricchezza della dorata decorazione.

Non è da meno la navata di destra dove si possono ammirare opere del Vasari e del Bronzino, insieme ai monumenti sepolcrali di Galieo Galilei e quello di Leon Battista Alberti.

Insomma tra opere esposte e monumenti ad insigni cittadini la chiesa di Santa Croce è un monumento davvero unico, raffinato ed oltremodo ricco di testimonianze e di ricordi che accendono la vista e la mente di qualsiasi visitatore.

Ma il complesso ha ancora altre mirabili sorprese. Ampio è il vasto corredo di sale, aule, chiostri che costituivano il convento annesso alla chiesa.

Possiamo partire dal chiostro adiacente alla chiesa, che è il risultato di due diversi chiostri (uno quadrato e uno rettangolare) unificati. Qui è la statua, assisa, di “Dio padre” di Baccio Bandinelli.

Su questo chiostro si affaccia la Cappella della Famiglia Pazzi, generalmente attribuita a Filippo Brunelleschi, anche se qualcuno attribuisce il porticato che lo anticipa a Giuliano da Sangallo. Sei colonne sostengono un ampio frontale rettangolare suddiviso da lesene e riquadri; le colonne si chiudono con un architrave, tranne al centro della composizione, dove si apre un arco a tutto sesto. Una cupola sovrasta l’edificio. L’insieme, dunque, contiene tutti gli elementi, in mirabile equilibrio tra loro, dell’architettura rinascimentale.

Al momento della nostra visita l’accesso alla cappella non era consentito (non ricordo più per quale ragione, e quindi abbiamo proseguito la nostra visita accedendo al secondo chiostro, quadrato con pozzo centrale e colonne piuttosto distanziate tra loro che reggono archi a tutto sesto e un loggiato superiore coperto.

Di qui si passa al Refettorio dove, tra le altre, è un’opera di indubbio valore e di grande effetto: il “Cenacolo” di Taddeo Gaddi. L’affresco copre una intera parete; in basso e la scena dell’Ultima Cena, secondo uno schema che sarà poi ripreso e ripetuto molte volte in epoca successiva (compresa il magistrale Cenacolo di Leonardo); al di sopra è L’albero della Vita, un albero ai cui piedi è San Francesco ed altri santi francescani e i cui rami corrispondono ai vari profeti ed evangelisti; in quattro riquadri (due per lato) di fianco a quest’ultimo tema centrale sono vari episodi sacri. L’insieme è davvero affascinante (oltre a rappresentare una sorta di “summa” della teologia francescana). Su una parete della sala sono anche alcuni frammenti di un affresco dell’ Orcagna, interessante per gli aspetti stilistici, che in precedenza era nella navata destra della chiesa: il “Trionfo della Morte”.

Un complesso, anche in questo caso, estremamente attraente, bello, ricco di opere d’arte e di grande valore ed interesse.

Questa voce è stata pubblicata in racconto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...