Milano – 5

C’è anche una Milano romana.

Come ho avuto modo di scrivere nel capitolo introduttivo a questi scritti su Milano (https://michelecasa.wordpress.com/2018/02/05/milano-1/), le tracce del passato in questa città vanno ricercate con cura, attenzione, e un pò di fantasia.

Tuttavia si possono rintracciare all’interno del tessuto urbano, in alcuni luoghi e con qualche difficoltà anche tracce della storia romana, a testimonianza dell’importanza che la città ebbe durante quel periodo, arrivando ad essere, per qualche tempo, addirittura una capitale dell’impero.

Non tutti, infatti, sanno che Milano fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente a partire dal 286 d.C., con la “riforma” dell’ impero voluta da Diocleziano (la Tetrarchia). La città era romana già da cinquecento anni, (fu conquistata nel 222 a.C.), ma aveva conosciuto un maggiore sviluppo solo a partire dall’età imperiale. La sua importanza crebbe ulteriormente per il ruolo strategico e militare che assunse progressivamente all’interno dell’impero. Al centro della grande pianura padana, ben collegata a Roma (un lungo tratto della via di collegamento era peraltro fiancheggiata da botteghe in muratura, con portici e colonne), si prestava ad essere base e centro militare di notevole importanza ed utilità per il raggiungimento dei confini orientali da parte delle truppe che vi erano stanziate, ed al contempo punto di snodo per commerci e trasporti.

IMG_20180130_120931.jpg

Edifici religiosi, palazzi, un anfiteatro (terzo per dimensioni dopo quelli di Roma e Capua), il Foro, le terme (le colonne antistanti la chiesa di san Lorenzo Maggiore provengono proprio dalle Terme Erculee), un Teatro di notevoli dimensioni, un circo per le corse dei carri, un notevole impianto difensivo con mura e torri. Di questo parlano i reperti (purtroppo non tantissimi), collocati nel Civico Museo Archeologico di Milano (ingresso 5 euro, gratuito un’ora prima della chiusura e il martedì dopo le 14.00). La raccolta di stele, brani di mosaici, statue, oggetti di uso quotidiano, corredi funerari, è utilmente arricchita di notizie antropologiche, informazioni relative alle popolazioni e agli usi e costumi più comuni.

IMG_20180130_152031.jpg

Assai interessante è che, inglobate nel percorso museale, sono inserite due torri. Una, cilindrica, appoggiata su un pezzo di antiche mura, faceva parte del sistema difensivo della città; l’altra, a pianta quadrata, era parte del circo per le corse dei carri, quella che sosteneva i cancelli da cui partivano i concorrenti partecipanti alle gare. Quest’ultima, per un certo periodo, era stata utilizzata quale torre campanaria di una chiesa adiacente.

IMG_20180130_154122.jpg

Uscendo dal museo, e proseguendo verso il centro della città, in un ampio slargo che si apre sulla destra, sono visibili, a cielo aperto, alcuni resti del Palazzo Imperiale fatto costruire da Massimiano, coimpratore e valente generale (250 – 310), l’uomo che diede alla Milano di epoca romana, grande ruolo e lustro (è con lui che Milano diviene la capitale dell’impero di occidente). Un suo busto è conservato presso il Museo Archeologico.

Altri resti di edifici di epoca romana sono sparsi in vari luoghi della città, o affiorano periodicamente nel corso di vari lavori di scavo. Ad esempio i parziali resti del recinto del mausoleo imperiale nel chiostro dell’ex Monastero di san Vittore al Corpo; o quelli delle Terme Erculee in Largo Corsia dei Servi (vicino Piazza san Babila).

Ma la cosa che più ci ha colpito, non tanto per la dimensione, quanto per la storia degli scavi e la sensibilità e simpatia del nostro accompagnatore, è stata la visita ai resti del Teatro Romano, che si trovano al di sotto del palazzo della Camera di Commercio di Milano.

Difficile trovarne menzione nella maggior parte delle guide turistiche; sono riuscito ad individuare questa opportunità “smanettando” al computer durante la preparazione di questo viaggio a Milano. Per la visita è necessario prenotare presso la Camera di Commercio (tel.0285154593 o 0285154378, ore ufficio), per una visita che viene effettuata in giornate ed orari prestabiliti (la disponibilità e la cortesia dell’interlocutore è assicurata).

La prima cosa che voglio mettere in evidenza è che la individuazione dei resti e soprattutto la loro attribuzione all’antico Teatro Romano, si deve ad una donna, Alda Levi (1890 – 1950), la prima donna italiana laureata in Archeologia, fine studiosa ed acuta ricercatrice. Fu lei, negli anni tra il 1925 e il 1939, in qualità di responsabile della tutela archeologica dell’intera regione lombarda, a riconoscere negli scavi i resti del palcoscenico e del retrostante portico (una sorta di foyer ante litteram, un grande giardino porticato che veniva realizzato dietro ai teatri per consentire il riposo, il passeggio e il rinfresco degli spettatori negli intervalli degli spettacoli).

Il suo lavoro venne interrotto dalla promulgazione delle leggi fasciste sulla razza che le imposero di lasciare l’incarico pubblico e di vivere, praticamente, in clandestinità, fino alla Liberazione.

Il suo lavoro, abbandonato e sfigurato dalla miope e fuorviante politica di sviluppo edilizio di quegli anni, portata avanti secondo canoni assai discutibili e delle cui conseguenze molte città portano ancora l’indelebile e negativo segno, fu tacitato fino oltre il dopoguerra.

E fu solo a partire dal 2005 che, con un fortunoso finanziamento, trovato nelle pieghe e negli spazi delle risorse sempre più risicate dedicate alla ricerca e alla cultura, vennero avviati i lavori per rendere fruibile questo pezzo di storia e di archeologia.

La nostra guida che ci accoglie all’entrata della sede della Camera di Commercio e che a tale scopo rinuncia alla sua pausa lavorativa, ci illustra con ampie e documentate informazioni la storia della Milano romana e quella del Teatro romano in particolare.

Una storia che comincia nel I secolo d.C., e che parla di grandi lavori e delle tecniche specifiche adottate per la realizzazione di un’opera monumentale che misurava un diametro di 95 metri e una altezza di 20 metri. Un teatro che, a differenza di altri, di epoca greca e romana, non poggiava su un declivo naturale, ma era totalmente fuori terra, simile al Teatro di Marcello a Roma.

Per sostenere una simile struttura, furono realizzate poderose fondazioni (quelle che si possono attualmente visitare oggi), secondo i dettami dell’architettura dell’epoca. Dopo aver scavato profonde fosse, rivestite di assi di legno, furono infissi nel terreno centinaia di pali di quercia, alla distanza di 30 centimetri l’uno dall’altro. Su questa palificazione veniva versata malta liquida e ciottoli, facilmente recuperabili in zona. Il tutto garantiva stabilità alla costruzione superiore in pietra e mattoni. Un’opera gigantesca e affascinante.

IMG_20180130_133836.jpg

Il percorso di visita, una volta scesi nel sottosuolo, si snoda su una agile piattaforma che permette una visione ravvicinata delle strutture portate alla luce dagli scavi, di resti della palificazione e di alcune delle parti edificate.

Si completa, infine, con una intelligente e simpatica installazione che riproduce le sensazioni olfattive dei frequentatori del teatro. Si passa così dalla riproduzione dell’olezzo emanato da migliaia di corpi presenti in uno spazio raccolto, all’odore delle essenze profumate che, insieme ad acqua vaporizzata, venivano spruzzate dall’alto degli spalti, attraverso le coperture poste in alto, al di sopra del teatro stesso.

Il teatro di Milano ospitava ancora spettacoli alla fine del IV secolo. Successivamente perse progressivamente questa funzione, iniziò un lento declino e la progressiva spoliazione delle decorazioni e delle strutture.

Al termine della visita, il nostro cortese e documentato accompagnatore ci consegna, infine, del materiale informativo sul Teatro Romano e una breve biografia della donna, grazie alla quale, quei resti furono riconosciuti e correttamente attribuiti.

Una visita edificante in tutti i sensi.

Annunci
Pubblicato in racconto | Lascia un commento